La Teoria del cambiamento del cliente: mettere la persona al centro

La Teoria del cambiamento del cliente: mettere la persona al centro

Da decenni i terapeuti sviluppano modelli sempre più sofisticati e tecniche sempre più raffinate, ma nel farlo rischiano di perdere di vista chi, più di chiunque altro, guida il processo terapeutico: il cliente.

Questo articolo esplora la Teoria del Cambiamento del Cliente proposta da Barry Duncan e Scott Miller (2000), offrendo una chiave di lettura che valorizza il ruolo attivo del cliente e il suo impatto sull’efficacia della terapia.

Nel loro articolo “The client’s theory of change: Consulting the client in the integrative process.” Duncan e Miller affermano che “nella psicoterapia in generale, il cliente è stato tristemente escluso dal processo terapeutico”.

Spesso l’amore dei terapeuti per il proprio orientamento rende ciechi rispetto al ruolo fondamentale che i clienti hanno nel determinare il cambiamento. Di conseguenza si tende ad applicare rigidamente il modello al cliente, invece di adattarlo alle sue caratteristiche e bisogni.

Come clinici, spesso dimentichiamo che il modello e le tecniche che applichiamo incidono sui risultati di una terapia in misura relativamente contenuta (circa il 15%), lasciando un ampio margine a fattori extra-terapia e al contributo attivo del cliente.

 

Le capacità di auto – recupero delle persone

Le persone possiedono una straordinaria capacità di autorecupero. In assenza di qualsiasi trattamento, gli individui sono in grado di risolvere o migliorare significativamente le loro situazioni problematiche, anche di fronte a condizioni cliniche severe come le dipendenze da alcol, il disturbo borderline di personalità o il disturbo antisociale (Bohart e Tallman, 1999).

Inoltre, il 60% o più dei clienti riferisce miglioramenti nella propria situazione già nel lasso di tempo che trascorre tra il primo contatto telefonico con il terapeuta e l’appuntamento. Prima ancora di entrare nello studio del terapeuta, il semplice atto di contattare uno specialista innesca in molte persone un processo di cambiamento.

Questi dati ci suggeriscono che entriamo costantemente in contatto con individui capaci, che nella loro quotidianità muovono dei passi verso il cambiamento che desiderano.

 

Il terapeuta come co-costruttore di cambiamento

Riconoscere la capacità intrinseca di cambiamento del cliente comporta uno spostamento nel nostro modo di lavorare: da esperti che guidano il processo a facilitatori che lo rendono possibile.

Questo significa saper ritagliare la nostra teoria sulle caratteristiche di chi abbiamo di fronte. La nostra conoscenza rimane preziosa, ma deve essere usata al servizio della comprensione e degli obiettivi e delle risorse della persona.

 

Alcune domande che esplorano la teoria del cambiamento del cliente

Ecco come possiamo esplorare la Teoria del Cambiamento del Cliente in seduta, collocando la persona al centro:

  • “Di cosa avresti bisogno per risolvere il problema?” 
  • “In che modo pensi che questo incontro possa aiutarti a raggiungere i tuoi obiettivi?” 
  • “Cosa, secondo te, ti sta impedendo di raggiungere l’obiettivo/risolvere il tuo problema?”
  • “Cosa dovresti fare, secondo te, per raggiungere il tuo obiettivo?”

Queste domande riposizionano la conversazione terapeutica come un dialogo tra esperti: il terapeuta esperto di tecniche e teoria, il cliente esperto di se stesso e della sua realtà.

Attraverso questa indagine, noteremo che non tutti i clienti si presentano con lo stesso grado di chiarezza rispetto al loro cambiamento.

Ecco alcuni scenari tipici che possiamo trovare:

  1. Il cliente che sa esattamente cosa fare

A volte la persona sa già cosa dovrebbe fare. Possiede la consapevolezza, la direzione, le risorse. In questo caso il nostro compito è amplificare ciò che già funziona. Dobbiamo aiutare il cliente a riconoscere le soluzioni che già possiede e a mettere in luce le sue risorse al servizio del cambiamento.

  1. Il cliente che intuisce la direzione

Altre volte la persona ha un’idea della direzione da prendere, ma non sa come arrivarci. Vede il traguardo ma non il percorso. In questi casi, dobbiamo essere un po’ più prescrittivi. Non diciamo al cliente cosa fare, ma camminiamo insieme esplorando le possibilità, testando piccoli passi, osservando cosa funziona. 

  1. Il cliente che fatica a capire cosa gli serve

Altre volte ancora, la persona potrà essere confusa, disorientata, forse travolta dal problema stesso. Qui il nostro intervento dovrà essere evocativo. Dobbiamo porre domande che aiutino il cliente a scoprire dentro di sé le risorse nascoste, le esperienze positive, i momenti in cui le cose sono andate meglio.

 

La Teoria del Cambiamento del Cliente in TSS

In TSS diventa imprescindibile partire da ciò che la persona ritiene utile, possibile e significativo per il proprio cambiamento.

La TSS è un metodo resource – based, ritiene quindi che esistano solo interventi efficaci per quella persona, in quel momento. Esplorare la Teoria del Cambiamento del Cliente permette al terapeuta di orientare fin da subito il lavoro, evitando ipotesi superflue e  interventi non allineati con le aspettative e le risorse del cliente.

Se vuoi saperne di più sulla Terapia a Seduta Singola e approfondire il metodo, puoi leggere il nostro libro (clicca qui) “Terapia a Seduta Singola. Principi e pratiche.”, iscriverti a uno dei nostri workshop (clicca qui) oppure approfondire le Terapie Brevi in modo pratico e flessibile sul sito terapiebrevi.it la piattaforma dell’dell’Italian Center for Single Session Therapy dedicata alla formazione online.

 

Vanessa Pergher
Psicologa, Psicoterapeuta
Team dell’Italian Center
for Single Session Therapy

 

 

Riferimenti bibliografici

Bohart, A. C., & Tallman, K. (1999). How clients make therapy work. Washington, DC: American Psychological Association. 

Cannistrà, F., & Piccirilli, F. (2018). Terapia a Seduta Singola. Principi e Pratiche. Giunti.

Duncan, B. L., & Miller, S. D. (2000). The client’s theory of change: Consulting the client in the integrative process. Journal of Psychotherapy Integration, 10(2), 169-187.

Lambert, M. J. (1979). Psychotherapy outcome research. American Psychologist, 34(1), 91.

 

Vanessa Pergher