La Terapia a Seduta Singola e la Trance SLO – MO di tre minuti

La Terapia a Seduta Singola e la Trance SLO – MO di tre minuti

La Terapia a Seduta Singola e la Trance SLO – MO di tre minuti

In alcuni articoli precedenti abbiamo suggerito come la Terapia a Seduta Singola può essere integrata nella pratica professionale a prescindere dall’approccio terapeutico utilizzato (clicca qui), il quale non sembra rappresentare l’aspetto determinante per la realizzazione di una consulenza singola di successo.

 

Come mai il tipo di approccio di riferimento non è così determinante?

Ciò è dovuto al fatto che il metodo della TSS per essere veramente efficace necessita prioritariamente dell’adozione da parte del terapeuta di un determinato mindset (clicca qui). Una volta acquisito il giusto mindset, allora sarà importante scegliere anche le manovre o le tecniche in grado di massimizzarne l’efficacia.

Obiettivo di questo articolo, quindi, sarà quello di illustrare come la scelta da parte del terapeuta di una specifica tecnica di cui abbia una certa esperienza, possa essere molto utile per aiutare la persona a superare una difficoltà o a raggiungere un obiettivo anche in un singolo incontro.

 

Di quale tecnica stiamo parlando?

Parliamo della tecnica ipnotica dello stato Slo – Mo (slow motion) di tre minuti, così definita e utilizzata dalla psicologa e psicoterapeuta familiare Michele Ritterman.

 

Ma da dove nasce l’utilizzo della trance Slo Mo di tre minuti?

In qualità di terapeuta familiare e allieva di Milton Erickson, la Ritterman è considerata la pioniera dell’integrazione dell’ipnosi con la terapia familiare. In seguito ai suoi studi sugli effetti dei farmaci e della terapia nella cura dei disturbi mentali, ha dato origine al concetto di sintomo come stato di trance indotta da determinate interazioni sociali che può essere sostituito da una stance (ovvero un atteggiamento mentale o un modo di essere) più funzionale alla gestione spontanea delle situazioni sociali.

 

Come viene utilizzata la tecnica?

Nel suo ultimo libro The Tao of a Woman (2009) Ritterma, oltre a definire lo stato di trance Slo-Mo come un tempo soggettivo (ovvero il tempo vissuto che non coincide con il tempo dell’orologio) in cui la mente è estremamente capace di osservare e ricordare in maniera dettagliata gli eventi, indica anche come utilizzarla nella terapia per aiutare le persone a passare da un atteggiamento mentale che non funziona a un atteggiamento mentale maggiormente positivo e utile.

 

Conclusioni

Dall’esperienza riportata nell’articolo possiamo concludere come alcune tecniche possano massimizzare l’efficacia di un singolo intervento. Nella terapia proposta dalla Ritterman  infatti  il tempo rappresenta una variabile fondamentale dell’intervento tanto quanto il passato, i ricordi, le sensazioni e le percezioni. I tre minuti di trance Slo-Mo infatti permettono alle persone di imparare ad adottare i loro stati di trance direttamente nelle interazioni con il mondo e in tutte quelle situazioni che potrebbero innescare stati di stress e di gestirli nel modo più rapido possibile e nel momento stesso in cui si presentano.

 

 

Se vuoi saperne di più sulla Terapia a Seduta Singola e approfondire il metodo, puoi leggere il nostro link (clicca qui) “Terapia a Seduta Singola. Principi e pratiche” o partecipare a uno dei nostri workshop (clicca qui).

 

 

Angelica Giannetti
Psicologa, Psicoterapeuta
Team dell’Italian Center
for Single Session Therapy

 

 

Bibliografia

Hoyt, M.F., & Talmon, M. (2014). Capturing the Moment: Single Session Therapy and Walk-In Services. Crown House Pub.

 

Angelica Giannetti

I commenti sono chiusi