Terapia Comportamentale a Seduta Singola con la coppia

Terapia Comportamentale a Seduta Singola con la coppia

L’articolo che presentiamo oggi fa riferimento a una ricerca in cui vengono esplorati gli effetti di due interventi alternativi effettuati in singole sessioni di Terapia Comportamentale di coppia, uno focalizzato sulla comunicazione e l’altro sul problem solving (Silva & Vandenberghe, 2007).

L’obiettivo dell’articolo è quello di mostrare come differenti tipologie di intervento possano rendere l’incontro di TSS maggiormente efficace nello specifico ambito di intervento con la coppia.

 

 

Quali sono le problematiche che incontra il terapeuta nel lavoro con le coppie?

Spesso il terapeuta di coppia si trova di fronte alla richiesta dei partner di essere aiutati a trovare la soluzione ai loro specifici problemi. Richiesta che se viene assecondata si tramuta spesso in un intervento improduttivo. Tentando di risolvere il contenuto dei conflitti dei partner, il terapeuta involontariamente può aggravarli o addirittura innescarne di nuovi (Schmaling, Fruzzetti & Jacobson, 1997).

Ciò che differenzia una coppia con un disturbo relazionale da una coppia funzionale, infatti, non è il fatto di avere problemi, ma l’incapacità di affrontarli. Nelle coppie con problemi si osserva spesso come l’uno cerchi di convincere l’altro a modificare il comportamento, accusando il partner o chiunque altro (famiglia, amici, ecc.) di non essere dalla sua parte. Tale atteggiamento oltre a ridurre paradossalmente la capacità di influenzare il comportamento dell’altro (Gottman, Notarius, Gonso & Markman, 1976), porta i partner a evitarsi o a esacerbare il conflitto (Patterson & Hops, 1972).  

 

 

Come vengono affrontati i problemi di coppia con la Terapia Comportamentale?

Attualmente nella Terapia Comportamentale vengono utilizzati due gruppi di tecniche per intervenire con la coppia e ottenere risultati duraturi: la formazione alla comunicazione e la formazione alla risoluzione dei problemi (Berns, Jacobson & Christensen, 2000; Fowers, 2001; Schmaling et al., 1997; Jacobson & Christensen, 1996; Shoham, Rohrbaugh & Patterson, 1995; Rose, 1977; Gottman, Notarius, Gonso & Markman, 1976):

 

  • Nella formazione alla comunicazione, l’obiettivo è quello di formare sistematicamente le abilità comunicative della coppia, che possono essere utilizzate per interazioni più fruttuose nella vita quotidiana (Christensen et al., 1995). La ricerca mostra che, durante una conversazione tra coniugi, i partner si interrompono spesso, feriscono maggiormente i i loro sentimenti e sono più duri l’uno con l’altro (Gottman et al., 1976). Le inefficienze tipiche della comunicazione coniugale includono: la discussione di un problema, deviando dal tema principale, presupporre l’intento della dichiarazione del partner, inserire una rimostranza in ogni risposta data al partner e riprodurre la stessa discussione, più e più volte, senza progressi o risoluzione (Carey, Wincze & Meisler, 1999).

 

  • Nella formazione al problem solving, la coppia definisce una questione conflittuale, negozia un contratto o un patto per il cambiamento (cioè una regola) che attua nella vita quotidiana. Il terapeuta rafforza il rispetto della regola, ma si aspetta che in sua assenza i rinforzi naturali mantengano il comportamento.

 

 

Come si integrano la TSS e la Terapia Comportamentale nell’intervento con la coppia?

In generale, la terapia di coppia richiede al terapeuta un approccio più attivo e reattivo di quello richiesto nell’intervento individuale. Ciò garantisce una maggiore efficacia dell’intervento pertanto già nella prima sessione il terapeuta deve dimostrare attivamente un maggiore repertorio di abilità per rispondere a questa tipologia di clienti (Odell & Quinn, 1998).

 

 

La domanda però è “Quali tecniche (formazione sulla comunicazione o problem solving) possono massimizzare l’efficacia del primo (e forse unico) colloquio con la coppia?

La ricerca presentata in questo articolo intende proprio rispondere a questa domanda e ad altri specifici quesiti:

  1. Verificare l’effetto della consapevolezza del proprio comportamento verbale (focus sulla comunicazione) sulla frequenza delle categorie di interazione verbale nella discussione di un problema di coppia.
  2. Verificare l’influenza di un copione di problem solving sulla frequenza delle categorie di interazione verbale nella discussione di un problema di coppia.
  3. Verificare l’influenza di questi due tipi di interventi sul tempo relativo trascorso dai partner con le diverse categorie durante la discussione di un problema di coppia.

 

 

Come è stato realizzato lo studio?

Allo studio hanno partecipato sei coppie, divise in due gruppi. Tre nel focus group comunicazione (gruppo A) e tre nel gruppo problem solving (gruppo B). Come criterio di selezione, la coppia doveva avere almeno un anno di relazione e non essere in psicoterapia. Ogni coppia ha partecipato a tre incontri, con pause settimanali. Entrambi i gruppi sono stati sottoposti alle stesse procedure di base (primo incontro) e post-intervento (terzo incontro), con la sessione di intervento (secondo incontro) come procedura differenziale eseguita tra i gruppi. Per ulteriori approfondimenti sul metodo e le procedure per la realizzazione della ricerca (clicca qui).

 

 

Vediamo in sintesi risultati emersi!

I comportamenti osservati nel gruppo A e B sono stati analizzati e classificati utilizzando la stessa procedura, tenendo conto sia degli aspetti strutturali che funzionali del comportamento verbale. Per i punteggi della ricerca (clicca qui). Dall’analisi dei dialoghi avvenuti durante le sessioni di base e post-intervento è emerso che:

 

  • I risultati delle coppie del gruppo comunicazione (in particolare le coppie 1A e 2A) sono i migliori. La consapevolezza del proprio comportamento verbale può aver influenzato il cambiamento nella loro interazione, rinforzando la tesi di Schmaling et al. (1997) secondo la quale la semplice identificazione del pattern conflittuale può essere sufficiente ad alcune coppie per eliminare i comportamenti distruttivi nelle loro interazioni.

 

  • Tutte le coppie hanno mostrato variazioni positive rispetto alla difficoltà nel rimanere più in asse con la discussione del problema prescelto, ad eccezione di una coppia (2B). Due coppie (2A e 1B) presenti in entrambi i gruppi hanno aumentato significativamente la capacità di arrivare alla soluzione. Tuttavia, solo una coppia (2A) è riuscita nella risoluzione del problema prescelto.

 

  • I risultati implicano che l’intervento nel gruppo B (problem solving) non ha avuto l’effetto atteso. Le coppie sono state più coinvolte nella ricerca delle cause del problema che della sua risoluzione. Due di loro si sono lamentate durante l’intervento, sostenendo che era difficile attuare la procedura nella vita quotidiana. Probabilmente proporre una strategia già pronta rende difficile per la coppia identificarsi con essa, o forse questo tipo di intervento è semplicemente meno adatto ad una singola seduta. Tuttavia nei casi in cui le coppie avevano risolto il problema, non attribuivano il motivo alla tecnica del problem solving, ma ad altri aspetti.

 

  • Fowers (2001) consiglia ai terapeuti di considerare l’autocontrollo, il coraggio, la generosità, l’equità e il buon senso come prerogative delle capacità di comunicazione e di motivare le coppie a coltivare queste qualità per migliorare la comunicazione tra di loro. In tal senso il risultato di alcune coppie (1A e 2°) è stato facilitato dal basso tasso di interruzione, di responsabilizzazione ed espressione delle reciproche vulnerabilità. Le coppie (1A, 2A e 3B) sono state le uniche ad ammettere i propri difetti o le qualità del partner e a interrompersi. La propria vulnerabilità è stata espressa e accolta con abilità dalle coppie 1A e 2A, che hanno mostrato sostegno verso il partner che ha espresso sofferenza. Sono stati anche quelli che hanno mostrato più tolleranza alle critiche. La coppia con più difficoltà nell’esprimere e nell’accettare la vulnerabilità è stata la 3A, che ha presentato un dialogo teso, con insulti, voci alterate, minacce e accuse.

 

 

Conclusione

La ricerca presentata suggerisce che se le coppie attraverso una seduta individuano i loro schemi comunicativi distruttivi, possono al contempo apprendere che è possibile utilizzare la comunicazione funzionale per superare le loro problematiche. Inoltre, dal momento che le coppie sono più esigenti rispetto ai singoli, in termini di rapidità di risultati terapeutici da raggiungere, un intervento in grado di massimizzare l’efficacia di un singolo colloquio può essere un incentivo importante per continuare il trattamento, o anche a beneficio di quelle coppie che si sottopongono ad una sola seduta di psicoterapia.

 

Se vuoi saperne di più sulla Terapia a Seduta Singola e approfondire il metodo, puoi leggere il nostro link (clicca qui) “Terapia a Seduta Singola. Principi e pratiche” o partecipare a uno dei nostri workshop (clicca qui).

Angelica Giannetti
Psicologa, Psicoterapeuta
Team dell’Italian Center
for Single Session Therapy

 

 

Bibliografia

Berns, S., Jacobson. N & Christensen, A. (2000). Marital Problems. In M. Dougher (Orgs). Clinical Behavior Análises, (pp. 181-206) Reno: Context Press.  

Cannistrà, F., & Piccirilli, F. (2018). Terapia a Seduta Singola: Principi e pratiche. Giunti Editore.

Christensen, A., Jacobson, N. S. & Babcock (1995). Integrative Behavioral Couple Therapy. In: N. S. Jacobson & A. S. Gurman (Orgs.), Clinical Handbook of Marital Therapy (pp. 31-64). New York: Guilford. 

Fowers, B. J. (2001). The Limits of a Technical Concept of a Good Marriage: Exploring the Role of Virtue in Communication Skills. Journal of Marital and Family Therapy.     

Gottman, J. M., Notarius, C. I., Gonso, J. & Markman, H. J. (1976). A Couples Guide to Communication. Champaign: Research Press.

Odell, M. & Quinn, W. H. (1998). Therapist and Client Behaviors in the First Interview: Effects on Session Impact and Treatment Duration. Journal of Marital and Family Therapy. 24, 369-388.       

Patterson, G. R. & Hops, H. (1972). Coersion, a Game for Two: Intervention Techniques for Marital Conflict. In Ulrich, R. & Mountjoy, P. (Orgs.), The Experimental Analysis of Social Behavior. (pp. 424-440). New York: Meredith. 

Rose, S. D. (1977). Group therapy: A behavioral approach. New York: Appleton-Century- Crofts.        

Schmaling, K. B., Fruzzetti, A. E. & Jacobson, N. S. (1997). Problemas Conjugais. In: K. Halton, P. M. Salkovskis, J. Kirk & D. M. Clark (Orgs.), Terapia Cognitivo- Comportamental para Problemas. Psiquiátricos: Um Guia Prático. São Paulo. Martins Fontes.

Silva, L. & Vandenberghe, L. (2007). Comunicação versus resolução de problemas numa sessão única de terapia comportamental de casal. Revista Brasileira de Terapia Comportamental e Cognitiva 11(1), 43 -60.

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Angelica Giannetti