Caso clinico: un intervento di Terapia a Seduta Singola per il trattamento dell’ansia correlata al Covid-19 in un pronto soccorso pediatrico

Caso clinico: un intervento di Terapia a Seduta Singola per il trattamento dell’ansia correlata al Covid-19 in un pronto soccorso pediatrico

La diffusione della Terapia a Seduta Singola nel mondo è un fatto ormai certo, a dimostrazione di tale fenomeno ci sono le molteplici applicazioni del metodo nei diversi ambiti della salute mentale.

Attraverso l’esposizione di un caso clinico in cui sono descritte le tre fasi di un intervento di Terapia Cognitivo Comportamentale a Sessione Singola in ambito pediatrico per il trattamento dell’ansia correlata alla diffusione del Covid- 19 (P Lee & Simpson, 2020), vogliamo proprio mettere in evidenza i diversi modi in cui il mindset a seduta singola viene declinato, risultando una risorsa fondamentale per migliorare la qualità dei servizi e renderli accessibili a una popolazione più vasta.

 

 

In che modo il mindset a Seduta Singola può rappresentare una risorsa nell’ambito della salute mentale pediatrica?

Già prima della pandemia da Coronavirus (Covid-19), le visite nei reparti di emergenza pediatrica erano aumentate (Sheridan et al. 2015). Oltre mezzo milione di bambini (di cui una parte importante provenienti da famiglie in condizioni di svantaggio socio-economico) venivano portati ogni anno nei pronto soccorso psichiatrici per problemi di salute mentale, di cui quasi la metà con sintomi riconducibili a un disturbo d’ansia. Con la pandemia tale fenomeno è aumentato (Jiao et al. 2020) (es., i bambini provano ansia connessa all’epidemia e alla salute dei parenti, scarso sonno, disagio fisico, agitazione e ansia da separazione) e con esso la necessità di fornire una risposta più efficace in modo da ridurre ulteriori accessi in emergenza psichiatrica in generale (P Lee & Simpson, 2020).

 

 

Caso clinico.

Una bambina Indiana Americana di 10 anni, giunge al pronto soccorso pediatrico accompagnata dalla madre, presentando dolore al petto, dolore addominale, nausea e diminuzione dell’appetito da qualche settimana. Non aveva una storia medica o psichiatrica significativa. I suoi segni vitali e gli esami di laboratorio erano rassicuranti. Al momento della valutazione iniziale, la madre della bambina aveva espresso preoccupazione per l’ansia e il disagio della figlia legati all’epidemia Covid-19.

Il team offre alla famiglia una visita con il consulente specializzato in salute comportamentale del servizio. La madre riferisce al consulente che la pandemia Covid-19 era stata difficile. La bambina si sentiva “giù” e sperimentava un aumento dell’irritabilità, perdita di piacere (anedonia), pianto, pensieri frenetici e preoccupazione. La bambina ha riferito di aver lottato con l’isolamento sociale e con il fatto di non poter vedere gli amici, che prima vedeva a scuola. Inoltre, la bambina era preoccupata che i membri della sua famiglia potessero contrarre il coronavirus; due dei suoi fratelli avevano condizioni di salute precarie. Temeva anche che il suo dolore addominale fosse un’indicazione di un grave problema di salute. La piccola paziente non aveva riferito di pensieri suicidari o uso di sostanze.

Il consulente di salute comportamentale ha iniziato un breve intervento di terapia cognitivo-comportamentale (CBT) in tre fasi.

Prima Fase (Psicoeducazione).

In primo luogo, è stata fornita la psicoeducazione su quanto siano comuni le preoccupazioni dei pazienti in mezzo alla pandemia e su come i disturbi somatici siano una manifestazione frequente di ansia. La paziente insieme a sua madre e al medico hanno identificato gli obiettivi per migliorare l’ansia e trovare modi affinché la bambina potesse essere più attiva nonostante le distanze fisiche e le restrizioni della quarantena.

Seconda Fase (Abilità di coping).

Sono state fornite abilità di coping e formazione in modo che la paziente potesse gestire gli episodi di ansia e dolore. Durante questo insegnamento, il medico ha identificato distorsioni cognitive nel pensiero della paziente e ha sottolineato le precauzioni che la famiglia stava prendendo per rimanere in buona salute, sfidando così il pensiero catastrofico della bambina secondo cui doveva fare di più per proteggere la sua famiglia.

Terza Fase (Attivazione comportamentale).

Infine il consulente ha riformulato i pensieri della paziente sul fatto di non potersi impegnare in attività positive date le restrizioni, ricordandole che aveva ancora molte opzioni a sua disposizione per svolgere le attività preferite. Per incentivare comportamenti sani, la famiglia è stata incoraggiata a mantenere la routine durante il giorno e facilitare le connessioni sociali nonostante le distanze fisiche. Il lavoro sugli aspetti medici è stato rassicurante in quanto le altre diagnosi come la malattia virale, l’appendicite e il dolore toracico con eziologia cardiaca sono state valutate come improbabili. Al momento della dimissione dal pronto soccorso psichiatrico in seguito a questo breve intervento di CBT, la paziente ha riportato riduzioni significative del livello di ansia e dei sintomi somatici. Inoltre, la famiglia si è sentita rassicurata e motivata a rafforzare il piano di trattamento discusso. Nei sei mesi successivi a questa visita, la paziente non è più tornata al pronto soccorso

 

 

Vediamo nella Tabella 1 alcuni esempi di intervento sulle distorsioni del pensiero in relazione al Covid-19 (P Lee & Simpson, 2020).

Tabella 1

Dichiarazione del paziente Tipo di distorsione Dichiarazione di rifrazione
“Il Covid non finirà mai!” Catastrofizzazione. “So che sembra infinito, ma abbiamo già avuto pandemie e le cose sono migliorate. In molti altri posti sta già andando meglio!”
“Farò ammalare tutta la mia famiglia!” Catastrofizzazione. “So che sei preoccupato che la tua famiglia si ammali. Ricorda che stai facendo un buon lavoro, facendo attenzione e stai già facendo tutto il possibile per seguire le linee guida sulla sicurezza!” 
“Mi fa male lo stomaco. Deve esserci qualcosa di grave in me!” Catastrofizzazione e somatizzazione. “So che fa paura quando senti che qualcosa non va nel tuo corpo. Quando i bambini si sentono davvero preoccupati, spesso avvertono anche dolore allo stomaco o al petto. Questo non significa che sei veramente malato o che hai il Covid-19!” 
“I miei genitori prenderanno il Covid-19 e moriranno!” Catastrofizzazione e predizione del futuro. “Il Covid-19 fa paura e tu sei davvero preoccupato. Ricorda che la tua famiglia sta facendo attenzione a rimanere in salute e che i medici stanno lavorando duramente per prendersi cura delle persone che si ammalano. La maggior parte delle persone si riprende dal Covid-19!”
“Non posso fare niente di divertente a causa del Covid-19. Non devo fare niente!” Pensiero in bianco e nero. “Sembra che tu non possa fare nulla di divertente in questo momento a causa della pandemia ed è così difficile restare a casa. Pensiamo a cosa puoi ancora fare a casa e come puoi ancora passare del tempo con gli amici anche se non puoi vederli!”

 

 

Conclusioni 

Come osservato, già prima della pandemia le visite nei reparti di emergenza psichiatrica, incluse le visite per la somatizzazione dell’ansia erano comuni, di questi accessi quasi la metà erano visite pediatriche ripetute, il che fa riflettere sulla mancanza di una formazione e di protocolli per trattamenti basati sull’evidenza nel contesto dell’emergenza pediatrica (Leon et al., 2017). Il caso illustrato, inoltre, mette in evidenza come gli interventi brevi basati sull’evidenza come la Terapia a Seduta Singola, possono risultare particolarmente efficaci nel ridurre l’ansia correlata al Covid-19 e adatti a essere  somministrati nel contesto di una visita medica da parte di operatori sanitari pediatrici (Schleider, Weisz 2017).

 

Se vuoi saperne di più sulla Terapia a Seduta Singola e approfondire il metodo, puoi leggere il nostro link (clicca qui) “Terapia a Seduta Singola. Principi e pratiche” o partecipare a uno dei nostri workshop (clicca qui).

 

Angelica Giannetti
Psicologa, Psicoterapeuta
Team dell’Italian Center
for Single Session Therapy

 

 

Bibliografia.

Cannistrà, F., & Piccirilli, F. (2018). Terapia a Seduta Singola: Principi e pratiche. Giunti Editore.

P Lee, D. & Simpson, S.A, (2020). A Three-Step, Single Session Therapy Intervention for COVID-Related Anxiety in a Pediatric Emergency Department, Cureus, 12 (12): 12371.

Sheridan DC, Spiro DM, Fu R, et al. (2015). Mental health utilization in a pediatric emergency department. Pediatr Emerg Care, 31:555–559.

Jiao WY, Wang LN, Liu J, Fang SF, Jiao FY, Pettoello-Mantovani M, Somekh E. (2020). Behavioral and emotional disorders in children during the COVID-19 epidemic. J Pediatr, 221:264–266.

Leon SL, Cloutier P, Polihronis C, Zemek R, Newton AS, Gray C, Cappelli M. (2017). Child and adolescent mental health repeat visits to the emergency department: a systematic review, Hosp Pediatr, 7:177–186.

Schleider JL, Weisz JR (2017). Little treatments, promising effects? meta-analysis of single-session interventions for youth psychiatric problems. J Am Acad Child Adolesc Psychiatry, 56:107–115.

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Angelica Giannetti