
Obiettivo dell’articolo di oggi è quello di conoscere gli strumenti e le tecniche per evocare le risorse nella Terapia a Seduta Singola.
Spesso le persone arrivano in terapia con la sensazione di non avere niente a disposizione per risolvere il loro problema. Niente energie, niente strategie, niente appoggi.
Eppure, la letteratura ci ricorda che l’87% degli esiti di una psicoterapia è attribuibile a fattori extraterapeutici (Wampold, 2001, in Duncan et al., 2010). Tra questi fattori si annoverano, oltre al decorso spontaneo della vita e ad eventi accidentali, anche le risorse a disposizione della persona.
La persona ha quindi un ruolo fondamentale nel processo della terapia e il focus sulle sue risorse diventa un passaggio necessario nell’aumentare l’efficacia di ogni (o dell’unico) incontro.
La Terapia a Seduta Singola (TSS) è particolarmente adatta a questo compito perché, per sua natura, “costringe” terapeuta e cliente a una domanda pratica: “Cosa può essere utile adesso?”.
Campinoti et al. (in Cannistrà e Hoyt, 2024) descrivono diversi modi per creare, far emergere e potenziare le risorse della persona nel singolo incontro, che vediamo di seguito.
1) Creare risorse: trasformare l’obiettivo in bussola operativa
In TSS l’obiettivo non è una formalità iniziale: è il perno della seduta. Un buon obiettivo è concreto, misurabile, verificabile, e soprattutto mette in condizione il cliente di capire cosa fare fuori dalla seduta.
La definizione di obiettivi mirati orienta con chiarezza il lavoro della seduta e rafforza anche il senso di efficacia percepita del cliente e la sua assunzione di responsabilità attiva nel cambiamento. La persona viene sostenuta nel riconoscersi come soggetto competente e già in possesso delle risorse necessarie per affrontare le sfide della vita. (Iveson, 2014 in Hoyt & Talmon, 2014)
Quando l’obiettivo è formulato bene diventa esso stesso una risorsa, perché organizza attenzione, speranza e scelta.
2) Far emergere risorse: cercare eccezioni al problema
Nessun problema si manifesta sempre e costantemente nella vita della persona. Se la aiutiamo a spostare il focus su quei momenti in cui il problema non è presente, o è meno impattante, apriremo un varco nell’individuazione delle risorse in suo possesso.
La ricerca delle eccezioni può essere rivolta anche al passato, a momenti in cui il problema non si era ancora manifestato o in cui la persona ha reagito diversamente.
Qui l’abilità del terapeuta sta nel non fermarsi alla descrizione (“in vacanza sto meglio”), ma nel estrarre il meccanismo (“che cosa fai in vacanza che qui non fai?”) e trasformarlo in un’azione replicabile.
3) Potenziare risorse: rendere praticabile il cambiamento
La Terapia a Seduta Singola può essere uno spazio privilegiato per esplorare il cambiamento e potenziare le risorse del cliente già durante il colloquio. Per fare questo possono venire in aiuto alcune tecniche utilizzabili in seduta, come la tecnica del “come se”, la domanda del miracolo e l’utilizzo delle scale (Campinoti et al., 2024).
La tecnica del “come se” invita la persona ad agire come se il problema che l’ha portata a chiedere aiuto fosse già risolto. Comportarsi come se il cambiamento fosse già avvenuto favorisce, nel tempo, modificazioni concrete nei comportamenti, nelle reazioni dell’ambiente e nelle convinzioni della persona stessa.
La Domanda del Miracolo, sviluppata da Insoo Kim Berg all’interno dell’approccio centrato sulla soluzione (Miller & Berg, 1995; Berg e Dolan, 2001), richiede una descrizione immaginativa di un futuro in cui il problema è superato. Grazie a questa domanda il cliente viene guidato a delineare segnali concreti di cambiamento. Più la descrizione diventa specifica e dettagliata, più il cambiamento immaginato diventa accessibile e praticabile.
La tecnica della scala (Berg & de Shazer, 1993), permette di tradurre il cambiamento in passi osservabili e raggiungibili. Attraverso una scala da 0 a 10, la persona è aiutata a valutare la propria posizione attuale, a riconoscere i progressi compiuti e a individuare comportamenti e risorse che indicano un avanzamento, anche minimo, verso la soluzione.
Imparare a evocare risorse
Imparare a evocare risorse significa allenare uno sguardo clinico capace di individuare, anche nei momenti di maggiore impasse, leve di cambiamento già presenti nella persona.
La Terapia a Seduta Singola richiede proprio questo: un mindset orientato a rendere il cliente protagonista del proprio processo di cambiamento, fin dal primo (e spesso unico) incontro.
Su www.terapiebrevi.it è disponibile il videocorso di Terapia a Seduta Singola, un percorso pensato per psicologi e psicoterapeuti che desiderano apprendere il metodo TSS e sviluppare competenze concrete per lavorare sulle risorse in modo rigoroso e clinicamente fondato.
Il videocorso offre strumenti operativi per costruire sedute complete ed efficaci, anche quando l’incontro è uno solo.
Conclusione
Evocare risorse in Terapia a Seduta Singola significa imparare a orientare il colloquio verso ciò che può già generare cambiamento.
È una scelta di mindset prima ancora che di tecnica: mantenere il focus sulle possibilità di cambiamento, rendendole visibili, praticabili e utilizzabili nel qui e ora della seduta.
Se vuoi saperne di più sulla Terapia a Seduta Singola e approfondire il metodo, puoi leggere il nostro libro (clicca qui) “Terapia a Seduta Singola. Principi e pratiche.”, iscriverti a uno dei nostri workshop (clicca qui) oppure approfondire le Terapie Brevi in modo pratico e flessibile sul sito terapiebrevi.it la piattaforma dell’dell’Italian Center for Single Session Therapy dedicata alla formazione online.
Vanessa Pergher
Psicologa, Psicoterapeuta
Team dell’Italian Center
for Single Session Therapy
Bibliografia
Berg, I. K., & de Shazer, S. (1993). Making numbers talk: Language in therapy. In S. Friedman (Ed.), The new language of change: Constructive collaboration in psychotherapy (pp. 5–24). The Guilford Press.
Berg, I.K. e Dolan, Y.D. (2001), Tales of solutions: A collection of hope inspiring stories, New York, Norton. de Shazer, S. (1982), Patterns of brief family therapy, New York, Guilford Press.
Campinoti, V., Giannetti, A., Moccia, F., Pavoni, B., & Pergher, V. (2024). Single Session Therapy as a Tool to Create, Bring Out, and Enhance Clients’ Resources. In Cannistrà, F., Hoyt, M.F. (2024) Single Session Therapies (pp. 320-333). Routledge.
Cannistrà, F., & Piccirilli, F. (2018). Terapia a seduta singola. Principi e pratiche.
Duncan, B. L., Miller, S. D., Wampold, B. E., Hubble, M. A, (2010a). The Heart & Soul of Change: Delivering what works in Therapy. American Psychological Association.
Miller, S., & Berg, I. K. (1995). Miracle method: A radically new approach to problem drinking. New York, NY: Norton.