Scarica gratis il primo e-book sulla TSS

“Terapia a Seduta Singola. Un’introduzione a principi e pratiche“

Come ottenere il massimo da ogni singolo incontro

Approfondiamo insieme alcuni aspetti

Testimonianze

Leggi nella sezione del Workshop TSS tutte le testimonianze lasciate da chi si è formato con noi.

img

Ho iniziato già dal giorno seguente a mettere in pratica alcuni dei punti focali della TSS nel corso di sedute “tradizionali” già avviate da tempo e devo dire che ho percepito un miglioramento della mia esperienza soggettiva per quanto riguarda: -la focalizzazione dell’obiettivo del paziente all’interno della specifica sessione -la restituzione più puntuale degli aspetti di risorsa e impegno nel lavoro terapeutico (cosa che, mi sono accorta, accresce il senso di alleanza…) -e, più di tutto, un risultato migliore, in termini di efficacia, di un feedback sistematico nel corso della seduta!!! Tutto questo per dire che sono veramente molto soddisfatta dell’acquisizione di questo nuovo assetto metodologico e che sono molto felice di continuare a condividere con voi nuovi sviluppi della TSS ed esperienze personali !

Monica Leva - Psicologa, psicoterapeuta sistemico-relazionale

Ultimi aggiornamenti sulla Terapia a Seduta Singola

Emergenza Covid-19 e Terapia a Seduta Singola: il Protocollo di Intesa tra Ministero dell’Istruzione e CNOP per il supporto psicologico nelle scuole

Con l’articolo di oggi affrontiamo un tema importante sul quale si è dibattuto da molto tempo ovvero la presenza dello psicologo come figura organica in alcuni ambiti come ad esempio quello della scuola.

Le vicende legate all’emergenza Covid-19 hanno previsto la riorganizzazione non solo della vita di ognuno, ma di tutti gli ambienti sociali, lavorativi e scolastici. La scuola in particolare ha dovuto affrontare molte sfide, dovendo ridefinire i suoi confini e le sue priorità.

 

 

A quali conseguenze ha portato tutto ciò?

La chiusura delle scuole e la riorganizzazione dell’attività didattica a distanza (DAD) sebbene abbia rappresentato una misura necessaria per preservare la salute delle persone, allo stesso tempo per gli studenti e gli insegnanti (clicca qui) ha rappresentato una grande perdita rispetto alla realizzazione della formazione e alla condivisione di quegli spazi che permettono la creazione dei legami sociali necessari allo sviluppo della salute psicofisica dei bambini e degli adolescenti (clicca qui).

 

 

In questo scenario quali strategie potranno essere impiegate per intervenire sui traumi subiti e prevenire il disagio psicologico che conseguirà a questo difficile periodo?

Il 30 ottobre 2020 il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP) ha definito con il Ministero dell’Istruzione un Protocollo d’Intesa per garantire lo svolgimento di attività di supporto psicologico nelle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado.

 

 

Quali sono gli obiettivi del protocollo tra Il Ministero dell’istruzione e il CNOP?

Gli obiettivi del Protocollo d’Intesa sono:

  • fornire un supporto psicologico su tutto il territorio nazionale rivolto al personale scolastico, agli studenti e alle famiglie, per rispondere ai traumi e ai disagi derivati dall’emergenza COVID-19;

 

  • avviare un sistema di assistenza e supporto psicologico a livello nazionale per prevenire l’insorgere di forme di disagio e/o malessere psico-fisico tra gli studenti delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado.

 

 

La Terapia a Seduta Singola potrebbe inserirsi tra le tipologie d’intervento proposte?

La TSS in questo scenario potrebbe rappresentare uno strumento particolarmente adatto: la scuola per sua natura è un ambiente complesso al cui interno emergono quotidianamente diversi bisogni da parte di studenti e insegnati. In alcuni casi essa rappresenta il primo contatto con il mondo esterno alla famiglia e il confronto con i pari può rappresentare una sfida difficile per i ragazzi. Allo stesso tempo i docenti si trovano sempre di più a trovare nuove strategie per gestire situazioni che vanno oltre alla didattica e all’insegnamento.

 

 

Quali risposte potrebbe offrire il metodo della Terapia a Seduta Singola?

In un ambiente così eterogeneo la TSS potrebbe dare l’opportunità a studenti e insegnanti di accedere all’aiuto di un professionista specializzato in grado di fornire risposte immediate e utili al superamento di difficoltà contingenti (stress, paura, ansia, preoccupazioni legate all’emergenza covid-19) oppure rappresentare il primo passo per accedere ad altri servizi socio – sanitari al fine di attivare interventi più mirati laddove richiesto.

 

 

Conclusioni

L’emergenza Covid-19 ha messo le istituzioni di fronte a scelte fondamentali tra cui quella della realizzazione di servizi psicologici all’interno di ambienti lavorativi e scolastici in cui l’impatto della pandemia sta avendo un effetto considerevole sulla salute psicofisica delle persone e di cui si riscontreranno le conseguenze negli anni. Gli interventi di sostegno psicologico potranno rappresentare un elemento importante non solo per offrire un supporto immediato, ma per prevenire l’ampliamento del disagio psicologico. La TSS ritenuta un valido strumento sia in situazioni emergenziali che in situazioni in cui una risposta immediata può prevenire disagi futuri, potrà rappresentare quindi un’ottima risorsa nel contesto della scuola in cui emergono costantemente bisogni eterogenei che richiedono però tutti una risposta in tempi brevi.  

 

Se vuoi saperne di più sulla Terapia a Seduta Singola e approfondire il metodo, puoi leggere il nostro link (clicca qui) “Terapia a Seduta Singola. Principi e pratiche” o partecipare a uno dei nostri workshop (clicca qui).

Angelica Giannetti
Psicologa, Psicoterapeuta
Team dell’Italian Center
for Single Session Therapy

Bibliografia.

Cannistrà, F., & Piccirilli, F. (2018). Terapia a Seduta Singola: Principi e pratiche. Firenze: Giunti Editore.

Ordine degli Psicologi Lazio (2020). Supporto psicologico nelle scuole: Siglato Protocollo tra il Ministero dell’Istruzione e il CNOP, News Psicologi from wwww.ordinepsicologilazio.it/psicologi/supporto-psicologico-nelle-scuole/

Emergenza Covid-19 e Terapia a Seduta Singola: l’impatto della Pandemia sulla Salute mentale in Italia

Dopo qualche mese di tregua ci troviamo nuovamente ad affrontare il tema dell’emergenza Covid-19 e del suo impatto sulla salute psico-fisica delle persone che in maniera più o meno diretta ne sono colpite.

Il particolare periodo che stiamo vivendo, inoltre, ci vede impegnati in una convivenza forzata con un elemento sfuggente al controllo umano, in grado di rendere complicati anche i più semplici gesti della vita quotidiana.

 

 

È possibile già rilevare l’impatto della pandemia COVID-19 sulla salute mentale?

Che ci sia un impatto sulla salute mentale è inevitabile, lo si può notare anche semplicemente dalla sempre più frequente sponsorizzazione di farmici per curare i sintomi dell’ansia, che promettono di ritrovare con poco un sano equilibrio nella propria vita. Ma per avere chiarezza del fenomeno bisogna fare riferimento a studi e ricerche.  

 

 

Nel contesto italiano cosa è stato rilevato?

In Italia il Centro di Riferimento per le Scienze Comportamentali e la Salute mentale dell’Istituto Superiore della Sanità (ISS) sin dalle prime fasi della pandemia ha partecipato e condotto studi per comprendere meglio gli aspetti legati all’impatto della situazione emergenziale sulla salute mentale della popolazione, inoltre ha condotto indagini valutative dello stato dei servizi disponibili per la popolazione.

 

 

Su cosa si è concentrata l’indagine?

A giugno 2020 il Registro Nazionale Gemelli (RNG) gestito all’interno del Centro, ha avviato un’indagine sulla popolazione di gemelli per valutare l’impatto sulla vita quotidiana e le ripercussioni della pandemia sull’equilibrio psico-emotivo della popolazione, inclusa la domanda di ricorso a specialisti della salute mentale.

 

 

Cosa hanno messo in evidenza i dati?

Dal campione composto da circa 2700 gemelli adulti (età media 45 anni, 64% donne) e 878 famiglie con gemelli minorenni (età media 9 anni) i primi risultati hanno mostrato che:

  • La quasi totalità del campione adulto si è informata costantemente sull’andamento della pandemia utilizzando diversi canali (TV, Radio e siti istituzionali) e che un quarto dei gemelli ritiene le proprie conoscenze ampie.
  • L’85% dei rispondenti o dei loro conviventi non ha avuto durante il lockdown, sintomi ricollegabili a infezioni da SARS-CoV-2, mentre emerge un evidente impatto della pandemia sulla condizione di salute mentale in termini di stress percepito e presenza di sintomi ansiosi e depressivi. Sono stati infatti osservati sintomi depressivi o da stress rispettivamente nell’11 e nel 14% del campione. I livelli di ansia invece sono risultati oltre il range di normalità nella metà circa dei soggetti esaminati.
  • Per quanto riguarda i gemelli tra gli 11 e i 17 anni, il 16% ha dormito peggio durante il periodo di lockdown, e almeno il 75% è rimasto in contatto con gli amici tramite messaggi e/o videochiamate. Anche se solo il 4% ha mostrato una forte preoccupazione per la propria salute fisica e mentale, il 13% ha dichiarato di essersi sentito abbastanza spesso triste e l’11% di essersi sentito abbastanza spesso solo.

 

 

Come si può intervenire per prevenire l’aumento del disagio psicologico conseguente alla pandemia?

Con molta probabilità visti gli studi su precedenti epidemie, la richiesta di servizi per la salute mentale aumenterà. Ciò significherà far fronte a una richiesta che richiederà un investimento di risorse economiche aggiuntive, in grado di finanziare servizi in grado di raggiungere i bisogni della popolazione.

 

 

Ma l’investimento economico da solo potrà bastare?

Con molta probabilità insieme ai finanziamenti, sarà necessario progettare servizi innovativi in grado di rispondere alle esigenze di una popolazione che oltre a mostrare i sintomi di una sofferenza legata a eventi traumatici e stressanti subiti, dovrà fare leva sulle proprie risorse per affrontare il superamento di ostacoli e nuove sfide per ricostruire il proprio futuro.  

 

 

La Terapia a Seduta Singola può rappresentare una risorsa in tale direzione?

Il metodo della Terapia a Seduta Singola può rappresentare un valido strumento per rispondere a tutte le esigenze sopra evidenziate. Da un lato è in grado di andare incontro contemporaneamente alle esigenze economiche dei servizi e delle persone, rendendo gli interventi più accessibili e economici in termini temporali e di costi. Inoltre la possibilità di applicarla in diversi ambiti d’intervento (es. centri di salute mentale, consultori, scuole, aziende) permette di raggiungere diverse categorie di clienti. Dall’altro lato, la focalizzazione del metodo sulle risorse delle persone e sulla loro capacità di superare le difficoltà, permette a queste ultime di superare sintomi e problematiche legate alle contingenze in termini progettuali e non solo in termini di malattie da curare.

 

 

Conclusioni

Che la sanità nel prossimo futuro dovrà investire sui servizi di salute mentale non ci sono dubbi. I dati in generale rilevano che molte fasce della popolazione sono state duramente colpite dalla pandemia in particolare gli operatori sanitari, i familiari dei pazienti colpiti dal COVID-19, gli studenti, le persone con problemi di salute mentale e coloro che vivono in condizioni socio-economiche svantaggiate o che hanno visto perdere il proprio lavoro. La sfida quindi sarà quella di potersi occupare di tutti, offrendo però a ognuno il servizio più adatto ai propri bisogni e alla propria possibilità. L TSS potrebbe rappresentare proprio per le sue caratteristiche una risposta innovativa e efficace in un panorama ancora incerto.

 

Se vuoi saperne di più sulla Terapia a Seduta Singola e approfondire il metodo, puoi leggere il nostro link (clicca qui) “Terapia a Seduta Singola. Principi e pratiche” o partecipare a uno dei nostri workshop (clicca qui).

Angelica Giannetti
Psicologa, Psicoterapeuta
Team dell’Italian Center
for Single Session Therapy

 

 

Bibliografia

Cannistrà, F., & Piccirilli, F. (2018). Terapia a Seduta Singola: Principi e pratiche. Firenze: Giunti Editore.

Istituto Superiore della Sanità (2020). L’impatto della pandemia COVID-19 sulla salute mentale: l’impegno in ISS from https://www.epicentro.iss.it/coronavirus/sars-cov-2-salute-mentale.

La TSS può essere efficace nell’intervento con bambini e adolescenti?

Con l’articolo di oggi proviamo a rispondere a una domanda che ci viene posta spesso nei nostri corsi di formazione soprattutto quando si affronta il tema della categoria di persone a cui può essere applicata.

 

 

Come possiamo rispondere?

La risposta non può che provenire dagli studi e dalle ricerche effettuate sulla TSS nei diversi ambiti applicativi e con le diverse categorie di clienti. A tale proposito oggi riportiamo i dati di uno studio effettuato da Perkins et al. (2006; 2008) sull’applicazione della TSS con bambini e adolescenti nell’ambito dei servizi di salute mentale.

 

 

Quali temi sono stati affrontati nella ricerca?

Lo studio volto ad analizzare l’efficacia della TSS con bambini e adolescenti con problematiche di salute mentale ha previsto la pubblicazione di due articoli riguardanti due fasi della ricerca  la prima dal titolo The effectiveness of one session of therapy using a single-session therapy approach for children and adolescents with mental health problems (Perkins et al., 2006) e la seconda The effectiveness of single session therapy in child and adolescent mental health. Part 2: An 18-month follow-up study (Perkins et al., 2008)

 

 

Cosa è stato analizzato nel primo studio?

Nella prima parte dello studio il gruppo di ricerca si è concentrato sull’applicazione della TSS incentrata sulla soluzione a 258 pazienti di età compresa tra 5 e 15 anni che si sono rivolti a un servizio ambulatoriale di salute mentale a Melbourne nell’arco di un periodo di 14 mesi.

 

 

Cosa è stato analizzato?

Lo scopo era quello di indagare l’impatto terapeutico di una Singola Sessione di Terapia familiare Focalizzata sulla Soluzione di 2 ore per il trattamento di problemi di psicopatologici di bambini e adolescenti. L’approccio utilizzato prevedeva una singola valutazione semi-strutturata di 2 ore e un trattamento, che coinvolgeva il bambino, la famiglia (genitori e fratelli) o degli accompagnatori (insegnanti o medici).

 

 

Quali obiettivi prevedeva la singola seduta?

La seduta ha fornito alle famiglie una comprensione delle loro difficoltà. A partire dall’analisi delle soluzioni tentate disfunzionali o da quelle di successo, ogni l’intervento si è concentrato sullo sviluppo di compiti e strategie utili ad aumentare l’autoefficacia del cliente e della famiglia, dando speranza e fiducia nella capacità di gestire i problemi. Le sessioni oltre a mantenere la struttura tipica del metodo della TSS, hanno incorporato al loro interno gli elementi chiave di una seduta di valutazione diagnostica.

 

 

Quali sono stati i risultati?

Dopo la realizzazione dell’intervento di TSS ci sono stati diversi importanti risultati sintetizzati di seguito:

  • il gruppo di trattamento ha mostrato un miglioramento statisticamente e clinicamente significativo su tutte le misure in cui la media iniziale di gravità clinica era alta;
  • il miglioramento del gruppo di trattamento dal pre al post trattamento era simile al miglioramento nei precedenti studi di TSS (es. Campbell, 1999);
  • il livello di soddisfazione del cliente riguardo alla terapia era simile a o superiore a quello riportato in precedenti studi sulla TSS (es. Hampson et al., 1999);
  • i risultati di questo studio hanno mostrato somiglianze con vari altri studi di TSS senza controlli e con studi che utilizzano altre forme di psicoterapia. Il miglioramento della gravità del problema nel 74,3% dei clienti e il miglioramento della frequenza del problema nel 71,4% dei clienti è coerente con quella dei precedenti studi di TSS (Boyhan 1996; Price, 1994) che hanno riscontrato miglioramenti nel 63-78% dei clienti.

 

 

Mentre nel secondo studio cosa è stato analizzato?

La seconda parte della ricerca si è concentrata sul mantenimento dei benefici del singolo trattamento di TSS pianificato lungo un periodo di 18 mesi. Inoltre è stato indagato l’impatto di un ritardo di 6 settimane nell’inizio di una terapia e l’impatto di una terapia aggiuntiva durante il periodo di 18 mesi.

 

 

A quali risultati ha portato questa indagine?

In sintesi lo studio ha rilevato che i benefici a breve termine dell’a TSS (misurati 1 mese dopo la terapia) sono stati mantenuti per 18 mesi dopo la consultazione iniziale. Il ritardo di trattamento (entro 6 settimane) non sembra avere un impatto né a breve né a lungo termine sui risultati. Un ulteriore risultato è stato che circa il 60% del gruppo ha fatto un significativo miglioramento clinico dopo una seduta di terapia. Negli altri casi, sono state fornite una o più sessioni per consolidare il cambiamento o mantenere i miglioramenti.

 

 

Conclusioni

In conclusione, questo studio dimostra che l’utilizzo di una singola sessione di terapia familiare focalizzata sulla soluzione oltre a portare un miglioramento del quadro clinico di bambini e adolescenti che presentano diversi problemi di salute mentale, permette di fornire una valutazione e un trattamento precoci, dando ai clienti la possibilità laddove possibile di gestire i problemi da soli, aumentando la speranza e il senso di autoefficacia.

 

Se vuoi saperne di più sulla Terapia a Seduta Singola e approfondire il metodo, puoi leggere il nostro link (clicca qui) “Terapia a Seduta Singola. Principi e pratiche” o partecipare a uno dei nostri workshop (clicca qui).

 

 

Angelica Giannetti
Psicologa, Psicoterapeuta
Team dell’Italian Center
for Single Session Therapy

 

Bibliografia

Boyhan, P. A. (1996). Client’s perceptions of single session consultations as an option to waiting for family therapy. Australian and New Zealand Journal of Family Therapy, 17(2), 85–96.

Campbell, A. (1999). Single session interventions: An example of clinical research in practice.Australian and New Zealand Journal of Family Therapy, 20(4), 183–194.

Cannistrà, F., & Piccirilli, F. (2018). Terapia a Seduta Singola: Principi e pratiche. Firenze: Giunti Editore.

Hampson, R., O’Hanlon, J., Franklin, A., Pentony, M., Fridgant, L., & Heins, T. (1999). The place of single session family consultations: Five years experience in Canberra. Australian and New Zealand Journal of Family Therapy, 20(4), 195–200.

Perkins, R. H. (2006). The effectiveness of one session of therapy using a single-session therapy approach for children and adolescents with mental health problems. Psychology and Psychotherapy: Theory, Research and Practice, 79(2), 215–227.

Perkins, R. H. (2006). The effectiveness of single session therapy in child and adolescent mental health. Part 2: An 18-month follow-up study. Psychology and Psychotherapy: Theory, Research and Practice, 81, 143–156.