Un tempo pensavamo che la terapia a lungo termine fosse
il punto di partenza dal quale valutare tutte le psicoterapie.
Oggi sembra che una terapia di una singola seduta possa
diventare la base per valutare quale durata e che tipo di
risultati debba avere una psicoterapia.
Jay Haley

 

La Terapia a Seduta Singola è una terapia breve?

Questa è una domanda molto comune.

Alcuni autori hanno definito metodi e interventi come la Terapia a Seduta Singola “terapie ultra-brevi”. Riteniamo questo termine inadatto, impreciso e, francamente, brutto.

La Terapia a Seduta Singola è prima di tutto un metodo, mentre quando si parla di terapie brevi generalmente ci troviamo di fronte a degli approcci.

La differenza principale è che un approccio prevede generalmente una teoria eziopatogenetica e/o una teoria del cambiamento, largamente approfondite. Da qui, generalmente, ne deriva un insieme strutturato di tecniche. Un metodo è invece un insieme sistematizzato di manovre e interventi che, seguiti, possono condurre al risultato desiderato.

La forza sorprendente della TSS è proprio qui: da un lato riesce, da sola, a condurre a dei successi in una larga serie di casi; dall’altra, integrandola all’interno del proprio modello di riferimento (che sia psicoterapia o consulenza psicologica), permette di massimizzarne l’efficacia.

In effetti, questo significa che molte persone sperimentano gli effetti di una terapia breve: in poche sedute, spesso anche in una sola, riescono a raggiungere l’obiettivo che si erano preposte.

Alcuni si chiedono se per praticare la Terapia a Seduta Singola sia necessario comunque avere una formazione nelle terapie brevi. Ci sono in effetti alcuni terapeuti a Seduta Singola formati in diversi approcci di terapia breve (come la terapia strategica, la terapia centrata sulla soluzione, le terapie psicodinamiche brevi ecc.).

Tuttavia, nei nostri workshop, così come in quelli di altri Paesi, ci sono contemporaneamente molti terapeuti di altri approcci: dalla terapia sistemica alla terapia cognitivo comportamentale, dalle terapie psicodinamiche tradizionali alle terapie umanistiche, fino alla terapia della gestalt o all’ipnosi ericksoniana.

Inoltre, ricordiamo che in diverse parti del mondo i principi della TSS vengono insegnati anche ad altri operatori della salute, per migliorare e massimizzare l’efficacia della loro relazione di aiuto con il paziente. Questi, di sicuro, non sono formati in terapia breve.

In conclusione, la Terapia a Seduta Singola non è una terapia breve e può essere appresa da psicologi, psicoterapeuti e altre figure professionali, anche se, come le terapie brevi, permette di massimizzare l’efficacia di ogni singolo incontro, riducendo il rischio di abbandono e la durata delle terapie – anche a un solo incontro.

Può una singola seduta di psicoterapia essere sufficiente?

Con questa domanda Moshe Talmon, Michael F. Hoyt e Robert Rosenbaum hanno avviato le ricerche sulla Terapia a Seduta Singola (Single Session Therapy), aprendo il campo a un approccio ormai studiato in tutto il mondo da oltre 30 anni.

La Terapia a Seduta Singola è principalmente un modo di fare psicoterapia e consulenza psicologica che si propone di ottenere il massimo da ogni incontro terapeutico. Viene facilmente integrata in qualunque approccio e nella pratica di qualunque professionista della salute e del benessere psico-fisico, riducendo tempi di intervento e liste di attesa, fornendo un aiuto concreto e immediato, e massimizzando gli effetti di ogni singolo incontro.

Inoltre, i suoi principi sono da sempre applicati anche in contesti diversi dalla psicoterapia, che richiedono all’operatore di lavorare sul problema della persona in tempi brevi, per permetterle di ottenere velocemente il risultato desiderato.

Trent’anni di studi

I primi studi sono partiti nel 1986 in California, presso il Kaiser Permanente, una delle più grandi organizzazioni sanitarie degli Stati Uniti. Lì vennero constatati quelli che si rivelarono essere 3 assunti di base:

  1. 1 è il numero più frequente di sedute fatte in psicoterapia
  2. tra il 20 e il 50% delle persone sceglie di fare una sola seduta
  3. fino all’80% di esse riferisce di aver risolto il proprio problema o di stare meglio grazie a quell’unica seduta

Una sola seduta?

Questa e le successive ricerche hanno confermato quella che ormai è una realtà di fatto: una sola seduta può essere più che sufficiente in una grande quantità di casi. Infatti si va da semplici difficoltà a problemi invalidanti, fino a disturbi e psicopatologie conclamate, anche in casi urgenti o in contesti di emergenza, oltre che nei comuni contesti di intervento. E ciò è vero nel lavoro con il singolo, la coppia e la famiglia, a prescindere da età, sesso o livello culturale.

Ma ciò che tutti gli studiosi della TSS ci tengono a sottolineare è di non pensare che fare Terapia a Seduta Singola significhi fare sempre e solo una seduta!  Significa piuttosto aver studiato quei fattori che consentono di migliorare l’effetto di ogni singola (e spesso unica) seduta.

La rivoluzione è cominciata da qui.

A partire da quella prima ricerca sono stati condotti numerosi studi in tutto il mondo: Stati Uniti, Inghilterra, Irlanda, Svezia, Australia, Canada, Messico, Israele, Cile, Turchia, Cina… Oggi, grazie al lavoro dell’Italian Center for Single Session Therapy, le ricerche e le divulgazioni sistematiche sono arrivate anche in Italia, e per la prima volta è possibile formarsi in Terapia a Seduta Singola anche nel nostro Paese.

Se poi vuoi aggiornarti costantemente sulla TSS, visita il blog di questo sito: troverai di continuo nuove pubblicazioni sulla Terapia a Seduta Singola, nonché studi e ricerche recenti su questo approccio.