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“Terapia a Seduta Singola. Un’introduzione a principi e pratiche“

Come ottenere il massimo da ogni singolo incontro

Approfondiamo insieme alcuni aspetti

Testimonianze

Leggi nella sezione del Workshop TSS tutte le testimonianze lasciate da chi si è formato con noi.

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Ho iniziato già dal giorno seguente a mettere in pratica alcuni dei punti focali della TSS nel corso di sedute “tradizionali” già avviate da tempo e devo dire che ho percepito un miglioramento della mia esperienza soggettiva per quanto riguarda: -la focalizzazione dell’obiettivo del paziente all’interno della specifica sessione -la restituzione più puntuale degli aspetti di risorsa e impegno nel lavoro terapeutico (cosa che, mi sono accorta, accresce il senso di alleanza…) -e, più di tutto, un risultato migliore, in termini di efficacia, di un feedback sistematico nel corso della seduta!!! Tutto questo per dire che sono veramente molto soddisfatta dell’acquisizione di questo nuovo assetto metodologico e che sono molto felice di continuare a condividere con voi nuovi sviluppi della TSS ed esperienze personali !

Monica Leva - Psicologa, psicoterapeuta sistemico-relazionale

Ultimi aggiornamenti sulla Terapia a Seduta Singola

La TSS alla ASL di Venezia (ULSS3 Serenissima)

Il 4 e 5 aprile 2019, Veronica Torricelli e Pier Paolo D’Alia, entrambi membri dell’Italian Center for Single Session Therapy, si sono recati a Venezia, per avviare alcuni psicologi, psicoterapeuti e medici della ASL di Venezia (ULSS3 Serenissima) all’utilizzo della Terapia a Seduta Singola.

Il corso ha permesso ai partecipanti di acquisire il metodo TSS elaborato da noi dell’Italian Center for Single Session Therapy, con un’attenzione particolare al Gioco d’Azzardo Patologico.

 

Come si è articolato il corso?

Gli argomenti trattati nelle due giornate di formazione, sono stati organizzati in modo da bilanciare teoria e pratica. Il primo giorno si è iniziato con una panoramica sulla terapia a seduta singola, per poi passare al mindset, alle tre fasi del colloquio presenti in TSS e quindi ai 7 interventi fondamentali che la caratterizzano.

Il secondo giorno, ci si è soffermati maggiormente sull’apprendimento pratico delle competenze necessarie per condurre la Seduta Singola la quale ed è stata condotta sia dai formatori che dai partecipanti un’intera TSS.

Alla fine dei due giorni i partecipanti sono stati in grado di applicare la terapia a seduta singola nel proprio contesto di lavoro e hanno acquisito le competenze base per la declinazione della TSS nel contesto del Gap.

 

Quali feedback sono stati ricevuti?

Il workshop a Venezia è andato molto bene, i professionisti hanno partecipato attivamente alle due giornate di formazione di cui sono rimasti entusiasti e soddisfatti, pertanto, non si sono risparmiati nel fare domande, avendo trovato i due formatori molto disponibili al confronto e ad accogliere i dubbi che questo metodo può suscitare in chi non lo conosce.

Sperando in questo buon inizio, prossimamente abbiamo già fissato altri due corsi di formazione con altre due ASL.

 

Ma quali sono le caratteristiche principali del nostra Sitema Sanitario Nazionale?

Abbiamo un sistema sanitario che può offrire tanto, ma che purtroppo è in crisi!

Alcune regioni ne soffrono di più, ma il problema delle liste d’attesa unisce il Nord con il Sud del Paese, e questo vuol dire non riuscire ad offrire come si dovrebbe un’adeguata risposta ai cittadini e in particolare una risposta in tempi brevi.

Il Nuovo Piano nazionale di Governo delle liste d’attesa 2010-2012 ha fissato a livello nazionale i tempi massimi solo per 58 prestazioni sanitarie tra diagnostica, specialistica ambulatoriale (prime visite o primi esami diagnostici) e per alcuni ricoveri.
Le Regioni a loro volta recepiscono il Piano Nazionale indicando, in un proprio atto, le prestazioni garantite ed i relativi tempi massimi d’erogazione in ciascuna regione.

 

Cosa possiamo offrire noi in questo panorama?

Noi dell’Italian Center for Single Session Therapy, abbiamo invece costruito una formazione economicamente sostenibile per le ASL, per cercare di dare un contributo di valore che possa aiutarle ad andare incontro alle richieste attuali delle persone, potendo fornirgli delle risposte anche in una sola seduta.

 

Se vuoi saperne di più sulla Terapia a Seduta Singola e approfondire il metodo, puoi leggere il nostro link (clicca qui) “Terapia a Seduta Singola. Principi e pratiche” o partecipare a uno dei nostri workshop (clicca qui).

 

 

Veronica Toricelli e Pier Paolo D’Alia
Psicologi e Psicoterapeuti
Team dell’Italian Center
for Single Session Therapy

Cosa è accaduto a un anno dalla pubblicazione del libro “Terapia a Seduta Singola. Principi e Pratiche”?

È trascorso un anno ormai da quando l’Italian Center for Single Session Therapy, ha redatto e pubblicato con la Giunti Editore il libro “Terapia a Seduta Singola. Principi e Pratiche(Cannistrà & Piccirilli, 2018).

Questa sfida così grande ha portato a diversi riconoscimenti e a esiti inaspettati, di cui oggi siamo orgogliosi anche se il tempo trascorso è ancora poco.

 

Quali sono stati i riconoscimenti e gli esiti più importanti?

Il primo fra tutti l’opportunità di avere un libro in lingua italiana in grado di divulgare la Terapia a Seduta Singola nel nostro Paese. Il libro rappresenta, infatti, per l’Italia il primo e unico manuale attraverso il quale gli psicologi italiani attualmente possono apprendere il metodo della Terapia a Seduta Singola, dopo trent’anni di studi e approfondimenti avvenuti nel resto del mondo.

“Terapia a Seduta Singola. Principi e Pratiche” può essere considerato, infatti, la prima pietra miliare di un percorso di ricerca e diffusione di una pratica terapeutica innovativa, che continueremo a perfezionare attraverso la ricerca e a coltivare nell’ambito delle Terapie Brevi.

 

Il secondo la definizione di un metodo d’intervento adattato alle specifiche esigenze del contesto italiano, in grado di rivoluzionare il modo di concepire e fare la terapia e la relazione tra terapeuta e cliente. Tutto ciò è stato realizzato con la stima, l’incoraggiamento e la collaborazione di studiosi di fama mondiale, esperti nel settore come M. F. Hoyt,  M. Talmon e J. Young.

 

Un altro esito è stato rappresentato dalla collaborazione del team composto da F. Cannistrà, F. Piccirilli, S. Bonadies, P.P. D’Alia, A. Giannetti e V. Torricelli nella redazione del testo, che ha richiesto impegno, fatica e tanta voglia di realizzare un lavoro realmente utile a chi desiderasse conoscere la TSS, le ricerche svolte nel mondo, infine apprendere una pratica clinica da poter applicare a prescindere dal proprio approccio d’intervento.

Di grande valore, inoltre, sono stati i contributi di G. Pietrabissa e A. Cannistrà che hanno arricchito il testo con la loro specifica competenza nell’ambito della ricerca, rendendo ancora più evidente l’efficacia del metodo.

Di inestimabile valore, infine, sono stati i contributi dei terapeuti che hanno messo a disposizione le loro Terapie a Seduta Singola di successo, rendendo ancora più chiaro il lavoro presentato.    

 

Ultimo esito, ma non meno importante è stata la presenza del manuale in molte librerie d’Italia e la vendita di circa 500 copie, testimonianza quest’ultima di un crescente interesse per la TSS e più in generale delle terapie brevi come forme alternative di psicoterapia.  

 

Cosa ci aspettiamo dal futuro?

La migliore aspettativa per il futuro è quella che il lavoro di ricerca e divulgazione possa continuare con lo stesso entusiasmo e che molti psicologi integrino nella pratica la TSS al fine di rendere il loro lavoro più rapido, efficace e rispondente ai nuovi bisogni delle persone.

 

 

Se vuoi saperne di più sulla Terapia a Seduta Singola e approfondire il metodo, puoi leggere il nostro link (clicca qui) “Terapia a Seduta Singola. Principi e pratiche” o partecipare a uno dei nostri workshop (clicca qui).

 

 

Angelica Giannetti
Psicologa, Psicoterapeuta
Team dell’Italian Center
for Single Session Therapy

 

Come introdurre una Terapia a Seduta Singola

Immaginate di essere terapeuti Walk-In e di offrire un servizio di Terapia a Seduta Singola senza appuntamento. Sicuramente vi troverete di fronte alla possibilità di accogliere persone che si rivolgeranno a voi per ricevere una consulenza, aspettandosi di risolvere il loro problema o di raggiungere il loro obiettivo nel più breve tempo possibile.

A questo punto sarà di fondamentale importanza impostare il colloquio in modo tale che lo psicologo e il cliente possano fin da subito usufruire al meglio del tempo a loro disposizione.

L’obiettivo di questo articolo, quindi, sarà quello di focalizzare il modo per introdurre la Terapia a Seduta Singola e massimizzare fin dal primo momento l’incontro di consulenza.   

 

Cosa accade quando una persona arriva in un servizio di Walk- In/Single Session Therapy (WI/SST)?

Nel nostro One Session Center, ad esempio, la persona che decide di rivolgersi al servizio arriverà senza aver avuto un contatto precedente con il professionista, tranne che per ricevere indicazioni su come funziona il servizio stesso. Pertanto lo psicologo si troverà di fronte a una persona di cui non avrà notizie.

Una volta arrivato, il cliente compilerà un breve questionario pre-seduta in cui esprimerà la sua richiesta e in meno di un’ora inizierà la sua sessione. 

Il focus della singola sessione verterà su ciò che il cliente desidererà ottenere maggiormente in quel particolare momento. Una volta terminato il colloquio, la persona insieme al terapeuta deciderà se quell’incontro sarà stato sufficiente o se ne vorrà svolgere altri.

 

Quale dovrà essere dunque l’atteggiamento mentale del terapeuta che accoglierà il cliente per predisporre una TSS in un servizio di Walk- In?

Un primo aspetto fondamentale che il terapeuta Walk -In dovrà tenere a mente per poter approcciare ad una TSS sarà quello di considerare ogni singola seduta come completa in sé. Ciò significa che ogni incontro, così come in un processo terapeutico di più lunga durata, dovrà essere caratterizzato da una fase iniziale, una fase centrale e una fase conclusiva.

Per trarre il massimo da ogni singolo colloquio, inoltre, egli dovrà pensare alla psicoterapia in maniera alternativa. Per gestire una Terapia a Seduta Singola di successo, infatti, risulterà fondamentale la propria convinzione rispetto all’efficacia della terapia breve e alle risorse del cliente.

Secondo diversi studiosi, infatti, le aspettative del terapeuta riguardo a quanto possano cambiare rapidamente i clienti sono comuniate sia esplicitamente che implicitamente (Hunsley, Aubry, Verstervelt e Vito, 1999; Scamardo, Bobele e Biever, 2004; Hoyt, 2009).

 

Definito l’atteggiamento mentale del terapeuta dunque quale sarà il modo più efficace per introdurre la TSS con il cliente?

Affinché una TSS possa essere introdotta in maniera efficace, nella fase iniziale del colloquio il terapeuta dovrà compiere tre passi fondamentali:  

  1. il primo passo sarà quello di entrare in contatto con la persona al fine di stabilire immediatamente un’alleanza terapeutica. Ciò potrà farlo, conoscendo meglio il cliente negli aspetti della sua vita (es: famiglia, lavoro, l’istruzione), comunicando così interesse nei suoi confronti.
  2. il secondo passo sarà quello di indirizzare il cliente verso la TSS/Walk-in, spiegando il funzionamento della seduta e il proprio approccio. In questa fase ad esempio il terapeuta potrà dire che per alcuni clienti una singola seduta potrà risultare sufficiente, mentre per altri potrebbero esserne necessarie altre, senza che ciò rappresenti una condizione migliore dell’altra.
  3. il terzo passo riguarderà la definizione del problema/obiettivo da raggiungere attraverso la formulazione di alcune domande chiave del tipo “Cosa vorrebbe ottenere oggi?”, “Perché ha deciso di venire qui oggi?” oppure “Che cosa le dirà se il suo tempo è stato impiegato bene, quando uscirà da qui?

 In tali domande la parola “oggi” rappresenterà ad esempio la parola chiave per orientare l’idea della persona verso la seduta singola.

 

Conclusioni

Introdurre una TSS in maniera efficace determinerà inevitabilmente l’andamento di tutta la seduta, pertanto curare la fase iniziale del colloquio permetterà al terapeuta di orientare fin da subito il cliente verso la definizione dell’obbiettivo di quel momento e successivamente delle risorse necessarie per raggiungerlo.

Per ottenere ciò il terapeuta dovrà assumere un determinato atteggiamento mentale verso la terapia, considerando la TSS come una perla solitaria (Bobele & Slive, 2018). La perla come soluzione di un problema dell’ostrica, infatti, per formarsi attraverserà diverse fasi (iniziale, intermedia, finale) prima di completarsi. La TSS così come la perla dunque potrà rappresentare un momento terapeutico unico in sé, portando a termine un processo terapeutico completo come se non ci fossero altre sedute a disposizione. 

 

 

Se vuoi saperne di più sulla Terapia a Seduta Singola e approfondire il metodo, puoi leggere il nostro link (clicca qui) “Terapia a Seduta Singola. Principi e pratiche” o partecipare a uno dei nostri workshop (clicca qui).

 

Angelica Giannetti
Psicologa, Psicoterapeuta
Team dell’Italian Center
for Single Session Therapy

 

 

Bibliografia

Hoyt, M.F., Bobele, M., Slive, A., Young, J., Talmon, M. (2018). Single – Session Therapy by Walk -In or Appointment: Administrative, Clinical, and Supervisory Aspects of One – at- a – Time Services. New York: Routledge.

Hoyt, M.F., & Talmon, M. (2014). Capturing the Moment: Single Session Therapy and Walk-In Services. Crown House Pub.

Slive, A., & Bobele, M. (2011). When One Hour is All You Have: Effective Therapy for Walk-in Clients. Phoenix, AZ: Zeig, Tucker & Theisen.