Qual è la prima competenza che dovrà acquisire il terapeuta che adotta il metodo della Terapia a Seduta Singola nella sua pratica professionale?

Qual è la prima competenza che dovrà acquisire il terapeuta che adotta il metodo della Terapia a Seduta Singola nella sua pratica professionale?

Obiettivo dell’articolo di oggi è quello di approfondire una delle competenze principali che il Terapeuta a Seduta Singola deve acquisire quando riceve una formazione per l’applicazione di questo metodo d’intervento.

A tal proposito seguiamo alcune indicazioni fornite direttamente da Windy Dryden (2020) in veste di formatore della Terapia a Seduta Singola, il quale punta l’attenzione sull’importanza da parte del terapeuta di creare e mantenere un focus durante la sessione singola.

 

 

Come mai è così importante mantenere il focus?

Per rendere una Terapia a Seduta Singola efficace è necessario da parte del terapeuta assumere una mentalità a seduta singola e aiutare i clienti a identificare un focus su cui lavorare insieme. In tal modo terapeuta e cliente potranno utilizzare al massimo il tempo a loro disposizione.

 

 

Vediamo alcuni pratici su come individuare e mantenere il focus sull’obiettivo nella Terapia a Seduta Singola.

Una volta che il cliente ha accettato di partecipare alla consulenza singola, l’obiettivo principale del terapeuta è quello di aiutarlo a creare un focus su cui lavorare durante tutta la sessione. Questo aspetto del colloquio singolo richiede da parte del terapeuta due importanti capacità: la prima quella di porre delle domande ad hoc in grado di aiutare la persona a individuare il focus, la seconda quella di saper interrompere il cliente quando quest’ultimo si allontana dall’obiettivo e pin piano ricondurcelo.

 

 

Occupiamoci prima delle domande!

Esistono diverse domande che il consulente a sessione singola può utilizzare per aiutare il cliente a creare un focus. Queste domande possono essere orientate al problema, alla soluzione o all’obiettivo. Vediamole di seguito:

 

  1. Domande che aiutano a creare un focus sul problema per la sessione.

Qual è la tua preoccupazione più urgente che potrei aiutarti a risolvere oggi?

Con quale problema posso aiutarti oggi?

 

 

  1. Domande che aiutano a creare un focus sulla soluzione per la sessione.

Se oggi ti aiutassi a trovare un modo efficace per affrontare il tuo problema, quale sarebbe la tua risposta?

Se oggi ti aiutassi a trovare una soluzione al tuo problema che potresti utilizzare per raggiungere il tuo obiettivo, ti interesserebbe?

 

  1. Domande che aiutano a creare un obiettivo per la sessione

Cosa ti piacerebbe realisticamente ottenere entro la fine della sessione che ti renderebbe felice di essere venuto oggi?

Questa sera quando sei a casa, riflettendo sulla sessione di oggi, cosa pensi che vorresti aver  ottenuto?

 

Una volta che il terapeuta ha posto al cliente una domanda focalizzata, la risposta del cliente fornirà un primo indizio su cui orientare le domande successive, fino a quando non si sarà chiarito il focus su cui lavorare. Vediamo un esempio su come procedere:

 

Terapeuta: Con quale problema posso aiutarti oggi?

 Cliente: Ultimamente sono molto ansioso.

 Terapeuta: Ansioso per cosa?

 Cliente: Ansioso che mio figlio non entri nella scuola di sua scelta.

 Terapeuta: Che effetto ha su di te la tua ansia?

 Cliente: Ho notti insonni e non riesco a concentrarmi sul lavoro.

 Terapeuta: Come spera che io possa aiutarla con questo problema oggi?

 Cliente: Aiutami a dormire un po’ e aiutami a concentrarmi sul mio lavoro.

Terapeuta: Quindi, se posso aiutarti a risolvere la tua ansia per la scuola di tuo figlio in modo che tu possa dormire e concentrarti sul tuo lavoro, cosa vorresti?  Pensi a questo?

Cliente: Sarebbe fantastico.

Terapeuta: Allora, concordiamo che questo sarà il fulcro della sessione?

 Cliente: Sì.

 

 

Vediamo ora invece come aiutare il cliente a mantenere il focus sul problema (soluzione o obiettivo) concordato!

Una volta che il terapeuta e il cliente si sono accordati sul focus, sarà compito primario del consulente assicurarsi che venga mantenuta l’attenzione su di esso. Per fare ciò il consulente dovrà utilizzare una serie di abilità.

 

  1. Cercare e ottenere il permesso di interrompere il cliente.

In passato interrompere il cliente non era considerata un’azione corretta da parte del terapeuta. Il suo compito principale era quello di incoraggiare la persona ad esplorare le sue preoccupazioni piuttosto che guidarlo in una direzione. Nella terapia a seduta singola, invece, l’interruzione è considerata un’importante responsabilità che il terapeuta deve assumersi per far sì che il cliente mantenga il focus. Poiché interrompere il cliente può essere visto da quest’ultimo come un modo di agire scortese, il terapeuta dovrà prima fornire una motivazione per la sua azione, poi chiedere il permesso al cliente di farlo (Dryden, 2020).

 

Vediamo un esempio:

Terapeuta: Quindi ora abbiamo concordato un punto focale per la sessione, dobbiamo entrambi mantenere questo focus. OK?

Cliente: OK.

Terapeuta: In qualsiasi conversazione tra due persone è facile che una o entrambe se ne vadano da argomento a argomento e in una conversazione sociale va benissimo, ma in una conversazione terapeutica quando abbiamo concordato un punto focale, questo è problematico. Quindi, se succede con noi, vorrei interromperti per riportarci al centro dell’attenzione. Mi sforzerò di farlo nel modo più sensibile possibile, ma avrò bisogno di farlo. Ho il tuo permesso per farlo?

Cliente: Sì, va bene. Tendo a girovagare a volte.

Consigliere: E si senta libero di interrompermi se anch’io vado fuori tema.

Cliente: (ridendo) Lo farò.

 

  1. Verificare che entrambi mantengano l’attenzione.

A volte è difficile per il consulente sapere se un cliente si è allontanato o meno da un obiettivo concordato. Quando ciò accade, il terapeuta verifica con il cliente che l’attenzione sia mantenuta. 

 

Terapeuta: Posso solo controllare qualcosa con lei?

Cliente: OK.

Terapeuta: Abbiamo deciso di concentrarci sulla tua ansia per la scuola di tuo figlio, e io… sono consapevole che ora ne stiamo parlando, quindi non sono sicuro di come si adatti con tua moglie che passa molto tempo con sua sorella.

Cliente: Non è così. stavo andando fuori strada.

Terapeuta: Allora, torniamo ai suoi sentimenti di ansia per suo figlio no?

Cliente: .

 

Di seguito invece c’è un esempio di divagazione dal focus che tuttavia lo chiarisce.

Terapeuta: Posso solo controllare qualcosa con lei?

Cliente: OK.

Terapeuta: Abbiamo deciso di concentrarci sulla tua ansia per la scuola di tuo figlio, e io… sono consapevole che ora ne stiamo discutendo, quindi non sono sicuro di come si adatti con i problemi di tua figlia alla scuola di ballo.

Cliente: Per come la vedo io, sono entrambi esempi della mia ansia che i miei figli possano essere bloccati nell’ottenere ciò che realmente vogliono nella vita.

Terapeuta: OK, ho capito. Sono collegati. Avrebbe senso per noi mantenere l’attenzione su tuo figlio e poi vediamo se possiamo generalizzare la situazione con tua figlia?

Cliente: Se potessimo fare entrambe le cose oggi, sarebbe fantastico.

Consigliere: OK, facciamolo.

 

Quest’ultimo esempio mostra come il terapeuta a seduta singola possa lavorare sia con lo specifico obiettivo che con un obiettivo generale, sempre però assicurandosi che entrambi i tipi di focus siano collegati (Dryden, 2020).

 

 

Conclusione

Per concludere le abilità descritte in questo articolo rappresentano una competenza specifica del terapeuta che pratica la TSS. Non mettere in pratica tali manovre significherebbe invalidare il processo che guida il cliente verso la direzione da lui desiderata.

 

 

Se vuoi saperne di più sulla Terapia a Seduta Singola e approfondire il metodo, puoi leggere il nostro link (clicca qui) “Terapia a Seduta Singola. Principi e pratiche” o partecipare a uno dei nostri workshop (clicca qui).

Angelica Giannetti
Psicologa, Psicoterapeuta
Team dell’Italian Center
for Single Session Therapy

 

Bibliografia.

Cannistrà, F., & Piccirilli, F. (2018). Terapia a Seduta Singola: Principi e pratiche. Giunti Editore.

Dryden, W. (2020). The single-session therapy primer: Principles and practice. Monmouth: PCCS Books.

Hoyt, M.F., & Talmon, M.F. (2014). What the literature says: An annotated bibliography. In M.F. Hoyt & M. Talmon (Eds.), Capturing the moment: Single session therapy and walk-in services (pp. 487-516). Bethel, CT: Crown House Publishing.

Talmon, M. (1990). Terapia a seduta singola: massimizzare l’effetto del primo (e spesso unico) incontro terapeutico. San Francisco: Jossey-Bass.

Dryden W. (2020). Creating and Maintaining a Focus in Single-Session Therapy from https://www.windydryden.com/post/creating-and-maintaining-a-focus-in-single-session-therapy d’attesa sempre crescenti con limitazioni alla sessione

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Angelica Giannetti