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“Terapia a Seduta Singola. Un’introduzione a principi e pratiche“

Come ottenere il massimo da ogni singolo incontro

Approfondiamo insieme alcuni aspetti

Testimonianze

Leggi nella sezione del Workshop TSS tutte le testimonianze lasciate da chi si è formato con noi.

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Ho iniziato già dal giorno seguente a mettere in pratica alcuni dei punti focali della TSS nel corso di sedute “tradizionali” già avviate da tempo e devo dire che ho percepito un miglioramento della mia esperienza soggettiva per quanto riguarda: -la focalizzazione dell’obiettivo del paziente all’interno della specifica sessione -la restituzione più puntuale degli aspetti di risorsa e impegno nel lavoro terapeutico (cosa che, mi sono accorta, accresce il senso di alleanza…) -e, più di tutto, un risultato migliore, in termini di efficacia, di un feedback sistematico nel corso della seduta!!! Tutto questo per dire che sono veramente molto soddisfatta dell’acquisizione di questo nuovo assetto metodologico e che sono molto felice di continuare a condividere con voi nuovi sviluppi della TSS ed esperienze personali !

Monica Leva - Psicologa, psicoterapeuta sistemico-relazionale

Ultimi aggiornamenti sulla Terapia a Seduta Singola

Interrompere le ossessioni con la Terapia a Seduta Singola: un caso di terapia cognitiva e fede religiosa

Riprendiamo il 2020 con un nuovo ciclo di articoli che ci permetterà di essere sempre aggiornati e di scoprire come il metodo della Terapia a Seduta Singola può essere applicato in diversi modi e ambiti d’intervento.

 

Di cosa parla l’articolo di oggi?

Attraverso la descrizione di un caso clinico illustreremo come si può interrompere un sintomo grave come quello dei pensieri ossessivi mediante un singolo incontro di terapia cognitiva associata alla fede religiosa (Gangdev, 1998).

  

Ora vi starete domandando cosa c’entra la fede religiosa con la psicoterapia?

La psicologia ha dedicato diversi studi sull’interazione tra religione e psicologia. Lasure e Mikulas (1996), ad esempio, hanno citano diversi esempi di come il comportamento possa modificarsi a partire dalla Bibbia; De Silva (1984; 1985) ha evidenziato il parallelo tra il buddismo e la moderna pratica di trasformazione cognitiva e comportamentale. Shamasundara (1995) ha fatto notare come la mitologia indiana può essere utile in terapia. Inoltre, nonostante i dubbi iniziali sull’applicabilità della Rational Emotive Therapy (RET) a pazienti religiosi (Wessler, 1994; Ellis, 1994), recentemente è stata sviluppata la Christian RET (Johnson, 1992; 1993) e la stessa terapia cognitiva di Beck è stata usata per trattare i pazienti cristiani.

 

 Case History

Una donna sposata di 25 anni, si presentò dallo psicoterapeuta in quanto da tre mesi aveva persistenti dubbi sul fatto di aver investito un pedone mentre era alla guida (tanto da dover tornare a controllare) e sul fatto che una ragazza con la quale aveva parlato casualmente potesse raccontare alla polizia che era stata molestata, con la conseguente paura di essere arrestata per abusi sessuali e la rinuncia al suo bambino che aspettava. La donna, inoltre, presentava insonnia, scarsa concentrazione e mancanza di motivazione anche se aveva negato di avere al risveglio mattutino sintomi somatici, anedonia e variazione diurna del suo umore.

In seguito a una prima valutazione le fu prescritto il Temazepam per l’insonnia, ma senza alcun miglioramento.

Qualche mese prima della richiesta di aiuto, si era dimessa dal suo lavoro perché aveva sviluppato un altro dubbio persistente legato all’idea di poter essere accusata di furto dal suo datore di lavoro. Nella sua vita non c’era stata nessuna precedente storia psichiatrica o farmacologica.

Dal momento che con suo marito non erano stati in grado di concepire un figlio, lo lasciò.  Successivamente però rimase incinta e si riconciliarono.

La donna aveva la tendenza a controllare le serrature più volte e in alcune occasioni era tornata dal lavoro per assicurarsi che le porte fossero bloccate.

L’esame rivelò una donna estremamente tesa che ammetteva di essere ossessionata dai dubbi: l’ossessione di essere accusata di abuso sessuale era molto molto più frequente rispetto all’altro dubbio, ma non riusciva a dire da quanto tempo avesse tali ossessioni emergessero. Il suo umore era triste ed era ansiosa, ma la sua percezione e le sue capacità cognitive non ne erano state influenzate.

Le fu diagnosticato un Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC) con una depressione secondaria, in quanto la donna riferiva di avere sbalzi di umore a causa dei suoi dubbi.  

Dal momento che era rimasta incinta, voleva essere trattata solo con la psicoterapia in quanto non voleva esporre il nascituro alla droga. Dopo una breve discussione sui principi della CT, la sessione fu condotta il giorno successivo: dopo aver identificato e discusso delle sue distorsioni cognitive (pensiero = azione, inferenza arbitraria), le fu consigliato di fermare il pensiero, usando un elastico e delle immagini per rilassarsi e spostare l’attenzione sui pensieri positivi.

 Tre giorni dopo la seduta la donna riferì di sentirsi meglio, inoltre, il sonno e l’appetito erano tornati normali.

La sua motivazione era notevolmente migliorata, ma lei non aveva utilizzato la tecnica dell’elastico. Dichiarò di essersi ripresa completamente dopo aver accettato la spiegazione di sua madre che le aveva detto che da quando aveva perso la fede in Cristo, Satana aveva creato i dubbi nella sua mente. Solo se fosse tornata a Cristo, Satana sarebbe stato sconfitto e i dubbi avrebbero smesso di insorgere.

Poi iniziò a combattere le ossessioni affermando dentro di sé “No. Cristo mi aiuterà a guidare in sicurezza!” “No. Cristo non mi lascerà mai fare nulla di male!”

Si sentì subito rilassata e ottenne una completa guarigione. Occasionalmente, i dubbi tornarono, ma non la resero ansiosa.

Quattro mesi dopo, il suo medico di famiglia informò lo psicoterapeuta che poco dopo il rinvio la paziente si era ripresa completamente, stava bene e la sua gravidanza era progredita senza incidenti.

 

Che tipo di intervento è stato proposto mediante la Terapia Cognitiva?

Dall’analisi del caso si desume che alla donna sono state proposte delle tecniche di Cognitive Therapy utilizzate per il trattamento del DOC. Queste ultime prevedono:

  • la stimolazione dei pensieri ossessivi
  • il blocco dei pensieri
  • la sfida dei pensieri automatici negativi (NAT).

 

Cosa ha scelto di fare, invece, la paziente? 

La donna non ha impiegato l’arresto del pensiero per affrontare il suo problema, ma ha semplicemente sostituito i pensieri automatici negativi (NAT) con dei pensieri automatici positivi (PAT). Per essere efficace tale passaggio è necessario però che alla base di un pensiero automatico positivo ci sia una forte credenza: senza credenza, i pensieri non avrebbero alcun impatto.

 

Conclusioni

Questo caso mette in luce due aspetti importanti in grado di rendere un intervento rapido e efficace allo stesso tempo: il primo, riguarda il modo in cui le credenze religiose possono influenzare il risultato della terapia; il secondo, invece, sottolinea come per indurre dei cambiamenti nella cognizione e nel comportamento dei pazienti non è sempre necessario sfidare le credenze del paziente. Queste ultime se utilizzate nella terapia possono rappresentare una risorsa fondamentale per il cambiamento.

 

Se vuoi saperne di più sulla Terapia a Seduta Singola e approfondire il metodo, puoi leggere il nostro link (clicca qui) “Terapia a Seduta Singola. Principi e pratiche” o partecipare a uno dei nostri workshop (clicca qui).

Angelica Giannetti
Psicologa, Psicoterapeuta
Team dell’Italian Center
for Single Session Therapy

 

Bibliografia

 De Silva, P. (1984). Buddhism and behaviour modification. Behaviour Therapy and Research, 22667-678.

De Silva, P. (1985). Early Buddhist and modern behaviour modification strategies for the control of unwanted intrusive cognitions. Psychological Record, 35:437443.

Ellis, A. (1994). Rational-emotive therapy (RET) and pastoral counselling: a reply to Richard Wesaler. Personnel and Guidance Journal, 62:266-267.

Gangdev, P.S. (1998). Faith-assisted cognitive therapy of obsessive-compulsive disorder. Australian and New Zealand Journal of Psychiatry, 32575578.

Lasure, L.C., Mikulas, W.L. (1996). Biblical behaviour modification. Behaviour Therapy and Research, 34563-566.

Johnson, W.B. (1992). Rational-emotive therapy and religiousness: a review. Journal of Rational-Emotive und Cognitive- Behuviour Therapy, l0:21-35.

Johnson, W.B. (1993). Christian rational emotive therapy: a treatment protocol. Journal of Psychology and Christianity, I2:254-26 1.

Shamasundara, C. (1995). Therapeutic wisdom in Indian mythology. American Journal of Psychotherapy Research, 47:443450.

Wessler, R.L. (1994). A Bridge Too far: incompatibilities of rational emotive therapy and pastoral counselling. Personnel and Guidunce Journal, 62:264-266.

L’aiuto che non aiuta: dalla resistenza al cambiamento rapido con le tecniche CBT -TEAM di David Burns

Il 2019 sta per volgere al termine e con esso il percorso che abbiamo tracciato attraverso il nostro blog sulla Terapia a Seduta Singola

In questo anno ci siamo concentrati su alcuni temi specifici che hanno spaziato dal modo in cui implementare la TSS nei Servizi Walk–In o di pronto soccorso psicologico fino agli approcci con cui integrarla, condividendo approfondimenti teorici, casi di studio ed esperienze pratiche dal mondo.

 

Di cosa parleremo quindi oggi?

 Per concludere il percorso ancora una volta ci concentreremo su un nuovo modo di fare psicoterapia, nato dall’esigenza di superare il concetto di resistenza del paziente e intervenire in maniera rapida sui problemi complessi e invalidanti come l’ansia, la depressione e le dipendenze.

Questa nuova modalità di fare terapia integra il metodo della TSS con alcune tecniche di terapia cognitivo comportamentale (CBT) sviluppate dallo psichiatra David Burns che ha definito CBT – TEAM.

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Notizie in tempo reale dal mondo: l’Università dell’Ohio ha creato nuovi servizi per la salute mentale che si adattano alle esigenze dei giovani studenti

Con l’articolo di oggi torniamo a parlare dei servizi Walk-In e Terapia a Seduta Singola e lo facciamo, condividendo quasi in tempo reale una notizia relativa alla nascita di un nuovo servizio ad accesso rapido e senza appuntamento nell’Università dell’Ohio, rivolto a studenti in crisi che fanno richiesta di un sostegno psicologico.

La notizia riportata sulla testata online The Newpolitical il 6 dicembre 2019 dalla giornalista Emily Crebs, parla dell’attuale situazione di disagio rilevato tra la giovane popolazione degli studenti dell’Università e di quale risposta quest’ultima abbia deciso di fornire.

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