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“Terapia a Seduta Singola. Un’introduzione a principi e pratiche“

Come ottenere il massimo da ogni singolo incontro

Approfondiamo insieme alcuni aspetti

Testimonianze

Leggi nella sezione del Workshop TSS tutte le testimonianze lasciate da chi si è formato con noi.

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Ho iniziato già dal giorno seguente a mettere in pratica alcuni dei punti focali della TSS nel corso di sedute “tradizionali” già avviate da tempo e devo dire che ho percepito un miglioramento della mia esperienza soggettiva per quanto riguarda: -la focalizzazione dell’obiettivo del paziente all’interno della specifica sessione -la restituzione più puntuale degli aspetti di risorsa e impegno nel lavoro terapeutico (cosa che, mi sono accorta, accresce il senso di alleanza…) -e, più di tutto, un risultato migliore, in termini di efficacia, di un feedback sistematico nel corso della seduta!!! Tutto questo per dire che sono veramente molto soddisfatta dell’acquisizione di questo nuovo assetto metodologico e che sono molto felice di continuare a condividere con voi nuovi sviluppi della TSS ed esperienze personali !

Monica Leva - Psicologa, psicoterapeuta sistemico-relazionale

Ultimi aggiornamenti sulla Terapia a Seduta Singola

La TSS può essere efficace nell’intervento con bambini e adolescenti?

Con l’articolo di oggi proviamo a rispondere a una domanda che ci viene posta spesso nei nostri corsi di formazione soprattutto quando si affronta il tema della categoria di persone a cui può essere applicata.

 

 

Come possiamo rispondere?

La risposta non può che provenire dagli studi e dalle ricerche effettuate sulla TSS nei diversi ambiti applicativi e con le diverse categorie di clienti. A tale proposito oggi riportiamo i dati di uno studio effettuato da Perkins et al. (2006; 2008) sull’applicazione della TSS con bambini e adolescenti nell’ambito dei servizi di salute mentale.

 

 

Quali temi sono stati affrontati nella ricerca?

Lo studio volto ad analizzare l’efficacia della TSS con bambini e adolescenti con problematiche di salute mentale ha previsto la pubblicazione di due articoli riguardanti due fasi della ricerca  la prima dal titolo The effectiveness of one session of therapy using a single-session therapy approach for children and adolescents with mental health problems (Perkins et al., 2006) e la seconda The effectiveness of single session therapy in child and adolescent mental health. Part 2: An 18-month follow-up study (Perkins et al., 2008)

 

 

Cosa è stato analizzato nel primo studio?

Nella prima parte dello studio il gruppo di ricerca si è concentrato sull’applicazione della TSS incentrata sulla soluzione a 258 pazienti di età compresa tra 5 e 15 anni che si sono rivolti a un servizio ambulatoriale di salute mentale a Melbourne nell’arco di un periodo di 14 mesi.

 

 

Cosa è stato analizzato?

Lo scopo era quello di indagare l’impatto terapeutico di una Singola Sessione di Terapia familiare Focalizzata sulla Soluzione di 2 ore per il trattamento di problemi di psicopatologici di bambini e adolescenti. L’approccio utilizzato prevedeva una singola valutazione semi-strutturata di 2 ore e un trattamento, che coinvolgeva il bambino, la famiglia (genitori e fratelli) o degli accompagnatori (insegnanti o medici).

 

 

Quali obiettivi prevedeva la singola seduta?

La seduta ha fornito alle famiglie una comprensione delle loro difficoltà. A partire dall’analisi delle soluzioni tentate disfunzionali o da quelle di successo, ogni l’intervento si è concentrato sullo sviluppo di compiti e strategie utili ad aumentare l’autoefficacia del cliente e della famiglia, dando speranza e fiducia nella capacità di gestire i problemi. Le sessioni oltre a mantenere la struttura tipica del metodo della TSS, hanno incorporato al loro interno gli elementi chiave di una seduta di valutazione diagnostica.

 

 

Quali sono stati i risultati?

Dopo la realizzazione dell’intervento di TSS ci sono stati diversi importanti risultati sintetizzati di seguito:

  • il gruppo di trattamento ha mostrato un miglioramento statisticamente e clinicamente significativo su tutte le misure in cui la media iniziale di gravità clinica era alta;
  • il miglioramento del gruppo di trattamento dal pre al post trattamento era simile al miglioramento nei precedenti studi di TSS (es. Campbell, 1999);
  • il livello di soddisfazione del cliente riguardo alla terapia era simile a o superiore a quello riportato in precedenti studi sulla TSS (es. Hampson et al., 1999);
  • i risultati di questo studio hanno mostrato somiglianze con vari altri studi di TSS senza controlli e con studi che utilizzano altre forme di psicoterapia. Il miglioramento della gravità del problema nel 74,3% dei clienti e il miglioramento della frequenza del problema nel 71,4% dei clienti è coerente con quella dei precedenti studi di TSS (Boyhan 1996; Price, 1994) che hanno riscontrato miglioramenti nel 63-78% dei clienti.

 

 

Mentre nel secondo studio cosa è stato analizzato?

La seconda parte della ricerca si è concentrata sul mantenimento dei benefici del singolo trattamento di TSS pianificato lungo un periodo di 18 mesi. Inoltre è stato indagato l’impatto di un ritardo di 6 settimane nell’inizio di una terapia e l’impatto di una terapia aggiuntiva durante il periodo di 18 mesi.

 

 

A quali risultati ha portato questa indagine?

In sintesi lo studio ha rilevato che i benefici a breve termine dell’a TSS (misurati 1 mese dopo la terapia) sono stati mantenuti per 18 mesi dopo la consultazione iniziale. Il ritardo di trattamento (entro 6 settimane) non sembra avere un impatto né a breve né a lungo termine sui risultati. Un ulteriore risultato è stato che circa il 60% del gruppo ha fatto un significativo miglioramento clinico dopo una seduta di terapia. Negli altri casi, sono state fornite una o più sessioni per consolidare il cambiamento o mantenere i miglioramenti.

 

 

Conclusioni

In conclusione, questo studio dimostra che l’utilizzo di una singola sessione di terapia familiare focalizzata sulla soluzione oltre a portare un miglioramento del quadro clinico di bambini e adolescenti che presentano diversi problemi di salute mentale, permette di fornire una valutazione e un trattamento precoci, dando ai clienti la possibilità laddove possibile di gestire i problemi da soli, aumentando la speranza e il senso di autoefficacia.

 

Se vuoi saperne di più sulla Terapia a Seduta Singola e approfondire il metodo, puoi leggere il nostro link (clicca qui) “Terapia a Seduta Singola. Principi e pratiche” o partecipare a uno dei nostri workshop (clicca qui).

 

 

Angelica Giannetti
Psicologa, Psicoterapeuta
Team dell’Italian Center
for Single Session Therapy

 

Bibliografia

Boyhan, P. A. (1996). Client’s perceptions of single session consultations as an option to waiting for family therapy. Australian and New Zealand Journal of Family Therapy, 17(2), 85–96.

Campbell, A. (1999). Single session interventions: An example of clinical research in practice.Australian and New Zealand Journal of Family Therapy, 20(4), 183–194.

Cannistrà, F., & Piccirilli, F. (2018). Terapia a Seduta Singola: Principi e pratiche. Firenze: Giunti Editore.

Hampson, R., O’Hanlon, J., Franklin, A., Pentony, M., Fridgant, L., & Heins, T. (1999). The place of single session family consultations: Five years experience in Canberra. Australian and New Zealand Journal of Family Therapy, 20(4), 195–200.

Perkins, R. H. (2006). The effectiveness of one session of therapy using a single-session therapy approach for children and adolescents with mental health problems. Psychology and Psychotherapy: Theory, Research and Practice, 79(2), 215–227.

Perkins, R. H. (2006). The effectiveness of single session therapy in child and adolescent mental health. Part 2: An 18-month follow-up study. Psychology and Psychotherapy: Theory, Research and Practice, 81, 143–156.

 

Un altro traguardo tutto italiano: l’Italian Center for Single Session Therapy ha pubblicato la sua prima ricerca in Terapia a Seduta Singola sull’Australian and New Zealand Journal of Family Therapy

È passata solo qualche settimana dalla pubblicazione dell’articolo Examining the Incidence and Clients’ Experiences of Single Session Therapy in Italy: A Feasibility Study sull’Australian and New Zealand Journal of Family Therapy, una nuova conquista dell’Italian Center for Single Session Therapy.

 

 

Le ricerche sulla TSS sono state condotte in tutto il mondo, ma prima di adesso non in Italia, pertanto tale studio rappresenta il primo contributo internazionale del nostro Paese alla Terapia a Seduta Singola.

 

 

A quali risultati ha portato la ricerca?

I risultati dello studio hanno confermato quelli delle ricerche svolte nel resto del mondo, le quali hanno indicato che uno è il numero più frequente di sedute di psicoterapia sia tradizionale che basate sul metodo della TSS.

Un altro dato fondamentale rilevato è che la maggior parte dei clienti considera lo svolgimento di un unico incontro di terapia sufficiente (sia in ambito pubblico che privato) per raggiungere un maggior benessere indipendentemente dalla natura del problema presentato.

 

 

Cosa mette in luce quest’ultimo aspetto?

Il dato introduce un nuovo modo di considerare il concetto di salute mentale, non più visto esclusivamente come assenza di malattia o infermità, ma un più ampio stato positivo dell’individuo che enfatizza la presenza di risorse personali e sociali, nonché capacità fisiche per recuperare e far fronte alla malattia e ad altri problemi (Organizzazione mondiale della sanità, 2006).

 

 

Cosa prevede quindi un intervento di successo?

Intervenire non significa più necessariamente supportare i clienti fino al raggiungimento di uno stato di completo benessere, ma farlo finché il cliente lo ritiene necessario. Sarà inoltre il cliente stesso a indicare cosa significa una terapia di successo, e non il terapeuta o l’assenza di sintomi.

 

 

A quali vantaggi porta tale scoperta?

L’implementazione della TSS potrebbe migliorare l’accessibilità delle persone ai servizi di salute mentale e ottimizzare i costi dei servizi stessi. Quest’ultimo elemento ad esempio potrebbe essere particolarmente utile in paesi come l’Italia che hanno bassi tassi di accesso ai servizi di salute mentale (Barbato et al., 2014), sia per ragioni finanziarie che per atteggiamenti culturali (es.: “La terapia dura troppo a lungo”, “La terapia ha bisogno di affrontare emozioni/pensieri/ ecc. profondi e scomodi”) (Fiori Nastro et al., 2013).

 

 

In che modo la TSS può essere utile?

Diminuendo il numero di sessioni per ogni cliente, la TSS può ridurre le liste di attesa, rendendo così i servizi più accessibili, prevenendo un’acutizzazione del disagio psicologico. I professionisti sarebbero inoltre in grado di aiutare un maggior numero di persone, dedicando più tempo a chi necessita di un intervento più approfondito (Cannistr a & Piccirilli, 2018; Slive e Bobele, 2011), limitando infine gli abbandoni e gli appuntamenti persi (Hymmen, Stalker e Cait, 2013).

 

 

Ora passiamo ai ringraziamenti!

Orgogliosi di condividere questo successo, cogliamo l’occasione per ringraziare tutti i partecipanti che hanno reso possibile il raggiungimento di questo risultato a partire da Flavio Cannistrà, Federico Piccirilli, Pier Paolo D’Alia e Angelica Giannetti membri del team dell’Italian Center for Single Session Therapy.

A seguire ringraziamo i professionisti Lorenza Piva (Merano), Ferruccio Gobbato (Venezia), Roberta Guzzardi (Roma) e Alice Ghisoni (Torino) che hanno messo a disposizione la loro professionalità e i dati ottenuti nel lavoro in ambito privato.

Infine un ringraziamento particolare va alla Dr.ssa Giada Pietrabissa del Dipartimento di Psicologia dell’Università Cattolica di Milano nonché ricercatrice del Laboratorio di Ricerca in Psicologia, IRCCS, Istituto Auxologico Italiano (Milano), senza la quale non avremmo potuto pubblicare un lavoro di questa qualità!

 

 

Se vuoi saperne di più sulla Terapia a Seduta Singola e approfondire il metodo, puoi leggere il nostro link (clicca qui) “Terapia a Seduta Singola. Principi e pratiche” o partecipare a uno dei nostri workshop (clicca qui).

Angelica Giannetti
Psicologa, Psicoterapeuta
Team dell’Italian Center
for Single Session Therapy

 

Bibliografia

Barbato, A., Vallarino, M., Rapisarda, F., Lora, A., & Caldas de Almeida, J.M. (2014). Access to mental health care in Europe. Retrieved from https://ec.europa.eu/health/sites/health/fle /mental_health/docs/ev_20161006_co02_en.pdf, 1-41.

Cannistrà, F., & Piccirilli, F. (2018). Terapia a Seduta Singola: Principi e pratiche. Firenze: Giunti Editore.

Fiori Nastro, P., Armando, M., Righetti, V., Saba, R., Dario, C., Carnevali, R., . . . Girardi, P.  (2013). Emerging mental disorders in a community sample of young adults in Italy: Help-seeking in a generalist community mental health setting. Rivista di Psichiatria, 48(1), 60–66.

Hymmen, P., Stalker, C.A., & Cait, C.A. (2013). The case for single-session therapy: Does the empirical evidence support the increased prevalence of this service delivery model? [Review]. Journal of Mental Health, 22(1), 60–71.

La Terapia a Seduta Singola online può essere una valida alternativa per fornire servizi durante la pandemia?

La Terapia a Seduta Singola on line può essere una valida alternativa per fornire servizi durante la pandemia?

Nell’articolo di oggi torniamo a parlare delle diverse funzioni e dei diversi contesti in cui la Terapia a Seduta Singola può essere utilizzata e per farlo condividiamo un’esperienza del metodo utilizzato nel Maltby Center un’organizzazione no-profit con sede a Kingston, in cui la TSS è stata utilizzata come servizio on line per rispondere alle esigenze di salute mentale durante la pandemia COVID-19.

 

 

Quali sono state le influenze della pandemia COVID-19 sulla salute mentale?

La diffusione globale di COVID-19 ha messo in pericolo il benessere fisico e mentale delle persone in tutto il mondo. Sebbene l’impatto della pandemia sulla salute mentale non sia ancora quantificato, le prime revisioni suggeriscono che degli interventi tempestivi potrebbero aiutare le persone e prevenire un disagio ampio. La ricerca ha scoperto che i problemi di salute mentale che iniziano durante una pandemia possono trasformarsi in problematiche mentali gravi come il disturbo da stress post-traumatico.

 

 

Quali sono state le conseguenze dell’isolamento?

Gli studi hanno collegato l’isolamento sociale alla manifestazione di diverse sintomatologie legate all’ansia, alla depressione, all’autolesionismo e al tentato suicidio. Altre prevedibili conseguenze negative derivanti dalla stessa misura di protezione hanno riguardato fenomeni come l’abuso di sostanze e la violenza domestica, tutti fattori di rischio per problemi di salute mentale.

 

 

In che modo la TSS rappresenta una risposta efficace ai problemi presentati?

La TSS è un metodo ormai consolidato e utilizzato nei servizi di salute mentale in diverse parti del mondo. L’intervento concentrandosi sulle questioni attuali portate dai clienti, permette ai consulenti di offrire un supporto immediato per la risoluzione di problematiche specifiche.

 

 

Come funziona?

I clienti lavorano con i consulenti per sviluppare un piano in grado si aiutarli a riassumere il controllo del loro benessere mentale. Il metodo, inoltre, risulta efficace e indicato per il trattamento di condizioni come problemi di umore, ansia, gestione della rabbia e di sonno, tutti sintomi che possono insorgere o amplificarsi in particolari situazioni come nel caso appunto dell’isolamento sociale.

 

 

Vediamo come il Maltby Center utilizza la TSS e in che modo ha offerto il suo servizio!

Il Centro offre ai giovani di età compresa tra 0 e 24 anni e ai loro caregiver l’accesso a una sessione di consulenza gratuita di un’ora con uno psicoterapeuta. In seguito all’epidemia COVID-19, il servizio è stato spostato online. Il suo nuovo programma di accesso alla salute mentale opera cinque giorni alla settimana per fornire ai clienti a una sessione entro 24 ore dal contatto.

 

 

Questo modello di servizio è un fenomeno virtuoso isolato?   

No!

Molte organizzazioni stanno implementando la TSS nelle proprie cliniche Walk-in nella convinzione che in questo modo più persone possono cercare supporto senza imbattersi nella barriera delle lunghe liste d’attesa per un appuntamento. La TSS in forma virtuale, inoltre, ha il vantaggio in un periodo come quello della pandemia di garantire la sicurezza per la salute, mantenendo la disponibilità di un supporto a distanza.

 

 

Conclusioni

Le conseguenze della pandemia COVID-19 sulla salute psicologica richiede la messa in atto di soluzioni tempestive al fine di prevenire un disagio grave. La Terapia a Seduta Singola può rappresentare una valida risposta per intervenire sulle preoccupazioni psicologiche legate al COVID-19. L’impatto dell’autoisolamento, dell’allontanamento sociale e delle restrizioni ai viaggi è stato, inoltre, aggravato dalla disinformazione e dai cambiamenti globali sulle procedure educative, politiche ed economiche. L’implementazione della TSS on line pertanto potrebbe rappresentare in questa fase storica una soluzione conveniente per le organizzazioni, le quali potrebbero continuare a offrire supporto per la salute mentale, limitando i tempi di attesa e altre barriere al servizio. L’esperienza del Maltby Center dovrebbe costituire un esempio positivo da seguire per altri centri di salute mentale.

 

Se vuoi saperne di più sulla Terapia a Seduta Singola e approfondire il metodo, puoi leggere il nostro link (clicca qui) “Terapia a Seduta Singola. Principi e pratiche” o partecipare a uno dei nostri workshop (clicca qui).

 

Angelica Giannetti
Psicologa, Psicoterapeuta
Team dell’Italian Center
for Single Session Therapy

 

 

Bibliografia

Cannistrà, F., & Piccirilli, F. (2018). Terapia a seduta singola: Principi e pratiche. Firenze: Giunti Editore.

Matsushita, K (2020). Single-session therapy is necessary during the pandemic, The queens journal from https://www.queensjournal.ca/story/2020-07-26/opinions/single-session-therapy-is-necessary-during-the-pandemic/