Scarica gratis il primo e-book sulla TSS

“Terapia a Seduta Singola. Un’introduzione a principi e pratiche“

Come ottenere il massimo da ogni singolo incontro

Approfondiamo insieme alcuni aspetti

Testimonianze

Leggi nella sezione del Workshop TSS tutte le testimonianze lasciate da chi si è formato con noi.

img

Ho iniziato già dal giorno seguente a mettere in pratica alcuni dei punti focali della TSS nel corso di sedute “tradizionali” già avviate da tempo e devo dire che ho percepito un miglioramento della mia esperienza soggettiva per quanto riguarda: -la focalizzazione dell’obiettivo del paziente all’interno della specifica sessione -la restituzione più puntuale degli aspetti di risorsa e impegno nel lavoro terapeutico (cosa che, mi sono accorta, accresce il senso di alleanza…) -e, più di tutto, un risultato migliore, in termini di efficacia, di un feedback sistematico nel corso della seduta!!! Tutto questo per dire che sono veramente molto soddisfatta dell’acquisizione di questo nuovo assetto metodologico e che sono molto felice di continuare a condividere con voi nuovi sviluppi della TSS ed esperienze personali !

Monica Leva - Psicologa, psicoterapeuta sistemico-relazionale

Ultimi aggiornamenti sulla Terapia a Seduta Singola

Tre libri in Italiano per apprendere la TSS

Sono trascorsi quasi due anni da quando il team dell’Italian Center for Single Session Therapy ha iniziato il lavoro di diffusione della Terapia a Seduta Singola in Italia e da quel momento possiamo affermare che ci sono state importanti novità riguardo alle opportunità di conoscenza e formazione di tale metodo d’intervento.

Fino a quel momento in Italia, infatti, i professionisti che volevano apprendere la TSS o volevano anche solamente approfondirne la conoscenza, non avevano a disposizione una vasta letteratura tradotta in italiano, tranne il testo scritto nel 1990 da Moshe Talmon dal titolo Psicoterapia a Seduta Singola, tradotto nel nostro Paese nel 1997 dalla casa editrice Erickson.

Da quel momento abbiamo dovuto aspettare quasi trent’anni prima di avere a disposizione una maggiore letteratura aggiornata per gli psicologi italiani interessati a rispondere con metodi innovativi alle crescenti e diversificate domande dei clienti.

Finalmente ora ci siamo!

Attualmente per i professionisti interessati all’apprendimento della Terapia a Seduta Singola sono disponibili tre testi tradotti in Italiano.

Vediamo quali!

Il primo libro suggerito è sicuramente Psicoterapia a seduta singola. Migliorare l’efficacia del primo (e spesso unico) colloquio di Moshe Talmon, pubblicato negli Stati Uniti nel 1990 (Jossey- Bass, San Francisco).

Il testo ormai datato e fuori stampa, rappresenta comunque un ottimo punto di partenza, non solo per approfondire l’applicazione pratica della TSS, soprattutto per scoprire le origini e le motivazioni che hanno portato la TSS al suo sviluppo come forma di terapia breve.

Il libro, infatti, è il risultato di uno studio effettuato presso il Kaiser Permanente Medical Group in California, dove l’autore insieme ad altri due importanti terapeuti, Micael Hoyt e Robert Rosembaum, mediante un’indagine esplorativa su 60 pazienti, ha potuto osservare come questi ultimi dopo aver ricevuto una Seduta Singola siano migliorati e aabbiano espresso maggiore soddisfazione dei risultati ottenuti, rispetto a coloro che avevano ricevuto trattamenti più a lungo termine.

Il testo, oltre a descrivere lo studio che ha permesso di scoprire l’importanza dell’ottimizzazione dei tempi della terapia e a definire il concetto di TSS, attraverso la descrizione di 21 esempi di terapia con singoli, coppie e famiglie, offre delle indicazioni dettagliate su come condurre efficacemente una Seduta Singola a partire dalla telefonata che precede la seduta stessa, fino al colloquio di follow up.

 

Il secondo libro è Terapia a Seduta Singola. Principi e pratiche di Flavio Cannistrà e Federico Piccirilli con prefazione di M. Hoyt e M. Talmon, pubblicato a maggio 2018 (Giunti, Firenze).

Il volume nato dal desiderio di fornire un modello di terapia singola adatto al contesto Italiano, rappresenta il primo elaborato dell’Italian Center for Single Session Therapy, in cui è possibile avere a disposizione sia un vasto e accurato aggiornamento sulla TSS, sia uno strumento utile per la sua applicazione nella pratica clinica.

Diviso in tre parti il testo offre nella prima sezione una panoramica storica della TSS e il suo sviluppo nel mondo, oltre a un’approfondita rassegna scientifica sui dati riguardanti l’efficacia del metodo; nella seconda sezione, la descrizione del mindset necessario per condurre una terapia a seduta singola e le linee guida per praticarla, infine l’approfondimento del metodo dell’Italian Center for Single Session Therapy; nell’ultima sezione, sono affrontate le questioni inerenti la pratica della TSS e le prospettive future nei sistemi socio-sanitari attuali.

Infine un contributo che rende particolarmente interessante questo libro è dato dalla descrizione delle numerose terapie a seduta singola sperimentate con successo dai diversi terapeuti formati sulla TSS nei Workshop realizzati dall’Italian Center for Single Session Therapy in diverse sedi Italiane.

 

L’ultimo dei libri suggeriti in questo articolo è Capturing the Moment. Terapia a Seduta Singola e Servizi walk-in di Michael Hoyt e Moshe Talmon, pubblicato nel 2014 negli Stati Uniti e tradotto in Italia nel 2018 (CISU, Roma), all’interno della collana Brief Therapies diretta da F. Cannistrà e E. Colamartini.Gli autori attraverso questa opera offrono al lettore l’opportunità di apprendere i diversi modi e i diversi ambiti in cui è possibile applicare la TSS.

 

Al di là degli approcci di riferimento del terapeuta e delle tecniche utilizzate, il libro mediante la descrizione dei casi clinici e delle esperienze di walk-in realizzate in diversi centri di salute mentale nel mondo, fornisce delle linee guida su come utilizzare al meglio il tempo della terapia, mostrando come in un singolo incontro sia possibile ottenere il massimo dei risultati.

 

Il valore principale di questo testo, tuttavia è rappresentato dal contributo fornito dagli autori di tutto il mondo che praticano la TSS da molti anni, dai quali è possibile attingere importanti suggerimenti pratici su come implementare il metodo della Terapia a Seduta Singola nella pratica professionale sia in ambito privato che nelle strutture sanitarie pubbliche.

 

Per concludere, recentemente nel panorama Italiano della psicoterapia sono avvenuti importanti cambiamenti grazie all’opera di diffusione del metodo della Terapia a Seduta Singola, realizzato dall’Italian Center for Single Session Therapy. Uno tra questi è rappresentato indubbiamente dalla maggiore presenza di contenuti aggiornati e tradotti in italiano per gli psicologi che vogliono formarsi e ampliare il loro bagaglio di conoscenze al fine di fornire risposte sempre più rispondenti alle esigenze dei clienti.

 

Per coloro che vogliono formarsi nella Terapia a Seduta Singola ricordiamo che il prossimo workshop organizzato dall‘Italian Center for Single Session Therapy si terrà a Milano, il 20 e 21 ottobre 2018 (per info e iscrizioni).

 

Angelica Giannetti
Psicologa, Psicoterapeuta
Team dell’Italian Center
for Single Session Therapy

 

P.S.: vuoi saperne di più sulla Terapia a Seduta Singola? Scarica gratuitamente un estratto del nostro libro “Terapia a seduta singola. Principi e pratiche”, pubblicato da Giunti Editore (clicca qui)

Come condurre una TSS: il modello Canadese Texano

Il Modello Canadese-Texano è rappresentato dal lavoro di Arnold Slive e Monte Bobele: il primo lanciò l’Eastside Family Center a Calgary (Canada), integrando le logiche della TSS in un servizio di walk-in, e il secondo realizzò un servizio simile presso la Our Lady of the Lake University di San Antonio (Texas), dopo un incontro con Slive.

Da allora i due collaborano attivamente insieme, sviluppando un interessante modello di Terapia a Seduta Singola (Bobele & Slive, 2014; Slive & Bobele, 2014).
Come declinato negli articoli precedenti, seppur esistano numerose esperienze di servizi che praticano la Terapia a Seduta Singola, possiamo, per chiarezza espositiva, individuare tre principali modelli: Californiano, Australiano e Canadese-Texano.

I tre modelli, accomunati da principi e linee guida, descritti nell’articolo 11 Linee Guida pratiche per iniziare a fare Terapia a Seduta Singola (clicca qui), si differenziano e caratterizzano per alcune peculiarità.

 

Il contesto del modello Canadese Texano

Il lavoro di Slive e Bobele si sviluppa all’interno di un walk-in.

I servizi di walk-in sono strutture aperte dove le persone possono accedere senza appuntamento per richiedere una consulenza, come ha già scritto Flavio Cannistrà nell’articolo Psicoterapia ad accesso diretto: la logica e i vantaggi dei walk-in services (clicca qui).

Altra caratteristica dei walk-in è che la persona, nella maggioranza dei casi vista per un’unica sessione, può ripresentarsi al Servizio ma non necessariamente, anzi raramente, incontrerà lo stesso professionista che l’ha accolta la prima volta.

Questi servizi sono caratterizzati da un lavoro di gruppo, gestito da un’équipe di 6 professionisti più un supervisore che monitora il processo.

Nella descrizione del loro modus operandi, gli autori (2014) sostengono che lo scopo generale di una terapia che si realizza all’interno di un walk-in è lasciare alla persona che esce dal servizio un sollievo immediato ed un’incrementata speranza per il futuro, favorendo la nascita di nuovi punti di vista rispetto al tema presentato.

 

Le idee che devono accompagnare il professionista nella conduzione di una TSS secondo il modello canadese texano sono:

a)      Cosa vuole il cliente?

L’obiettivo è comprendere nel minore tempo possibile cosa si aspetta la persona dall’incontro, di cosa ha bisogno “oggi”, ascoltando le speranze ed aspettative che lo hanno accompagnato fino al colloquio.

b)     Comprendere il contesto ed il momento

Gli autori esordiscono, per analizzare il momento, con un “Perché ora?”.

c)      Focalizzarsi sulle risorse della persona

Orientare la persona a esplorare le risorse, analizzando come queste possano essere usate per la risoluzione del problema.

d)     Esplorare le soluzioni tentate

In accordo con il lavoro del MRI, gli autori considerano utile indagare le soluzioni tentate che alimentano il problema.

e)      Usare la motivazione del cliente

Nel modello canadese gli autori non aderiscono al concetto di resistenza, ma concordano con il lavoro di De Shazer (1986) che predilige pensare in termini di cooperazione tra cliente e terapeuta, attribuendo al terapeuta la responsabilità di costruire una relazione basata sulla cooperazione.

f)       Pensare in piccolo

Un piccolo cambiamento in una singola sessione può innescare un effetto a valanga capace di generare grandi cambiamenti.

g)      Esplorare la teoria del cambiamento della persona

In accoro con Duncan e Miller (2000), nei walk-in condotti secondo il modello Canadese Texano, i professionisti invitano le persone a guidarli verso cosa potrebbe maggiormente essere loro di aiuto.

h)     Utilizzare strategie della Terapia centrata sulla Soluzione

Una serie di tecniche finalizzate a spostare il focus della persona dal problema alla soluzione.

 

Le fasi della seduta

Bobele and Slive (2014) descrivono il format di una TSS, che seguendo le linee originali, descritte da Hoyt e colleghi (1996), integra i principi della Terapia Breve orientata alla soluzione di De Shazer.

La Terapia a Seduta Singola praticata nel modello Canadese Texano prevede 6 sessioni di lavoro cosi distribuite:

  1. Pre sessione, 5/10 minuti dedicati alla raccolta dei dati e delle aspettative. Quando le persone entrano sono accolte in una sala di attesa molto confortevole: obiettivo è mettere le persone fin da subito in una condizione di rilassatezza e tranquillità prima dell’inizio della sessione di lavoro. In questo spazio le persone sono invitate a compilare un questionario, descritto nell’articolo Come un semplice questionario può migliorare una Seduta Singola (clicca qui), da un membro dello staff mentre gli altri membri dell’équipe preparano la sessione;
  2. Colloquio, in cu si dedica particolare attenzione alla definizione degli obiettivi;
  3. Break per la consultazione con il team, 5/10 minuti in cui il terapeuta può sviluppare un piano di azione da restituire
  4. Chiusura;
  5. Homework, quando ritenuto opportuno;
  6. Incontro con lo staff, per verificare la sessione e stabilire cosa è andato bene e cosa poteva essere affrontato diversamente.

 

Conclusioni

Come già esplicitato il modello Canadese Texano è uno dei tre principali modelli, oltre al recente Modello dell’Italian Center for Single Session Therapy che stiamo divulgando in Italia.

Mi preme ricordare che, sebbene in Italia sia poco tempo che si parli di TSS, in altre parti del mondo è un approccio utilizzato da oltre 30 anni.

Se vuoi conoscere uno dei primi autori che si dedicò alla TSS ed al quale si deve (in partecipazione con Talmon e Rosenbaum) la prima ricerca sistematica sulla Terapia a Seduta Singola, ti informo che Michael Hoyt sarà a Milano il 20 e 21 ottobre per condurre un workshop con noi.

Michael Hoyt Psicologo, psicoterapeuta, PhD, ha largamente contribuito allo studio della psicoterapia e di come migliorare l’efficacia di ogni singolo incontro.

Nel 2007 è stato premiato dall’American Psychological Association con il prestigioso APF Cummings Prize, uno dei premi più importanti dell’APA.

Hoyt ha alle spalle un’esperienza di diversi decenni nell’ambito della psicoterapia, lavorando presso il Kaiser Permanente, una delle più grandi strutture sanitarie degli Stati Uniti. Ha pubblicato decine di libri per importanti editori, tutti rivolti a psicologi e terapeuti, per aiutarli a migliorare la propria pratica professionale.

È la sua seconda volta in Italia e siamo onorati di poter condividere con lui, e con chi deciderà di esserci, un momento formativo di sicuro valore.

Se vuoi partecipare a questo link tutti i dettagli “Workshop Milano con Michael Hoyt 20 e 21 ottobre 2018“.

 

 

Federico Piccirilli

Psicologo, Psicoterapeuta
Co-Founder dell’Italian Center for Single Session Therapy

 

P.S.: vuoi saperne di più sulla Terapia a Seduta Singola? Scarica gratuitamente un estratto del nostro libro “Terapia a seduta singola. Principi e pratiche”, pubblicato da Giunti Editore (clicca qui)

 

 

Bibliografia

 

Duncan, B. & Miller, S. (2000). The client’s theory of change: Consulting the client in the integrative process. Journal of Psychotherapy Integration, 10(2), 169-187.

Duncan, B. & Miller, S. (2000). The heroic client: Doing Client-directed, outcome-informed therapy. San Francisco: Jossey –Bass

Hoyt, M.F. & Talmon, M. (eds.) (2014). Capturing the Moment. Single Session Therapy and Walk-In Services. Bancyfelin, UK: Crown House.

Slive, A. & Bobele, M. (2011). When One Hour is All You Have. Phoenix: Zeig, Tucker & Theisen.

Slive, A. & Bobele, M. (2014). One Session at a time: When you have a Whole Hour. In M.F. Hoyt & M. Talmon (eds.) (2014), op. cit., p. 100.

De Shazer, S. (1985). Keys to solution in brief therapy. New York: W W Norton & Co.

 

 

Un servizio di Terapia a Seduta Singola per le coppie: intervista a Martin Soderquist

terapia di coppia a seduta singola

Come funziona la Terapia a Seduta Singola con le coppie?

Qualche tempo fa abbiamo tradotto un articolo di Martin Soderquist, direttore di un centro di consulenza per le coppie in Svezia e autore di un capitolo sull’argomento all’interno del libro Single-session therapy by walk-in or appointment (Hoyt et al., 2018).

L’articolo, molto interessante, presentava il progetto e i dati di ricerca raccolti dal gruppo diretto da Soderquist (lo trovi qui).

L’argomento è molto interessante, perché mostra una declinazione molto utile della TSS: il lavoro con le coppie, appunto. In particolare, poi, mostra come un centro di consulenza per le coppie possa organizzarsi proprio attorno all’idea della Terapia a Seduta Singola – e come questo sia molto apprezzato.

Abbiamo così deciso di farci una chiacchierata con Soderquist, intervistandolo per chiedergli di parlarci di più della sua esperienza. Quello che ne risulta è un’interessante intervista di una ventina di minuti, che vi proponiamo qui sotto.

Buona visione!

Flavio Cannistrà
Psicologo, Psicoterapeuta
Founder dell’Italian Center
for Single Session Therapy

P.S.: vuoi saperne di più sulla Terapia a Seduta Singola? Scarica gratuitamente un estratto del nostro libro “Terapia a seduta singola. Principi e pratiche”, pubblicato da Giunti Editore (clicca qui)