La Terapia Familiare Medica a Seduta Singola e il modello di assistenza integrata delle Medical Home incentrate sui pazienti

La Terapia Familiare Medica a Seduta Singola e il modello di assistenza integrata delle Medical Home incentrate sui pazienti

La Terapia Familiare Medica a Seduta Singola e il modello di assistenza integrata delle Medical Home incentrate sui pazienti

Con l’articolo di oggi andremo a confrontarci con un altro modo di concepire l’utilizzo della Terapia a Seduta Singola, ovvero quello di metodo per coordinare interventi di Terapia Familiare Medica o di assistenza integrata per la gestione di diagnosi difficili in cui è necessario negoziare una missione comune tra pazienti, membri della famiglia, medici e terapeuti familiari.  

 

Ma cosa si intende per Terapia Familiare Medica e assistenza integrata?

La Terapia Familiare Medica è un intervento rivolto alla famiglia nato inizialmente come proposta di trattamento a orientamento biopsicosociale, il cui scopo è quello di ottimizzare la collaborazione tra i medici, i pazienti e i familiari (McDaniel, Hepwort, & Doherty, 1992).  

 

Come si è evoluto?

Recentemente tale approccio è stato definito in maniera più ampia come assistenza integrata, in quanto si è riconosciuta l’importanza di unire gli aspetti comportali e biomedici dell’intervento, soprattutto quando si tratta di famiglie che oltre allo stress della malattia, si trovano a gestire problemi psicosociali e di natura mentale (McDaniel, Hepwort, & Doherty, 2014).

 

In quale modello di assistenza trova la maggiore espressione tale approccio?

Il modello di assistenza sanitaria in cui l’aspetto del coordinamento, della comunicazione e della collaborazione tra pazienti, familiari e diverse figure professionali (medici, terapeuti familiari, altro staff sanitario) trova la sua massima espressione è quello delle cure primarie (es. medicina di famiglia, ostetricia e ginecologia, pediatria), in particolare in quello delle Patient Centered Medical Home (PCMH).  

 

Cosa sono le Medical Home centrate sul paziente e per quali scopi nascono?

Il concetto di Medical Home si è sviluppato nel 1967 quando l’American Academy of Pediatrics per la prima volta ha introdotto questo termine per indicare una modalità di gestione centralizzata di tutte le informazioni mediche riguardanti un bambino, in particolar modo di quelli con particolari esigenze. Nel tempo il concetto è stato ampliato fino a trasformarsi in un vero e proprio modello di assistenza primaria i cui scopi sono principalmente tre ovvero fornire servizi:

  1. di alta qualità
  2. accessibili e affidabili per la famiglia
  3. in grado di avere un controllo sul costo complessivo

Con l’introduzione della Terapia a Seduta Singola se ne aggiunge un quarto che è quello dell’efficacia e della soddisfazione dei pazienti e della squadra medica.

 

Ma qual è il valore aggiunto della Terapia Familiare Medica a Seduta Singola?

La Terapia Familiare Medica a Seduta Singola offre l’opportunità di creare dei momenti congiunti in cui pazienti, familiari, medici e psicoterapeuti possono, tutti insieme, prendere decisioni importanti sulla salute del paziente, allineare i programmi, chiarire le prospettive di un intervento e illustrare i piani del trattamento. In tal modo la comunicazione tra tutti gli attori coinvolti risulterà sincrona e meno soggetta a passaggi di informazioni deficitari.

 

In quali contesti può essere svolta la Terapia Familiare Medica a Seduta Singola

L’intervento familiare medico a seduta singola trova maggiore efficacia durante:

  • gli incontri familiari in ospedale. Questi ultimi possono avvenire durante il ricovero per malattie mediche acute o psichiatriche e sono utili per coinvolgere i familiari durante il ricovero del paziente e in vista del recupero post – ospedaliero;
  • gli incontri familiari con pazienti ambulatoriali che ricevono una nuova diagnosi, aderenza al trattamento o brutte notizie. Tali incontri oltre a offrire l’opportunità di avere maggiori informazioni sulle malattie, permettono ai pazienti e ai loro familiari di affrontare le ansie, le paure e le loro emozioni, costruendo una rete di supporto.
  • il consulto con un medico che si occupa di salute mentale o aspetti biomedici. Possono essere utilizzati per fare valutazioni, fornire linee guida o secondi pareri a pazienti che si trovano in un momento critico del loro percorso di salute.
  • gli incontri privati pre-ambulatoriali con i membri della squadra. Essi consistono in momenti di condivisione tra tutti i membri di una squadra con lo scopo di confrontarsi, prepararsi e trovare strategie utili per affrontare pazienti complicati.

 

Conclusioni

Nonostante il nostro Sistema Sanitario Nazionale presenti alcune differenze sostanziali rispetto a quello di altri Paesi nel mondo, l’esempio sopra riportato ci permette di immaginare come la Terapia a Seduta Singola oltre a essere un metodo efficace nell’intervento con la persona, possa rappresentare un valido strumento per coordinare interventi ad alto livello di complessità in cui professionisti, pazienti e familiari si trovano a negoziare missioni comuni.

 

Se vuoi saperne di più sulla Terapia a Seduta Singola e approfondire il metodo, puoi leggere il nostro link (clicca qui) “Terapia a Seduta Singola. Principi e pratiche” o partecipare a uno dei nostri workshop (clicca qui).

Angelica Giannetti
Psicologa, Psicoterapeuta
Team dell’Italian Center
for Single Session Therapy

 

Bibliografia

Hoyt, M.F., & Talmon, M. (2014). Capturing the Moment: Single Session Therapy and Walk-In Services. Crown House Pub.

McDaniel, S.H, Hepwort, J.,  & Doherty, W.J. (1992). Medical family therapy: Abiopsychosocial approach to families with healt problems. Basic Books. 

McDaniel, S.H, Hepwort, J.,  & Doherty, W.J. (2014). Medical family therapy and integrated care. Washington DC, American Psychological Association (II ed.)

Angelica Giannetti

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