Terapia a Seduta Singola di gruppo: il Program Employed for Persons (PEP) per il trattamento della dipendenza basato sul modello di terapia di gruppo di Irvine Yalom

Terapia a Seduta Singola di gruppo: il Program Employed for Persons (PEP) per il trattamento della dipendenza basato sul modello di terapia di gruppo di Irvine Yalom

Terapia a Seduta Singola di gruppo: il Program Employed for Persons (PEP) per il trattamento della dipendenza basato sul modello di terapia di gruppo di Irvine Yalom

Nell’articolo di oggi ci concentreremo su un innovativo modello di terapia breve di gruppo basato sul lavoro dello psichiatra Irvine Yalom (1983), inserito nel Program Employed for Persons (PEP) per pazienti con problemi di dipendenza, svolto presso l’Eagleville Hospital (Pennsylvania), una struttura ospedaliera che offre diversi livelli di assistenza che vanno dall’ospedalizzazione psichiatrica acuta a quella specialistica residenziale per il trattamento delle dipendenze (Weiner, 1987).

 

In cosa consiste il Program Employed for Persons (PEP)?

Il Program Employed for Persons (PEP) è un programma che ha adottato un nuovo formato di terapia di gruppo adatto alle persone che svolgono brevi periodi di permanenza nell’Eagleville Hospital. Il modello è stato utilizzato con oltre cinquecento pazienti che avevano completato con successo il trattamento già da due anni.

 

In cosa si differenzia da un modello di terapia di gruppo tradizionale?

La tradizionale terapia di gruppo ospedaliera non è strutturata, comporta una partecipazione periodica del paziente, si concentra su eventi passati e ha un periodo di tempo longitudinale e senza una fine programmata. Inoltre, il terapeuta è un facilitatore che, in generale, attende che i pazienti affrontino nel modo appropriato alcune questioni utili per la discussione e l’analisi di gruppo.

 

Come procede, invece, la terapia di gruppo basata sul modello di Yalom?

Il nuovo modello a breve termine di Yalom utilizza l’intervallo di tempo di una sola sessione (la vita del gruppo è di una singola sessione) e prevede la partecipazione strutturata di tutti i pazienti in ogni sessione. Il focus della terapia è centrato sul “qui e ora” e il lavoro permette di portare a termine il processo terapeutico anche senza la coesione del gruppo. La terapia così strutturata promuove un senso di padronanza e di efficacia nei pazienti che formulano attività concrete da svolgere correlate ai specifici problemi.

 

Qual è il ruolo del terapeuta in questa forma di terapia?

Il modello di Yalom prevede un intervento strutturato in cui il terapeuta insieme ai co-terapeuti guidano attivamente il gruppo, coordinando la partecipazione di ciascun paziente. Gli interventi dei terapeuti sono sempre positivi e di supporto, volti a sottolineare i punti di forza e i risultati positivi piuttosto che i punti deboli e le carenze. Lo scopo generale del gruppo è di aiutare ogni membro a esplorare e a migliorare le relazioni interpersonali che riguardano la sua dipendenza e il suo recupero.

 

A quali pazienti è preferibile proporre tale tipo di intervento e per quali problematiche?

Questo formato di terapia è progettato per pazienti con un funzionamento più elevato, che hanno una maggiore capacità di verbalizzare, non compromessi cognitivamente e che hanno una rete sociale di supporto. Le stesse problematiche portate dai pazienti non devono avere carattere di urgenza e possono essere elaborate attraverso altre forme di terapia (ad es. sessioni individuali e/o familiari).

 

Vediamo ora come è strutturata una singola sessione di terapia di gruppo!

Ogni sessione ha la durata di 90 minuti e si si articola nelle seguenti fasi:

  • Orientamento e preparazione del gruppo (5 minuti).

All’inizio dell’intervento viene introdotto lo scopo del gruppo, la struttura e il modo di procedere. Questo succede ogni sessione ed è particolarmente utile per i nuovi membri.

  • Ordine del giorno dell’Agenda (30 minuti).

Ogni membro formula brevemente un problema da affrontare in quell’incontro. I punti dell’agenda personale devono essere correlati alla dipendenza e al recupero del paziente e devono coinvolgere una o più delle seguenti aree:

  • questioni interpersonali
  • funzionamento sociale
  • preoccupazioni professionali
  • gestione dello stress psicosociale (cioè ansia e/o depressione).

Mentre i pazienti formulano il loro problema, il terapeuta li scrive su un grande blocco accanto al nome del paziente. Questo serve come promemoria visivo del punto all’ordine del giorno di ciascun paziente per quella sessione.

  • Riempimento dell’Agenda (35 minuti).

I pazienti vengono chiamati uno alla volta, così facendo i leader facilitano il lavoro e è possibile soffermarsi su più punti all’ordine del giorno. Una volta che il paziente ha esposto il motivo per cui ritiene il suo problema importante, i leader invitano gli altri membri del gruppo a dare degli input.

Gli input possono essere di due tipi:

  1. relativi a esperienze personali che possono essere di aiuto per il paziente che sta affrontando lo stesso problema;
  2. commenti sul comportamento del paziente e interazioni nel gruppo o sull’unità, che riguardano la questione più nascosta.
  • Revisione e conclusione (20 minuti).

Il gruppo termina con una elaborazione che prevede il contributo sia dei terapeuti che dei pazienti, i quali scelgono un concetto o un tema generale che ha rappresentato quel gruppo. La domanda guida è “Cosa hai imparato in questa sessione?”.  Il tema viene poi scritto da ciascun paziente nel suo diario di bordo.

 

Conclusioni

In questo articolo abbiamo affrontato per la prima volta l’intervento a seduta singola nell’ambito della terapia di gruppo. Ciò oltre a mostrarci ancora una volta come il metodo della TSS si possa applicare a diversi approcci terapeutici, ci permette di coglierne alcuni vantaggi.

Il primo riguarda l’aspetto temporale. L’intervallo di tempo della singola sessione rende più flessibile lo strumento del gruppo che pur rimanendo una costante dell’intervento, può cambiare la sua composizione e premettere a nuove persone di farne parte.

Il secondo riguarda il senso di autorealizzazione che i pazienti sperimentano ogni volta che partecipano alla sessione, formulando un punto all’ordine del giorno personale, sentendosi di aiuto agli altri e svolgendo un compito specifico da realizzare in un tempo definito.

Infine il terzo riguarda l’opportunità che la forma strutturata della terapia offre a ciascun paziente, dandogli l’opportunità di identificare le questioni che dovranno essere affrontate anche dopo la terapia.

 

Se vuoi saperne di più sulla Terapia a Seduta Singola e approfondire il metodo, puoi leggere il nostro link (clicca qui) “Terapia a Seduta Singola. Principi e pratiche” o partecipare a uno dei nostri workshop (clicca qui).

Angelica Giannetti
Psicologa, Psicoterapeuta
Team dell’Italian Center
for Single Session Therapy

Bibliografia

Weiner, D., H. (1987).  An Innovative Short-Term Group Therapy Model for Inpatient Addiction Treatment. Employee Assistance Quarterly, 2:4, 27-30.

Yalom, I. (1983). Inpazient Group Psychotherapy. Basic Books.

Yalom, I. (1985). The Theory and Practice of Group Psychotherapy. Basic Books.

Brown, S. & Yalom, I. (1977). Interactional group therapy with alcoholics. Journal of Studies on Alcohol, 38(3).

Mavcs, P. & Schulz, J. (1985). Inpatient group treatment on short-term acute care units. Hospital and Communiy Psychiatry. 36(1, Jan.).

 

Angelica Giannetti

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