Perchè diventare un terapeuta a Seduta Singola?

Perchè diventare un terapeuta a Seduta Singola?

Perchè diventare un terapeuta a Seduta Singola?

Così come già detto nel precedente articolo (clicca qui) l’Italian Center for Single Session therapy nasce principalmente con lo scopo di formare gli psicologi e gli psicoterapeuti nel metodo della Terapia a Seduta Singola e più in generale con l’intento di fornire degli strumenti d’intervento innovativi e vicini alle richieste delle persone.

Obiettivo dell’articolo di oggi sarà, infatti, quello di illustrare le nuove tendenze mondiali in termini di bisogni, costi e interventi nel campo della salute mentale e le sfide professionali che lo psicologo dovrà affrontare, infine rispondere alla puntuale domanda che molti psicologi in questi anni ci hanno posto durante i workshop, ovvero “Perché diventare un terapeuta a Seduta Singola?”

 

Prima di rispondere a questa domanda vediamo quali cambiamenti sono previsti nell’ambito della salute mentale nei prossimi dieci anni?

In un recente articolo (clicca qui) pubblicato da Il sole 24 ore, si evidenzia come nonostante da quarant’anni grazie alla legge Basaglia l’intervento nell’ambito della salute mentale abbia cercato di intraprendere nuove strade, ancora oggi spostare l’asse dalla cura delle patologie mentali alla loro prevenzione risulta ancora difficile.

 

Quali sono i fattori che determinano questo scenario?

Ciò sembra essere il risultato di molteplici fattori, tra cui la lenta trasformazione culturale rispetto al concetto di salute mentale ancora oggi vissuta come uno stigma e il conseguente scarso investimento sulle azioni di promozione del benessere che tale pregiudizio crea.

Il problema ovviamente non riguarda solo il contesto italiano, ma investe tutto il panorama mondiale al punto che la tematica dopo essere stata evidenziata nel Rapporto Ocse sulla salute del 2018, sarà al centro dell’attenzione del World Economic Forum dell’Annual Meeting 2019 che si terrà a Davos.

 

Vediamo i dati emersi nel dettaglio!

Secondo gli ultimi dati degli esperti della Lancet Commission, i disordini mentali sono in forte crescita a livello globale al punto che in assenza di una risposta concreta al problema, costeranno all’economia fino a 16 trilioni di dollari tra il 2010 e il 2030 (clicca qui).

La tabella seguente fornisce una breve sintesi dei dati sulla salute mentale e sui disturbi da uso di sostanze riferite al 2016 (Ritchie H., Roser M., 2018):

 

Disturbo

Quota di popolazione globale con disordine (2016)

[differenza tra paesi]

Numero di persone con il disturbo (2016) Quota di maschi: donne con disordine (2016)
Qualsiasi disturbo mentale o di uso di sostanze 15,5%

[13-22%]

1,1 miliardi 16% maschi

15% di femmine

Depressione 4%

[2-6%]

268 milioni 3% di maschi

4,5% di femmine

Disturbi d’ansia 4%

[2,5-6,5%]

275 milioni

3% di maschi

4,7% di femmine

Disordine bipolare 0,6%

[0,4-1,5%]

40 milioni

0,55% di maschi

0,65% di femmine

Problemi alimentari

(anoressia clinica e bulimia)

0,14%

[0,05-0,55%]

10,5 milioni

0,07% di maschi

0,2% di femmine

Schizofrenia 0,3%

[0,2-0,45%]

21 milioni

0,29% di maschi

0,28% di femmine

Disturbo da alcol 1,4%

[0,5-5%]

100 milioni

1,9% maschi

0,8% di femmine

Disturbo dell’uso di droghe (escluso l’alcol) 0,9%

[0,4-3,3%]

62 milioni

1,1% maschi

0,5% di femmine

 

Che tipo di costi si prevedono per il contrasto dello sviluppo delle patologie mentali?

I costi previsti saranno prevalentemente di tipo sanitario diretto (es. medicine, terapie), oltre ai costi indiretti (es. perdita di produttività, giorni di lavoro persi per malattia, spesa in welfare sociale, educazione). Su questi, inoltre, incideranno l’aumento dell’aspettativa di vita delle persone che vivono nelle società avanzate, così come il miglioramento delle condizioni infantili nei Paesi in via di sviluppo.

 

Quali sono quindi le azioni in programma a Davos per intervenire sulla salute mentale?

Uno degli obiettivi principali del World Economic Forum che si svolgerà a Davos sarà quello di portare all’attenzione internazionale un programma che punterà a influenzare i settori pubblici, privati e della società civile sull’importanza, ancor prima che della cura, della prevenzione. In seconda battuta verrà sottolineata la necessità di utilizzare competenze specifiche per la migliore comprensione e gestione della salute mentale.

 

A questo punto veniamo alla nostra domanda “perché diventare terapeuti a Seduta Singola?”

Da quanto emerso la prevenzione diventerà uno degli obiettivi principali per intervenire sulla salute mentale, sia come strumento per evitare la cronicizzazione delle patologie, sia come misura per ridurre i costi derivanti dalle cure sanitarie dirette.

In questo panorama, la presenza di professionalità dotate di competenze specifiche in grado di fornire risposte in tempi brevi e a un numero elevato di persone, rappresenterà la sfida più grande dei professionisti della salute mentale, in particolare degli psicologi.  

Formarsi nel metodo della Terapia a Seduta Singola, rappresenterà quindi una valida opportunità per lavorare sulla prevenzione, ancor prima che sulla cura delle patologie e dare l’opportunità alle persone di accedere a un servizio in grado di massimizzare l’intervento in termini di tempo e di costi.  

Ricordiamo che la Terapia a Seduta Singola è un metodo d’intervento che si propone di ottenere il massimo da ogni incontro terapeutico. Inoltre può essere integrato con qualunque approccio e nella pratica di qualunque professionista della salute e del benessere psico-fisico, riducendo i tempi di intervento e le liste di attesa, attraverso un aiuto concreto e immediato.

 

Conclusioni

Concludendo diventare un terapeuta a Seduta Singola significherà per il professionista dotarsi di un metodo capace di spostare l’asse del proprio intervento dalla cura alla promozione del benessere, attraverso la valorizzazione delle risorse delle persone.

Dall’altro lato, per le persone la presenza di figure professionali capaci di rispondere ai loro bisogni in maniera mirata e in tempi brevi rappresenterà, invece, la possibilità di accedere a servizi specialistici senza dover necessariamente aspettare lunghi tempi di attesa e affrontare costi elevati.

In merito a ciò ricordiamo quanto diceva il filosofo Seneca nel suo De Brevitate Vitae rispetto all’importanza del tempo, affermando che “il maggior ostacolo al vivere è l’attesa, che dipende dal domani ma spreca l’oggi”.

 

Se vuoi saperne di più sulla Terapia a Seduta Singola e approfondire il metodo, puoi leggere il nostro libro (clicca qui) “Terapia a seduta singola. Principi e pratiche” o partecipare a uno dei nostri workshop (clicca qui).

 

Angelica Giannetti
Psicologa, Psicoterapeuta
Team dell’Italian Center
for Single Session Therapy

 

 

Bibliografia

Cannistrà, F. & Piccirilli, F. (2018). Terapia a seduta singola. Principi e pratiche. Giunti Editore.

Di Cristofaro C., La malattia mentale costerà 16 trilioni di dollari entro il 2030, gennaio 2019, https://www.infodata.ilsole24ore.com

Ritchie H., Roser M., Mental Health, aprile, 2018, https://ourworldindata.org

Angelica Giannetti

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