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“Terapia a Seduta Singola. Un’introduzione a principi e pratiche“

Come ottenere il massimo da ogni singolo incontro

Approfondiamo insieme alcuni aspetti

Testimonianze

Leggi nella sezione del Workshop TSS tutte le testimonianze lasciate da chi si è formato con noi.

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Ho iniziato già dal giorno seguente a mettere in pratica alcuni dei punti focali della TSS nel corso di sedute “tradizionali” già avviate da tempo e devo dire che ho percepito un miglioramento della mia esperienza soggettiva per quanto riguarda: -la focalizzazione dell’obiettivo del paziente all’interno della specifica sessione -la restituzione più puntuale degli aspetti di risorsa e impegno nel lavoro terapeutico (cosa che, mi sono accorta, accresce il senso di alleanza…) -e, più di tutto, un risultato migliore, in termini di efficacia, di un feedback sistematico nel corso della seduta!!! Tutto questo per dire che sono veramente molto soddisfatta dell’acquisizione di questo nuovo assetto metodologico e che sono molto felice di continuare a condividere con voi nuovi sviluppi della TSS ed esperienze personali !

Monica Leva - Psicologa, psicoterapeuta sistemico-relazionale

Ultimi aggiornamenti sulla Terapia a Seduta Singola

L’Italian Center for Single Session Therapy il 24 e 25 ottobre 2019 volerà in Australia per il Simposio internazionale sulla Terapia a Seduta Singola

Ebbene sì!

L’Italian Center for Single Session Therapy il il 24 e 25 ottobre 2019 volerà in Australia per partecipare al International Single Session Therapy e Walk-In Services Symposium che si terrà a Melbourne (clicca qui), con la partecipazione speciale di Flavio Cannistrà invitato in qualità di guest e rappresentate del metodo della Terapia a Seduta Singola per l’Italia.

Ciò oltre a renderci orgogliosi per il grande riconoscimento ricevuto, rappresenterà un momento importante per discutere e confrontarsi con altri professionisti del settore sull’attuazione della Terapia a Seduta Singola e sui Servizi Walk-in in cui essa è maggiormente praticata.  

 

Cosa si affronterà nel Simposio?

La conferenza dal titolo “Il pensiero di una singola sessione: andare un passo alla volta a livello globale si baserà sui precedenti due convegni di Single Session Therapy e Walk-In Services svolti in Australia nel 2012 con il titolo “Capturing the Moment: Inaugural International Symposium on Single Session Therapies and Walk-In Services” e in Canada nel 2015 con il titolo “Capturing the Moment II: Reaching New Heights in Single”.

In entrambe le conferenze molta importanza è stata data alle ricerche svolte dai diversi esponenti, operatori e studenti provenienti dai diversi Paesi del mondo e ai lavori prodotti per l’occasione, in cui sono state descritte le diverse possibili declinazioni della TSS, con una particolare attenzione agli innovativi servizi di walk-in esistenti.

 

Quale sarà l’obiettivo della conferrenza di quest’anno?

Il 24 e 25 ottobre ci si concentrerà nuovamente su questi temi in particolare sul pensiero da attuare nella sessione singola, con uno sguardo aperto però al futuro della Terapia a Seduta Singola come servizio da erogare.

 

Qual è attualmente lo stato dell’arte della Terapia a Seduta Singola?

Nell’intervista (clicca qui) riportata nel precedente articolo a Jeff Young, uno dei massimi esponenti di Terapia a Seduta Singola al mondo, si è parlato oltre che del suo contributo allo sviluppo della TSS come metodo d’intervento con la peculiare definizione di “Single Session Work” anche dello stato dell’arte della TSS come servizio da erogare nel mondo.

 

Qual è il punto di vista dell’esperto su questo tema?

Rispetto a ciò si è discusso con Young su quanto negli ultimi trent’anni la Terapia a Seduta Singola si sia diffusa in diversi Paesi (Stati Uniti, Regno Unito, Israele, Italia, Svezia, Messico, Cina, Nuova Zelanda) con la raccolta di numerose ricerche in grado di dimostrarne ormai l’assoluta efficacia e su quanto ancora si possa fare per diffonderla, soprattutto quando si parla di TSS non solo come metodo d’intervento, ma come servizio da erogare sia nell’ambito dell’assistenza sanitaria pubblica che nell’ambito professionale privato.

Sebbene la TSS sia studiata e conosciuta ormai da oltre trent’anni, solo negli ultimi dieci anni si è assistito a una vera e propria esplosione di studi di approfondimento, di eventi internazionali e di libri scritti che ne hanno prodotto una maggiore diffusione.

 

Cosa è satato determinante per questo sviluppo?

Ciò è stato possibile grazie alle conferenze internazionali in seguito alle quali sono stati pubblicati libri fondamentali come When One Hour is All You Have: Effective Therapy for Walk-I Clients di A. Slive e M. Bobele scritto nel 2011 o lo stesso Capturing the Moment: Single Session Therapy and Walk-In Services scritto nel 2014 da F. Hoyt e M. Talmon e tradotto in varie lingue tra cui l’italiano, pubblicato dopo il primo simposio internazionale avvenuto in Australia nel 2012.

Altri libri tuttavia sulla scia di tali iniziative sono stati prodotti e solo nel 2018 in Italia, nel Regno Unito e negli Stati Uniti sono stati pubblicati Terapia a Seduta Singola. Principi e pratiche di F. Cannistrà e F. Piccirilli, Single-Session Therapy (SST). 100 Key Points and Techniques di W. Dryde, infine, Single – Session Therapy by Walk -In or Appointment di M. F. Hoyt et al.

 

Conclusioni  

La diffusione della Terapia a Seduta Singola continua a porre molte riflessioni in termini mondiali e se tanta strada è stata fatta sul piano della ricerca, oggi sembrano esserci ancora altri percorsi da esplorare per ciò che attiene alla sua applicazione.

La presenza sempre più diffusa dei servizi walk-in evidenzia come tali contesti rappresentino attualmente l’ambito privilegiato in cui praticarla. Il International Single Session Therapy e Walk-In Services Symposium, tuttavia, costituirà un’ottima occasione per riorientare le nostre bussole e dirigerci verso lo sviluppo di servizi più vicini alle persone e alle nuove esigenze emergenti nell’ambito della salute mentale.

 

Se vuoi saperne di più sulla Terapia a Seduta Singola e approfondire il metodo, puoi leggere il nostro link (clicca qui) “Terapia a Seduta Singola. Principi e pratiche” o partecipare a uno dei nostri workshop (clicca qui).

 

 

Angelica Giannetti
Psicologa, Psicoterapeuta
Team dell’Italian Center
for Single Session Therapy

 

 

Bibliografia

Cannistrà, F., & Piccirilli, F. (2018). Terapia a seduta singola: Principi e pratiche. Firenze: Giunti Editore.

Dryde, W. (2018). Single-Session Therapy (SST). 100 Key Points and Techniques. London: Routledge.

Hoyt, M.F., Bobele, M., Slive, A., Young, J., Talmon, M. (2018). Single – Session Therapy by Walk -In or Appointment: Administrative, Clinical, and Supervisory Aspects of One – at- a – Time Services. New York: Routledge.

Hoyt, M.F., & Talmon, M. (2014). Capturing the Moment: Single Session Therapy and Walk-In Services. Crown House Pub.

Slive, A., & Bobele, M. (2011). When One Hour is All You Have: Effective Therapy for Walk-in Clients. Phoenix, AZ: Zeig, Tucker & Theisen.

Intervista a Jeff Young sulla Terapia a Seduta Singola

Con l’articolo di oggi vi presentiamo, attraverso un’interessante intervista condotta da Flavio Cannistrà, uno tra gli esponenti più importanti esistenti al mondo, che ha contribuito allo sviluppo della Terapia a Seduta Singola, Jeff Young.

L’Italian Center for Single Session Therapy, grazie ai viaggi di formazione realizzati da Flavio Cannistrà per lo sviluppo della TSS in Italia, ha avuto la grande opportunità di conoscere direttamente l’autore e di apprendere i principi alla base del suo lavoro terapeutico, orientato alla persona.  

Vi ricordiamo, inoltre, che egli ha fornito un importante contributo sulle prospettive future della TSS e sulla sua pratica nel nostro libro Terapia a Seduta Singola. Principi e Pratiche (Cannistrà F., Piccirilli F.,2018).

Ma chi è Jeff Young?

Jeff Young è il direttore del Bouverie Center: Victoria’s Family Institute (clicca qui) dell’Università La Trobe di Melbourne, in Australia. Egli oltre ad essere direttore del Bouverie Centre, è uno psicologo clinico e un terapeuta familiare che lavora nell’ambito della salute mentale da oltre trent’anni anni.

Nel tempo ha ricoperto diverse cariche tra cui quella di Presidente dell’Associazione Vittoriana dei Terapeuti Familiari e del Journal of Family Therapy dell’Australia e della Nuova Zelanda, nonché quella di membro del comitato editoriale per la Newsletter del Dulwich Centre.

Attualmente è membro del comitato consultivo per l’Australian and New Zealand Journal of Family Therapy.

Nel corso degli anni ha sviluppato la No Bullshit Therapy di cui ci ha parlato anche nell’intervista, e nel 2017 è stato premiato con l’Australian and New Zealand Journal of Family Therapy Award per gli importanti contributi alla terapia familiare.

Nell’intervista potrete apprezzare il modo in cui Jeff Young ha contribuito a sviluppare la Terapia a Seduta Singola da lui definita preferibilmente “Single Session Work” come servizio da erogare, il lavoro di formazione svolto ai diversi professionisti della salute mentale e i vantaggi del metodo d’intervento.

Non vi toglierò però il piacere di ascoltare l’intervista, svelandone tutto il suo contenuto pertanto buona visione!

Angelica Giannetti
Psicologa, Psicoterapeuta
Team dell’Italian Center
for Single Session Therapy

 

P.S.: in basso abbiamo messo la scaletta delle domande, per chi vuole saltare velocemente agli argomenti che più lo interessano.


1’:34 Affermi che la Terapia a Seduta Singola è un servizio da erogare. Puoi spiegarci cosa intendi quando affermi che la Terapia a Seduta Singola è un servizio da erogare?

13’:11 Raccontaci alcune esperienze e vantaggi che hai visto tu stesso (rispetto alla TSS erogata nei servizi pubblici).

19’:52 Tu insegni la TSS a diversi professionisti, non solo psicologi, terapisti o psicoterapisti. Hai sviluppato un metodo per aiutare diverse tipologie di esperti, usando il lavoro a seduta singola, adeguandolo alla loro professione. Ci spiegheresti meglio il concetto?

26’:35 Riguardo la tua No Bullshit Therapist, un nome strano per lavorare con i pazienti. Ci daresti qualche informazione in merito?

36’:16 Quando diventi un No Bullshit Therapist?

39’:57 L’ultima domanda è come vedi il futuro della Terapia a Seduta Singola e perché?

 

Se vuoi saperne di più sulla Terapia a Seduta Singola e approfondire il metodo, puoi leggere il nostro libro (clicca qui) “Terapia a Seduta Singola. Principi e pratiche” o partecipare a uno dei nostri workshop (clicca qui).

 

 

 

Perchè diventare un terapeuta a Seduta Singola?

Così come già detto nel precedente articolo (clicca qui) l’Italian Center for Single Session therapy nasce principalmente con lo scopo di formare gli psicologi e gli psicoterapeuti nel metodo della Terapia a Seduta Singola e più in generale con l’intento di fornire degli strumenti d’intervento innovativi e vicini alle richieste delle persone.

Obiettivo dell’articolo di oggi sarà, infatti, quello di illustrare le nuove tendenze mondiali in termini di bisogni, costi e interventi nel campo della salute mentale e le sfide professionali che lo psicologo dovrà affrontare, infine rispondere alla puntuale domanda che molti psicologi in questi anni ci hanno posto durante i workshop, ovvero “Perché diventare un terapeuta a Seduta Singola?”

 

Prima di rispondere a questa domanda vediamo quali cambiamenti sono previsti nell’ambito della salute mentale nei prossimi dieci anni?

In un recente articolo (clicca qui) pubblicato da Il sole 24 ore, si evidenzia come nonostante da quarant’anni grazie alla legge Basaglia l’intervento nell’ambito della salute mentale abbia cercato di intraprendere nuove strade, ancora oggi spostare l’asse dalla cura delle patologie mentali alla loro prevenzione risulta ancora difficile.

 

Quali sono i fattori che determinano questo scenario?

Ciò sembra essere il risultato di molteplici fattori, tra cui la lenta trasformazione culturale rispetto al concetto di salute mentale ancora oggi vissuta come uno stigma e il conseguente scarso investimento sulle azioni di promozione del benessere che tale pregiudizio crea.

Il problema ovviamente non riguarda solo il contesto italiano, ma investe tutto il panorama mondiale al punto che la tematica dopo essere stata evidenziata nel Rapporto Ocse sulla salute del 2018, sarà al centro dell’attenzione del World Economic Forum dell’Annual Meeting 2019 che si terrà a Davos.

 

Vediamo i dati emersi nel dettaglio!

Secondo gli ultimi dati degli esperti della Lancet Commission, i disordini mentali sono in forte crescita a livello globale al punto che in assenza di una risposta concreta al problema, costeranno all’economia fino a 16 trilioni di dollari tra il 2010 e il 2030 (clicca qui).

La tabella seguente fornisce una breve sintesi dei dati sulla salute mentale e sui disturbi da uso di sostanze riferite al 2016 (Ritchie H., Roser M., 2018):

 

Disturbo

Quota di popolazione globale con disordine (2016)

[differenza tra paesi]

Numero di persone con il disturbo (2016) Quota di maschi: donne con disordine (2016)
Qualsiasi disturbo mentale o di uso di sostanze 15,5%

[13-22%]

1,1 miliardi 16% maschi

15% di femmine

Depressione 4%

[2-6%]

268 milioni 3% di maschi

4,5% di femmine

Disturbi d’ansia 4%

[2,5-6,5%]

275 milioni

3% di maschi

4,7% di femmine

Disordine bipolare 0,6%

[0,4-1,5%]

40 milioni

0,55% di maschi

0,65% di femmine

Problemi alimentari

(anoressia clinica e bulimia)

0,14%

[0,05-0,55%]

10,5 milioni

0,07% di maschi

0,2% di femmine

Schizofrenia 0,3%

[0,2-0,45%]

21 milioni

0,29% di maschi

0,28% di femmine

Disturbo da alcol 1,4%

[0,5-5%]

100 milioni

1,9% maschi

0,8% di femmine

Disturbo dell’uso di droghe (escluso l’alcol) 0,9%

[0,4-3,3%]

62 milioni

1,1% maschi

0,5% di femmine

 

Che tipo di costi si prevedono per il contrasto dello sviluppo delle patologie mentali?

I costi previsti saranno prevalentemente di tipo sanitario diretto (es. medicine, terapie), oltre ai costi indiretti (es. perdita di produttività, giorni di lavoro persi per malattia, spesa in welfare sociale, educazione). Su questi, inoltre, incideranno l’aumento dell’aspettativa di vita delle persone che vivono nelle società avanzate, così come il miglioramento delle condizioni infantili nei Paesi in via di sviluppo.

 

Quali sono quindi le azioni in programma a Davos per intervenire sulla salute mentale?

Uno degli obiettivi principali del World Economic Forum che si svolgerà a Davos sarà quello di portare all’attenzione internazionale un programma che punterà a influenzare i settori pubblici, privati e della società civile sull’importanza, ancor prima che della cura, della prevenzione. In seconda battuta verrà sottolineata la necessità di utilizzare competenze specifiche per la migliore comprensione e gestione della salute mentale.

 

A questo punto veniamo alla nostra domanda “perché diventare terapeuti a Seduta Singola?”

Da quanto emerso la prevenzione diventerà uno degli obiettivi principali per intervenire sulla salute mentale, sia come strumento per evitare la cronicizzazione delle patologie, sia come misura per ridurre i costi derivanti dalle cure sanitarie dirette.

In questo panorama, la presenza di professionalità dotate di competenze specifiche in grado di fornire risposte in tempi brevi e a un numero elevato di persone, rappresenterà la sfida più grande dei professionisti della salute mentale, in particolare degli psicologi.  

Formarsi nel metodo della Terapia a Seduta Singola, rappresenterà quindi una valida opportunità per lavorare sulla prevenzione, ancor prima che sulla cura delle patologie e dare l’opportunità alle persone di accedere a un servizio in grado di massimizzare l’intervento in termini di tempo e di costi.  

Ricordiamo che la Terapia a Seduta Singola è un metodo d’intervento che si propone di ottenere il massimo da ogni incontro terapeutico. Inoltre può essere integrato con qualunque approccio e nella pratica di qualunque professionista della salute e del benessere psico-fisico, riducendo i tempi di intervento e le liste di attesa, attraverso un aiuto concreto e immediato.

 

Conclusioni

Concludendo diventare un terapeuta a Seduta Singola significherà per il professionista dotarsi di un metodo capace di spostare l’asse del proprio intervento dalla cura alla promozione del benessere, attraverso la valorizzazione delle risorse delle persone.

Dall’altro lato, per le persone la presenza di figure professionali capaci di rispondere ai loro bisogni in maniera mirata e in tempi brevi rappresenterà, invece, la possibilità di accedere a servizi specialistici senza dover necessariamente aspettare lunghi tempi di attesa e affrontare costi elevati.

In merito a ciò ricordiamo quanto diceva il filosofo Seneca nel suo De Brevitate Vitae rispetto all’importanza del tempo, affermando che “il maggior ostacolo al vivere è l’attesa, che dipende dal domani ma spreca l’oggi”.

 

Se vuoi saperne di più sulla Terapia a Seduta Singola e approfondire il metodo, puoi leggere il nostro libro (clicca qui) “Terapia a seduta singola. Principi e pratiche” o partecipare a uno dei nostri workshop (clicca qui).

 

Angelica Giannetti
Psicologa, Psicoterapeuta
Team dell’Italian Center
for Single Session Therapy

 

 

Bibliografia

Cannistrà, F. & Piccirilli, F. (2018). Terapia a seduta singola. Principi e pratiche. Giunti Editore.

Di Cristofaro C., La malattia mentale costerà 16 trilioni di dollari entro il 2030, gennaio 2019, https://www.infodata.ilsole24ore.com

Ritchie H., Roser M., Mental Health, aprile, 2018, https://ourworldindata.org