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“Terapia a Seduta Singola. Un’introduzione a principi e pratiche“

Come ottenere il massimo da ogni singolo incontro

Approfondiamo insieme alcuni aspetti

Testimonianze

Leggi nella sezione del Workshop TSS tutte le testimonianze lasciate da chi si è formato con noi.

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Ho iniziato già dal giorno seguente a mettere in pratica alcuni dei punti focali della TSS nel corso di sedute “tradizionali” già avviate da tempo e devo dire che ho percepito un miglioramento della mia esperienza soggettiva per quanto riguarda: -la focalizzazione dell’obiettivo del paziente all’interno della specifica sessione -la restituzione più puntuale degli aspetti di risorsa e impegno nel lavoro terapeutico (cosa che, mi sono accorta, accresce il senso di alleanza…) -e, più di tutto, un risultato migliore, in termini di efficacia, di un feedback sistematico nel corso della seduta!!! Tutto questo per dire che sono veramente molto soddisfatta dell’acquisizione di questo nuovo assetto metodologico e che sono molto felice di continuare a condividere con voi nuovi sviluppi della TSS ed esperienze personali !

Monica Leva - Psicologa, psicoterapeuta sistemico-relazionale

Ultimi aggiornamenti sulla Terapia a Seduta Singola

Un servizio di TSS per famiglie per la ludopatia

In questo articolo vi presentiamo un servizio realizzato in Australia dalla Victorian Responsible Gambling Foundation che si occupa dell’intervento delle persone con problematiche di dipendenza da gioco d’azzardo.

L’obiettivo è quello di scoprire come viene applicato il metodo della Terapia a Seduta Singola nell’ambito dei servizi di consulenza per le persone con problemi di gioco e in modo particolare per le loro famiglie, offerti dalla fondazione in collaborazione con il Bouverie Centre.

Per ogni persona con un problema di gioco d’azzardo, infatti, è stato stimato che ne sono colpite almeno altre cinque o dieci (Commissione di produttività 1999). Tra queste ci sono le famiglie e gli amici del giocatore, oltre ai colleghi di lavoro, il negoziante locale e gli insegnanti della scuola dei figli.

Ciò suggerisce il ruolo determinante svolto dalla famiglia sia in termini di supporto per il trattamento della persona che presenta il problema, sia come destinataria stessa dell’intervento stesso.  

 

Vediamo quindi cosa dicono le ricerche rispetto al ruolo delle famiglie nel trattamento dei problemi del gioco d’Azzardo?

Secondo le ricerche le famiglie rappresentano un elemento fondamentale per il trattamento e la prevenzione dei problemi legati al gioco d’azzardo. I partner, i fratelli, i genitori e i figli possono giocare un ruolo significativo nell’incoraggiare le persone con problemi di gioco a cercare aiuto (Ciarrochi, 2002) e possono anche aiutarli a rimanere in terapia (Ingle et al, 2008). Inoltre c’è evidenza del fatto che il trattamento può avere meno successo se le relazioni della persona non vengono effettivamente prese in considerazione e al contrario che il danno associato al problema del gioco d’azzardo può essere ridotto attraverso interventi che coinvolgono anche gli altri membri della famiglia (Cunha e Relvas 2014, Hodgins et al., 2007).

 

Qual è invece l’impatto di tale problematica sulle famiglie?  

Nel settore del gioco d’azzardo problematico esiste un corpus di letteratura sull’impatto del gioco sulle famiglie che mostra ad esempio come i figli delle persone con problemi di gioco sono più a rischio di sviluppare gli stessi problemi dei genitori (Dowling et al., 2012).

Orford et al. (2013) riferiscono che la dipendenza dal gioco d’azzardo ha un impatto sulla salute generale della famiglia. I membri della famiglia riferiscono molto spesso una cattiva salute generale, con disturbi del sonno e del cibo, aumento o instabilità nell’uso di sostanze (fumo, farmaci prescritti), nonché sintomi di malattie fisiche (mal di testa, mal di schiena, ipertensione, asma, palpitazioni ed emicranie).

I partner dei giocatori spesso affrontano uno stress economico significativo legato al gioco d’azzardo (Kalischuk et al., 2006), apportando modifiche significative allo stile di vita, come la riduzione della spesa, il ritorno al lavoro o la vendita di beni immobili e altri articoli domestici per far fronte alle perdite associate al gioco d’azzardo. La contrazione finanziaria può avere ripercussioni anche sulle generazioni successive, forzando i cambiamenti nelle attività per l’infanzia, la scuola o il dopo scuola.

Oltre ai fattori di stress economici, i partner sperimentano una serie di difficoltà interpersonali e relazionali come risultato diretto del comportamento del giocatore, riportando:

  • sentimenti di tradimento
  • perdita di rispetto e isolamento dal proprio partner
  • comunicazione negativa e improduttiva con il loro partner
  • cicli ricorrenti di colpa
  • placating, avoidance e ritiro
  • confusione di ruoli e responsabilità
  • relazioni sessuali meno soddisfacenti
  • diffidenza e risentimento di vecchia data (Dickson-Swift et al., 2005).

 

Sulla base di quanto detto vediamo ora quali tipologie di servizi offre la Fondazione.

La Fondazione finanzia servizi di Help of Gambler per offrire supporto sia ai giocatori problematici che ai membri della famiglia attraverso:

  • supporto e consulenza alla persona con problemi di gioco, alla famiglia e agli amici del giocatore;
  • una linea telefonica Gambler’s Help che offre brevi consigli, supporto, informazioni e segnalazioni;
  • uno speciale servizio Gambler’s Help Youthline per i giovani che hanno domande o dubbi sul proprio gioco d’azzardo o sul gioco d’azzardo di qualcun altro;
  • l’assistenza per il gioco d’azzardo online realizzata in collaborazione con altri stati e territori australiani;
  • il Recovery Assistance Program (RAP) per aiutare a stabilizzare le finanze di individui e famiglie.

Oltre a questi interventi, dal 2009, ha sviluppato un settore familiare con il Bouverie Centre. Questo approccio ha previsto la formazione di oltre 300 medici nella conduzione di consultazioni familiari a sessione singola.

 

Quali sono i nuovi sviluppi?

Il Bouverie Centre ha continuato la sua collaborazione con la fondazione per sviluppare due nuovi programmi di formazione specifici per famiglie al fine di estenderli nel settore della Guida dei giocatori:

  • Il Programma Esperti di Pratica Famiglia (2014) che prevede la formazione di professionisti (medici, psicologi, educaori) specializzati nella dipendenza da Gioco D’Azzardo per diventare esperti di pratica familiare. L’obiettivo del programma è quello di creare competenze in tutto il settore per lavorare con partner, bambini e altri significativi;
  • Il Let’s Talk Parenting Program (2015) che mira a trattare questioni genitoriali come parte naturale dell’alleanza tra genitori (clienti) e medici. Il modello utilizza le conversazioni con il genitore per:
  • aiutare sia il genitore che il professionista a esplorare i bisogni del bambino;
  • discutere in che modo i problemi del genitore possono influire sulla genitorialità;
  • identificare il supporto di cui potrebbero aver bisogno nella genitorialità.

È importante sottolineare che questo approccio cerca di affrontare l’effetto a catena dei problemi di gioco concentrandosi sui figli dei giocatori d’azzardo, identificando i loro bisogni e vulnerabilità e sviluppando strategie per affrontare l’impatto del gioco d’azzardo dei genitori.

 

Conclusioni

Le famiglie svolgono un ruolo importante per il recupero e la prevenzione del problema del gioco d’azzardo. I familiari, infatti, sono fondamentali nel motivare i giocatori problematici a cercare aiuto e soprattutto a trattenerli nel trattamento. Alcuni studi hanno dimostrato che il trattamento di un giocatore individuale può avere meno successo se le relazioni della persona non vengono prese effettivamente in considerazione. In questo panorama la terapia a seduta singola può rappresentare un altro metodo utile da utilizzare con le famiglie, in particolare quelle che non vogliono affrontare lunghi trattamenti, ma ricevere consulenze mirate ai bisogni espressi a carattere relazionale, genitoriale, finanziario, di salute.

 

Angelica Giannetti
Psicologa, Psicoterapeuta
Team dell’Italian Center
for Single Session Therapy

 

Bibliografia

Bouverie Centre, (2015). From Individual to Families: A Client- Centred Framework for Involving Families. Developed for Mental Health, Drugs and Regions Division, Department of Health, Victoria.

Ciarrocchi, J. (2002). Counseling problem gamblers: a self- regulation manual for individual and family therapy. San Diego, Calif: Academic.

Cunha, D., & Relvas, A. P. (2014). Pathological Gambling and Couple: Towards an Integrative Systemic Model. Journal of Gambling Studies 30 213-228.

Dowling, N.A., Jackson, A.C., Thomas, S.A and Frydenberg, e. (2010) children at risk of developing problem gambling. Gambling Research Australia. May 2010.

Ingle, P. J., Marotta, J., McMillan, G., & Wisdom, J. P. (2008). Significant others and gambling treatment outcomes. Journal of gambling studies / co-sponsored by the National Council on Problem Gambling and Institute for the Study of Gambling and Commercial Gaming, 24(3), 381-392.

Orford J, Velleman, R, Guillermina N, Templeton L & Copello, A. (2013) Social Science & Medicine 78, 70-77.

Productivity Commission 1999, Australia’s Gambling Industries, Report No. 10, AusInfo, Canberra.

Young, J., Weir, S., & Rycroft, P. (2012). Implementing Single Session Therapy. Australian and New Zealand Journal of Family Therapy, 33(1), 84-97.

Walk-in services vs approcci tradizionali: quali vantaggi?

Come già scritto in altri articoli in tutto il mondo stanno sempre più prendendo piede i servizi walk-in.

La logica che caratterizza i walk-in services, come anticipato in un articolo precedente, si può sintetizzare in 3 punti:

  • ricevere una visita senza appuntamento, semplicemente entrando nel Centro, studio clinico o pagina web;
  • ricevere la prestazione solitamente in tempi brevi (non ore di attesa);
  • economicità, e in alcuni casi gratuità, dei servizi.

In un articolo, Psicoterapia ad accesso diretto: la logica e i vantaggi dei walk-in services, abbiamo esplicitato alcuni vantaggi di servizi impostati secondo questa logica delineando le tendenze future dei walk-in services, convinti che la diffusione che hanno nel resto del mondo presto riguarderà anche l’Italia.

 

I Walk-in Services rispondono ai bisogni?

Una ricerca del Canadian Institutes of Health Research sui servizi di assistenza in Canada evidenzia i benefici dei servizi walk-in.

Come sperimentato da ognuno, sarà capitato sicuramente anche a te, il problema dei servizi tradizionali risiede nelle lunghe liste di attesa e nei tempi di cura molto spesso lunghi.

La logica “walk-in” potrebbe agevolmente superare i problemi legati alle lunghe liste di attesa presenti in tutti i servizi sanitari pubblici anche in quelli rivolti alla salute mentale (come scritto qui).

Proprio per migliorare l’accessibilità dei servizi di salute mentale, in Canada (ed in altre parti del mondo) nascono sempre più servizi di consulenza per la salute mentale con l’ottica dell’accesso diretto senza appuntamento.

Il Canadian Institutes of Health Research si è posto la questione, per valutare l’efficacia ed efficienza della Terapia a Seduta Singola all’interno dei walk-in services partendo da 3 domande:

1) Il modello walk-in a seduta singola di erogazione del servizio è clinicamente efficace in termini di riduzione del disagio psicologico?

2) Chi beneficia maggiormente dell’approccio walk-in a seduta singola?

3) Come fa il modello walk-in a seduta singola a confrontarsi con il modello tradizionale che prevede liste di attesa?

 

Per dare una risposta sono stati comparati i due modelli  (walk-in services vs modello tradizionale) di intervento erogati da due servizi di salute mentale.

Sono state prese in esame da un lato la consulenza a seduta singola fornita presso una struttura di consulenza di Kitchener e dall’altro il tradizionale modello di un Servizio di consulenza fornito da una struttura di Londra dove viene utilizzata una lista di attesa per gestire la domanda di servizi.

 

Alcune caratteristiche:

  • I clienti di 16 anni e più che hanno accettato di partecipare sono stati intervistati per la prima volta mentre aspettavano la seduta singola a Kitchener, o durante la telefonata ricevuta per chiedere la consulenza al servizio di Londra e sono stati inseriti in una lista d’attesa.
  • 359 persone hanno accettato di partecipare alla prima intervista a Kitchener e 165 a Londra, e la grande maggioranza è stata nuovamente intervistata con successo 4 e 10 settimane dopo.
  • 48 partecipanti hanno concordato interviste approfondite dopo il follow-up di 10 settimane per discutere i servizi ricevuti. I due campioni erano simili in termini di paese di nascita, lingua e condizione lavorativa. La maggioranza dei partecipanti intervistati hanno dichiarato un basso reddito: il 59% del gruppo Kitchener e il 65% del gruppo di Londra hanno riferito un reddito familiare annuo inferiore a $ 20.000.

Quelli che frequentavano il walk-in erano leggermente più giovani e con una buona probabilità di essere maschi (40,5% di chi cerca servizi walk-in, rispetto al 26,1% che cerca una consulenza tradizionale).

 

Gli esiti

Tornando alla prima domanda che si sono posti i ricercatori “Il modello di consulenza Walk-in è più efficace del tradizionale Modello per i  servizi di consulenza?”

Rispetto al miglioramento generale, i dati hanno dimostrato che entrambi i gruppi di partecipanti (affidati ai due tipi di servizio) sono migliorati a prescindere dal modello di servizio.

I partecipanti che hanno usufruito della consulenza presso il walk-in services hanno dimostrato miglioramenti più rapidi rispetto a quelli che richiedevano la consulenza secondo il modello tradizionale.

Il miglioramento è stato misurato utilizzando lo strumento “Health Questionnaire-12 (GHQ-12) (range 0 -36)” dove punteggi più alti significano maggiore stress psicologico.

I risultati dimostrano che i partecipanti ai quali si è data una risposta secondo il modello walk-in passano da un livello di gravità clinica a un livello normale (cioè, a Punteggio di GHQ di 13 o meno) dopo cinque settimane mentre il gruppo di confronto, in media, non raggiunge questa soglia fino alla decima settimana.

I partecipanti di entrambi i modelli hanno riportato un maggiore utilizzo di altri servizi della comunità, i partecipanti che hanno usufruito dei servizi walk-in sono stati più attivi nella ricerca di servizi che risultassero utili alla loro condizione, questo è attribuibile ad una maggiore partecipazione del consulente nel favorire l’attivazione ed un piano di azione.

 

Chi beneficia maggiormente del modello di consulenza Walk-in?

Il miglioramento era maggiore (nel modello walk-in) per le persone con bisogni complessi, quali il far fronte a abusi, traumi, gravi problemi mentali, problemi di salute o di benessere dei bambini.

I partecipanti di entrambi i modelli sono migliorati; tuttavia, quelli con esigenze complesse in cerca di aiuto dal modello tradizionale ha mostrato un piccolo cambiamento in maggiore tempo, mentre quelli con bisogni complessi, che hanno usufruito del servizio di seduta singola presso i walk-in services, hanno evidenziato miglioramenti in minore tempo.

Il modello walk-in è stato molto utile per:

  • partecipanti che hanno affermato che stavano pensando seriamente ad un cambiamento;
  • partecipanti che avevano precedentemente apportato un cambiamento e volevano mantenerlo;
  • le interviste approfondite hanno confermato che le persone che stavano pensando di aver bisogno di cambiamenti nella loro vita hanno trovato l’esperienza più produttiva.

 

Il modello Walk-in fa risparmiare?

I dati raccolti per questo studio non hanno dimostrato che il modello di walk-in faccia risparmiare denaro alla società nel breve termine (entro le 10 settimane successive all’utilizzo della clinica walk-in).

Tuttavia, il miglioramento più veloce associato con il modello di consulenza walk-in chiaramente favorisce le persone in cerca di aiuto e le loro famiglie, datori di lavoro e comunità.

Questo studio fornisce ulteriori prove che i servizi di consulenza walk-in possono:

  • Offrire sollievo da problemi gravi
  • Prevenire sia l’escalation dei problemi sia il deterioramento della salute
  • Garantire un accesso più rapido ai servizi.

 

 Conclusioni

Se dunque i servizi di salute mentale, erogati sia secondo il modello tradizionale sia secondo la logica della seduta singola in walk-in services, si rivelano entrambi positivi per l’esperienza delle persone e la possibilità di affrontare un disagio, una crisi passeggera o un bisogno complesso, sembra opportuno sottolineare, come fatto in altri articoli del blog, che i walk-in services a seduta singola possano garantire alcuni vantaggi:

  • Risparmio economico per i servizi pubblici, con ricadute su tutta la comunità di riferimento
  • Tempi più brevi nella risoluzione dei bisogni espressi
  • Riduzione della lista d’attesa, con risposte tempestive alle richieste di supporto psicologico, rispondendo al bisogno in maniera tempestiva
  • Abbattere l’idea che un percorso psicologico sia necessariamente lungo, accorciando le distanze tra servizi volti al benessere psicologico e persone che, per diffidenze e idee precostituite, non fanno richiesta pur sentendone il bisogno (in Italia la percentuale di queste persone oscilla tra il 77 ed il 92%).

Federico Piccirilli
Psicologo, Psicoterapeuta
Co-Founder dell’Italian Center
for Single Session Therapy

 

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Bibliografia

Cannistrà, F., Piccirilli, F. (2018). Terapia a seduta singola. Principi e pratiche. Giunti Editore, Firenze.

Hoyt, M.F. & Talmon, M. (eds.) (2014). Capturing the Moment. Single Session Therapy and Walk-In Services. Bancyfelin, UK: Crown House.

Hoyt, M.F., Bobele M. Slive A., Young J. & Talmon, M. (eds.) (2018). Single-Session Therapy by walk-in or appointment. Routledge, New York.

TSS per persone già inserite in un percorso

Come già affrontato precedentemente (clicca qui), il terapeuta che vuole iniziare a utilizzare il metodo della Terapia a Seduta Singola nella propria attività professionale non dovrà necessariamente modificare il proprio approccio terapeutico o impararne uno nuovo, così come non dovrà abbandonare l’utilizzo di tecniche consolidate o addirittura modificare il proprio assetto professionale.

A tale proposito abbiamo già suggerito alcuni modi attraverso i quali il terapeuta potrà sperimentarsi nell’applicazione della TSS, utilizzandola come alternativa al colloquio gratuito, come seconda consulenza (clicca qui) oppure come intervento online (clicca qui).

 

Ma queste sono le uniche opportunità di utilizzo della TSS?

In realtà no.

Obiettivo di questo articolo, infatti, sarà proprio quello di illustrare un’altra modalità di applicazione dell’intervento singolo ovvero quella nel lavoro con persone già inserite in un percorso.

 

A questo punto vi starete sicuramente domandando come sia possibile utilizzare la TSS all’interno di un percorso avviato magari già da diverse settimane, se non da mesi o addirittura da anni.

Se da un lato, diverse ricerche (Miller et al., 2003) hanno dimostrato che i cambiamenti più significativi avvengono nelle prime fasi di una terapia, mettendo in luce quanto il primo e a volte unico colloquio sia già di per sé efficace.

Dall’altro lato, un aspetto fondamentale che rende efficace un intervento a seduta singola è il sistema di credenze sull’efficacia dell’intervento da parte del terapeuta (Slive & Bobele, 2014).

 

Ma cosa si intende per sistema di credenze del terapeuta?

Come stavamo dicendo per praticare la TSS non è necessario avere una cornice teorica o ideologica di riferimento, quanto piuttosto uno specifico mindset in grado di orientare il modo di affrontare la terapia.

Se il terapeuta, ad esempio, riterrà possibile produrre un cambiamento in una singola seduta della durata di un’ora, ciò sarà trasmesso anche al paziente e insieme cercheranno di ottenere il massimo da quella seduta, mantenendo un’alta motivazione e concentrazione verso il raggiungimento del risultato.

Tale mindset renderà pertanto l’intervento singolo altamente efficace.

 

Perché dunque non adottare il mindset della TSS anche all’interno di percorsi già avviati?

Sovrapporre il processo terapeutico verticale in cui un singolo incontro è considerato come completo di per sé, con un processo terapeutico orizzontale dove il percorso è caratterizzato da una sequenza di incontri collegati tra loro potrà rendere maggiormente efficace l’intervento offerto.

 

In che modo l’efficacia dell’intervento potrà aumentare?

Ottenere il massimo da ogni singolo incontro non precluderà al paziente la possibilità di tornare per altri colloqui e svolgere un percorso più articolato.

Tuttavia l’atteggiamento mentale focalizzato al raggiungimento dell’obiettivo offrirà al terapeuta e al paziente non solo l’opportunità di utilizzare in maniera più funzionale il tempo a disposizione all’interno della seduta, bensì la possibilità di porsi obiettivi a lungo termine come risultato finale degli specifici obiettivi raggiunti nelle singole sedute.

 

Conclusioni

Per concludere uno degli aspetti fondamentali per praticare la TSS è quello legato all’acquisizione di uno specifico mindset che aiuterà sia il terapeuta che il paziente a mantenersi focalizzati sul raggiungimento dell’obbiettivo in ogni singolo incontro. Tale cambiamento dell’atteggiamento verso la terapia non necessariamente escluderà la possibilità di praticare percorsi terapeutici verticali (completi di per sé) all’interno di processi terapeutici con più sedute. Ciò potrà rappresentare un’opportunità per il terapeuta di sperimentarsi nell’applicazione della TSS, massimizzando tuttavia l’efficacia dei processi terapeutici orizzontali già avviati.

 

Angelica Giannetti
Psicologa, Psicoterapeuta
Team dell’Italian Center
for Single Session Therapy

 

Bibliografia

Cannistrà, F., Piccirilli, F. (2018). Terapia a seduta singola. Principi e pratiche. Giunti Editore, Firenze.

Miller, S. et al. (2003). The Outcome Rating Scales: apreliminary studyof the reliability, validity, and feasibility of a brief visual analog measure, Journal of Brief Therapy, 3 (3).

Slive, A., Bobele, M. (2014). Walk-in single session therapy: accessible mental health services. In M.F. Hoyt, M. Talmon (2014), Capturing the Moment. Single Session therapy and walk-in services, Crown House, Bancyfelin, .pp. 73 -94.