La Terapia a Seduta Singola in azione: incoraggiare il cliente a usare il tempo dopo la sessione per riflettere su ciò che ha imparato dall’incontro.

La Terapia a Seduta Singola in azione: incoraggiare il cliente a usare il tempo dopo la sessione per riflettere su ciò che ha imparato dall’incontro.

Obiettivo dell’articolo è quello di mettere a fuoco un’altra fase della Terapia a Seduta Singola fondamentale per massimizzare l’efficacia del metodo e dare l’opportunità al cliente di sperimentare concretamente ciò che ha imparato in seduta. Nell’articolo, inoltre, verrà in breve presentato un modo specifico per facilitare questo processo di riflessione-digestione-azione, tipico della Terapia Cognitivo-Comportamentale (TCC) integrata alla Sessione Singola (Dryden, 2017).

 

 

A quali esigenze risponde questa specifica fase di riflessione-digestione-azione della TSS?

Uno dei modi più diffusi di concettualizzare la TSS è quello della terapia “One-At-A-Time” (OAAT) in italiano “Uno alla volta” (Hoyt, 2011). Secondo questo modo di procedere, il cliente è informato fin dall’inizio che il terapeuta lavorerà con lui per affrontare il problema presentato, con l’opportunità di prenotare ulteriori sessioni, ma solo una alla volta. Questo approccio utilizzato ad esempio in alcune cliniche walk-in, riduce la formazione delle liste d’attesa e permette al cliente di usare il tempo dopo la sessione per riflettere su ciò che ha imparato, per “digerire” gli apprendimenti e metterli in pratica. Dopo questo lasso di tempo, il cliente potrà decidere se ha bisogno di ulteriore aiuto.

 

 

Scopriamo insieme le fasi di questo processo!

  • Riflessione e digestione: nell’OAAT, terminata la sessione è fondamentale che i clienti riflettano e assimilino ciò che hanno imparato dalla singola sessione. Questo può essere fatto in privato o con il supporto del terapeuta. In questo processo di riflessione il cliente può immaginare come applicare la soluzione scelta o come sperimentare altre soluzioni.
  • Azione: il terapeuta incoraggia il cliente all’azione e all’implementazione della soluzione al problema discusso nella sessione e, se necessario, di altri problemi.
  • Lasciare passare il tempo: dopo un periodo attivo di riflessione, digestione e azione, il cliente può essere invitato a sistemare le questioni affrontate, lasciando uno spazio di tempo per vedere se ha bisogno o meno di ulteriore aiuto.
  • Decisione: il cliente sa che può tornare per un’altra sessione se ne ha bisogno. Sapere questo significa che potrebbe decidere di usufruire o meno di questa offerta, in particolare se il cliente sta bene (Dryden, 2017).

 

 

Conclusioni

Per concludere nell’articolo di oggi è stata evidenziata l’importanza di incoraggiare il cliente a sperimentare gli apprendimenti avvenuti nella seduta. Ciò permette alla persona di procedere in autonomia e mettere in atto fin da subito le soluzioni individuate e condivise con il terapeuta, superando nel più breve tempo possibile le difficoltà riportate. Un altro aspetto fondamentale emerso, inoltre, è che il tempo della sperimentazione offre l’opportunità al cliente di valutare con maggiore attenzione il suo bisogno e decidere con più chiarezza la sua eventuale futura richiesta di aiuto.

 

 

Se vuoi saperne di più sulla Terapia a Seduta Singola e approfondire il metodo, puoi leggere il nostro link (clicca qui) “Terapia a Seduta Singola. Principi e pratiche” o partecipare a uno dei nostri workshop (clicca qui).

Angelica Giannetti
Psicologa, Psicoterapeuta
Team dell’Italian Center
for Single Session Therapy

Bibliografia.

Cannistrà, F., & Piccirilli, F. (2018). Terapia a Seduta Singola: Principi e pratiche. Giunti Editore.

Dryden, W. (2019). Single – Session Therapy. Routledge.

Hoyt, M. F., & Talmon, M. (Eds.). (2014). Capturing the moment: Single session therapy and walk-in services. Crown House.

 

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Angelica Giannetti