Un altro traguardo tutto italiano: l’Italian Center for Single Session Therapy ha pubblicato la sua prima ricerca in Terapia a Seduta Singola sull’Australian and New Zealand Journal of Family Therapy

Un altro traguardo tutto italiano: l’Italian Center for Single Session Therapy ha pubblicato la sua prima ricerca in Terapia a Seduta Singola sull’Australian and New Zealand Journal of Family Therapy

È passata solo qualche settimana dalla pubblicazione dell’articolo Examining the Incidence and Clients’ Experiences of Single Session Therapy in Italy: A Feasibility Study sull’Australian and New Zealand Journal of Family Therapy, una nuova conquista dell’Italian Center for Single Session Therapy.

 

 

Le ricerche sulla TSS sono state condotte in tutto il mondo, ma prima di adesso non in Italia, pertanto tale studio rappresenta il primo contributo internazionale del nostro Paese alla Terapia a Seduta Singola.

 

 

A quali risultati ha portato la ricerca?

I risultati dello studio hanno confermato quelli delle ricerche svolte nel resto del mondo, le quali hanno indicato che uno è il numero più frequente di sedute di psicoterapia sia tradizionale che basate sul metodo della TSS.

Un altro dato fondamentale rilevato è che la maggior parte dei clienti considera lo svolgimento di un unico incontro di terapia sufficiente (sia in ambito pubblico che privato) per raggiungere un maggior benessere indipendentemente dalla natura del problema presentato.

 

 

Cosa mette in luce quest’ultimo aspetto?

Il dato introduce un nuovo modo di considerare il concetto di salute mentale, non più visto esclusivamente come assenza di malattia o infermità, ma un più ampio stato positivo dell’individuo che enfatizza la presenza di risorse personali e sociali, nonché capacità fisiche per recuperare e far fronte alla malattia e ad altri problemi (Organizzazione mondiale della sanità, 2006).

 

 

Cosa prevede quindi un intervento di successo?

Intervenire non significa più necessariamente supportare i clienti fino al raggiungimento di uno stato di completo benessere, ma farlo finché il cliente lo ritiene necessario. Sarà inoltre il cliente stesso a indicare cosa significa una terapia di successo, e non il terapeuta o l’assenza di sintomi.

 

 

A quali vantaggi porta tale scoperta?

L’implementazione della TSS potrebbe migliorare l’accessibilità delle persone ai servizi di salute mentale e ottimizzare i costi dei servizi stessi. Quest’ultimo elemento ad esempio potrebbe essere particolarmente utile in paesi come l’Italia che hanno bassi tassi di accesso ai servizi di salute mentale (Barbato et al., 2014), sia per ragioni finanziarie che per atteggiamenti culturali (es.: “La terapia dura troppo a lungo”, “La terapia ha bisogno di affrontare emozioni/pensieri/ ecc. profondi e scomodi”) (Fiori Nastro et al., 2013).

 

 

In che modo la TSS può essere utile?

Diminuendo il numero di sessioni per ogni cliente, la TSS può ridurre le liste di attesa, rendendo così i servizi più accessibili, prevenendo un’acutizzazione del disagio psicologico. I professionisti sarebbero inoltre in grado di aiutare un maggior numero di persone, dedicando più tempo a chi necessita di un intervento più approfondito (Cannistr a & Piccirilli, 2018; Slive e Bobele, 2011), limitando infine gli abbandoni e gli appuntamenti persi (Hymmen, Stalker e Cait, 2013).

 

 

Ora passiamo ai ringraziamenti!

Orgogliosi di condividere questo successo, cogliamo l’occasione per ringraziare tutti i partecipanti che hanno reso possibile il raggiungimento di questo risultato a partire da Flavio Cannistrà, Federico Piccirilli, Pier Paolo D’Alia e Angelica Giannetti membri del team dell’Italian Center for Single Session Therapy.

A seguire ringraziamo i professionisti Lorenza Piva (Merano), Ferruccio Gobbato (Venezia), Roberta Guzzardi (Roma) e Alice Ghisoni (Torino) che hanno messo a disposizione la loro professionalità e i dati ottenuti nel lavoro in ambito privato.

Infine un ringraziamento particolare va alla Dr.ssa Giada Pietrabissa del Dipartimento di Psicologia dell’Università Cattolica di Milano nonché ricercatrice del Laboratorio di Ricerca in Psicologia, IRCCS, Istituto Auxologico Italiano (Milano), senza la quale non avremmo potuto pubblicare un lavoro di questa qualità!

 

 

Se vuoi saperne di più sulla Terapia a Seduta Singola e approfondire il metodo, puoi leggere il nostro link (clicca qui) “Terapia a Seduta Singola. Principi e pratiche” o partecipare a uno dei nostri workshop (clicca qui).

Angelica Giannetti
Psicologa, Psicoterapeuta
Team dell’Italian Center
for Single Session Therapy

 

Bibliografia

Barbato, A., Vallarino, M., Rapisarda, F., Lora, A., & Caldas de Almeida, J.M. (2014). Access to mental health care in Europe. Retrieved from https://ec.europa.eu/health/sites/health/fle /mental_health/docs/ev_20161006_co02_en.pdf, 1-41.

Cannistrà, F., & Piccirilli, F. (2018). Terapia a Seduta Singola: Principi e pratiche. Firenze: Giunti Editore.

Fiori Nastro, P., Armando, M., Righetti, V., Saba, R., Dario, C., Carnevali, R., . . . Girardi, P.  (2013). Emerging mental disorders in a community sample of young adults in Italy: Help-seeking in a generalist community mental health setting. Rivista di Psichiatria, 48(1), 60–66.

Hymmen, P., Stalker, C.A., & Cait, C.A. (2013). The case for single-session therapy: Does the empirical evidence support the increased prevalence of this service delivery model? [Review]. Journal of Mental Health, 22(1), 60–71.

Angelica Giannetti

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