Terapia a Seduta Singola: quali vantaggi per le strutture pubbliche?

Terapia a Seduta Singola: quali vantaggi per le strutture pubbliche?

Terapia a Seduta Singola: quali vantaggi per le strutture pubbliche?

Gli interventi clinici e formativi nonché gli studi condotti dall’Italian Center for Single Session Therapy stanno progressivamente incrementando la diffusione della Terapia a Seduta Singola in Italia, contribuendo ad arricchire la ricerca e ad individuare nuovi ambiti e contesti di applicazione.

A tal proposito, infatti, non solo si è verificato un incremento della pratica privata ma anche un’apertura da parte delle strutture sanitarie le quali, sulla scia di quanto già accaduto in diverse parti del mondo (come ad esempio l’Eastside Family Therapy Centre in Canada, il Bouverie Centre in Australia, il Community Counseling Center in Texas ed il Reach Out Centre for kids in Ontario), hanno riscontrato la necessità di adeguarsi ai cambiamenti delle persone e più in generale della società.

Se infatti il terapeuta privato ha la possibilità di avvicinare le persone grazie alla proposta di un singolo incontro e di massimizzare l’efficacia della terapia, la TSS ha perfettamente incontrato anche la necessità delle strutture sanitarie di far fronte a varie situazioni quali ad esempio ridurre le liste d’attesa, rispondere alle esigenze di servizi immediati e avvicinare un crescente numero di utenti ad un servizio che risulti più confacente ai loro bisogni (poche o una sola seduta anziché la prospettiva di lunghe terapie).

Alla luce di quanto esposto finora riportiamo di seguito alcune considerazioni in merito all’utilità dell’implementazione della TSS nei servizi pubblici.

La TSS riduce le liste d’attesa.

Gli studi hanno mostrato la piena capacità della Terapia a Seduta Singola di ridurre notevolmente i tempi di attesa dei servizi di psicoterapia, grazie ad uno sfoltimento delle liste dovuto all’ampia percentuale di persone che con una sola seduta hanno risolto il proprio problema, lasciando così spazio ad altre persone (Weiret al., 2008). Le persone risolvono i propri nodi in pochi incontri e ciò garantisce l’accesso ai servizi di salute mentale ad un numero maggiore di utenti. Questo aspetto acquisisce valore tanto nell’ottica della prevenzione quanto in quella dell’intervento poiché la velocità dell’accesso ai servizi riduce la possibilità che si verifichi un peggioramento della condizione di salute mentale nella persona.

La TSS riduce i costi.

Meno sedute affronta il paziente minori saranno i costi affrontati dal sistema sanitario che, al contrario, potrà destinare quei fondi al soddisfacimento dei bisogni di salute mentale di altri utenti. Questo si allinea perfettamente con la politica sanitaria di implementazione di pratiche low-cost che siano in grado di non andare a scapito della qualità (IBM, 2008)

 La TSS promuove un intervento focalizzato

Ovvero agisce sui bisogni impellenti e prioritari della persona attraverso soluzioni su misura, eliminando e/o riducendo drasticamente il sintomo e delegando, se il paziente lo desidera, ad altri centri/comunità/servizi privati deputati alla presa in carico di problematiche relative alla salute mentale, un’analisi profonda che vada alla ricerca delle cause di un dato malessere.

 Meno sedute più professionisti!

Un intervento di terapia breve, in virtù della sua azione rapida, garantisce una maggiore disponibilità di professionisti nei contesti sanitari che, quindi, possono far fronte alle richieste di accesso ai servizi in costante aumento. Ciò favorisce una riorganizzazione delle risorse, sia economiche sia umane, che possono essere ridirezionate laddove sia necessario. Senza considerare, inoltre, che gli studi mostrano anche una riduzione del burn out e un aumento della soddisfazione del personale (Weir et al., 2008).

 

In questo breve articolo abbiamo cercato di racchiudere alcune considerazioni che, secondo noi, possono rappresentare un valido motivo di interesse, da parte delle strutture pubbliche, verso questo innovativo modello di intervento. L’apertura verso nuovi ed efficaci modi di aiutare le persone in ambito clinico e sanitario significa soprattutto essere disposti ad assumere il punto di vista di sistemi (persone, società ecc.) in continuo cambiamento.

 

Per coloro che vogliono formarsi nella Terapia a Seduta Singola ricordiamo che il prossimo workshop organizzato dall‘Italian Center for Single Session Therapy si terrà a Roma, il 12 e 13 gennaio 2018 (per info e iscrizioni).

 

Simonetta Bonadies
Psicologa, Psicoterapeuta
Team dell’Italian Center
for Single Session Therapy

 

 P.S.: vuoi saperne di più sulla Terapia a Seduta Singola? Scarica gratuitamente un estratto del nostro libro “Terapia a seduta singola. Principi e pratiche”, pubblicato da Giunti Editore (clicca qui)

Bibliografia

Cannistrà, F. Piccirilli, F. (2018). Terapia a seduta singola. Principi e pratiche. Giunti editore.

Hoyt, M.F. Talmon, M. (2018). Capturing the moment. Terapia a seduta singola e servizi walk-in

The Bouverie Centre, Victoria Family Institut. Implementation of Single Session Work at your service: a guide for managers.

Angelica Giannetti

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