Emergenza Covid -19 e Terapia a Seduta Singola: Fase 2 e l’impatto sulla salute mentale dei bambini e degli adolescenti

Emergenza Covid -19 e Terapia a Seduta Singola: Fase 2 e l’impatto sulla salute mentale dei bambini e degli adolescenti

Emergenza Covid -19 e Terapia a Seduta Singola: Fase 2 e l’impatto sulla salute mentale dei bambini e degli adolescenti

La Fase 2 è iniziata ormai e molte persone hanno mosso i primi passi verso il mondo esterno, ricongiungendosi finalmente con i propri familiari oppure riprendendo le attività lavorative. Senza lasciarsi trasportare da un facile ottimismo l’allentamento delle misure di restrizione ha permesso a molte persone di riprendere fiato dopo aver vissuto un lungo periodo in apnea.

 

 

Ma la Fase 2 ha riguardato proprio tutti allo stesso modo?

Un tema molto dibattuto rispetto al quale non ci sono ancora risposte chiare ad esempio è quello relativo alla gestione del futuro dei bambini e degli adolescenti, nonché gli effetti causati dal lungo periodo di distacco dalla vita sociale e scolastica sulla loro vita e quella delle famiglie.

 

 

Quali sono le implicazioni di questo problema?

Questo tema ha ovviamente diverse implicazioni che riguardano sia la salute e il benessere dei bambini e degli adolescenti che quello delle loro famiglie. Queste ultime, infatti, si sono trovate a dover gestire la vita dei figli, interpretando anche altri ruoli diversi da quello del genitore come ad esempio il ruolo dell’insegnate e in alcuni casi quello del compagno di giochi e di divertimento.

Tutto ciò ha portato molte famiglie a doversi reinventare una routine quotidiana, nonché gestire conflitti e problematiche a volte nuove, a volte già note, ma esasperate dalla situazione emergente.

 

 

Quindi di cosa ci proponiamo di parlare oggi?

Prevedendo le numerose richieste che come professionisti della salute mentale ci troveremo (o già ci stiamo trovando) ad affrontare, l’obiettivo dell’articolo di oggi sarà quello di condividere i punti chiave per condurre una Terapia a Seduta Singola con le famiglie, ripresi dalle linee guida per l’intervento con le famiglie proposte dal Bouveri Center in Australia (clicca qui).

 

 

Prima di passare a definire l’intervento singolo con la famiglia approfondiamo il fenomeno, vedendo cosa accade nel mondo!

A tale proposito sulla rivista The Lancet Child & Adolescent Health è stato pubblicato un articolo dal titolo Pandemic school closures: risks and opportunities (clicca qui), in cui è riportata una revisione sistematica di Russel Viner et al. pubblicata il 6 aprile 2020 sulla stessa rivista, in cui sono stati valutati i risultati di 16 studi che hanno esaminato gli effetti delle chiusure scolastiche sui focolai di coronavirus in Cina, Hong Kong e Singapore e più in generale sulla vita dei bambini e degli adolescenti.  

 

 

Cosa hanno rilevato gli studi?

Gli studi hanno messo in evidenza che la chiusura delle scuole ha comportato dei benefici limitati sul rallentamento della diffusione del virus, mentre ha comportato in alcuni casi limitazioni nella sfera dell’apprendimento, della socializzazione e delle attività fisiche con un rischio alto per i bambini più vulnerabili, compresi quelli che vivono in contesti familiari a basso reddito.

 

 

Quali altri svantaggi sono stati evidenziati

Oltre agli svantaggi diretti, altri fenomeni secondari sono stati rilevati come:

  • l’impossibilità molti bambini dell’accesso ai servizi di assistenza sociale forniti tramite la scuola (es. mensa gratuita, impianti di lavaggio ecc.);
  • perdita della relazione tra servizi di assistenza sanitaria e scuola. Tale aspetto rende più difficoltoso l’accesso ad alcuni servizi sanitari o ad alcuni dispositivi per la salute (es. servizi di salute mentale, vaccinazioni).

 

 

Cosa comporta tutto ciò sui bambini piccoli?

I bambini piccoli confinati a casa, ad esempio, non riescono ad accedere autonomamente alle linee guida per il comportamento motorio fornite dall’OMS che raccomandano almeno 60 minuti al giorno di attività fisica (da moderata a vigorosa) per bambini tra i 5 e i 17 anni. Ciò mette a repentaglio non solo il benessere mentale e fisico dei piccoli, ma aumenta anche il rischio di stabilire abitudini pericolose, come un aumento del tempo dedicato all’uso della tecnologia o dello spuntino che possono danneggiare la salute cardiovascolare e muscoloscheletrica futura.

 

 

E per gli adolescenti?

Per gli adolescenti la chiusura delle scuole e l’allontanamento sociale possono essere particolarmente difficili. Durante l’adolescenza i giovani aumentano l’indipendenza e iniziano a dare priorità alle relazioni con i coetanei rispetto a quelle con i genitori. L’interruzione di questi rapporti può determinare sentimenti di rabbia e frustrazione a causa della mancanza di alcuni riti di passaggio legati alla vita con gli altri e per l’incertezza sul futuro scolastico. Infine può insorgere l’ansia di fronte alle minacce della pandemia per loro, per le loro famiglie e per gli amici.

 

 

In questa situazione è possibile oltre ai rischi rintracciare delle opportunità per i giovani?

Dallo studio è emerso che la pandemia può offrire ai giovani anche l’opportunità di sviluppare e affinare le proprie capacità di ripresa e adattabilità, apprezzando il valore della responsabilità sociale e del sacrificio per la protezione dei più vulnerabili. Pertanto diventa fondamentale rafforzare le esperienze dei giovani durante questa crisi globale, ascoltare le loro soluzioni creative e condividerle per consentirgli di utilizzarle per creare una società più solida e premurosa.

 

 

Sul piano sociale cosa bisognerebbe fare?

I funzionari della sanità pubblica dovranno dare la priorità ai piani nazionali per valutare come e quando riaprire le scuole, prendendo in considerazione misure alternative come orari ridotti o lezioni scaglionate. Molti bambini avranno probabilmente bisogno di sostegno quando torneranno alla vita normale, specialmente quelli che hanno vissuto un lutto.

 

 

In che modo può essere d’aiuto la TSS con le famiglie?

Le ricerche evidenziano che lavorare con le famiglie in cui è presente un membro con problematiche di salute mentale può migliorare sia la vita del singolo cliente (sia adulto che bambino), sia ridurre lo stress di tutti membri della famiglia (Carr, 2009a, 2009b). Nel tempo il lavoro familiare ha acquisito sempre più importanza, ma per le famiglie non è sempre stato di facile accesso. Le principali barriere con cui i professionisti si sono scontrati nell’applicazione di questo tipo di intervento hanno riguardato il tempo, l’energia e le qualifiche specialistiche necessarie per attuarlo. La Single Session Family Consultations (SSFC) sviluppata dal Bouveri Center è stata studiata proprio per superare queste barriere, fornendo una guida per la realizzazione di un intervento breve con le famiglie.

 

 

Che cos’è la Single Session Family Consultation?

La Single Session Family Consultation (SSFC) è un incontro breve con la famiglia che mira a chiarire come quest’ultima sarà coinvolta nel sostegno della persona in difficoltà e aiutare i singoli membri a identificare e ad affrontare i propri bisogni, in particolare quando ci si riferisce al loro ruolo di sostenitori/tutori.

 

 

Quando si può utilizzar utilizzato un SSFC?

La Single Session Family Consultations può essere utilizzata:

  • come parte integrante di un servizio di consulenza con le famiglie già fornito
  • per riattivare una situazione bloccata o cronica
  • per aiutare a sviluppare un piano di dimissione di un membro inserito in un percorso di cura
  • per aiutare un cliente a riconnettersi con la propria famiglia
  • per risolvere quasi tutti i problemi dei singoli membri del nucleo

 

 

Quali sono i punti chiave di un intervento a seduta singola con le famiglie?

In un intervento SSFC è importante:

  • coinvolgere nell’incontro tutti i membri della famiglia a meno che non ci siano motivi validi perché uno dei membri non possa partecipare. La persona in difficoltà è incoraggiata a partecipare in maniera attiva durante tutto il processo di pianificazione e coinvolgimento nella sessione stessa;
  • l’SSFC è un processo basato sui punti di forza per rispondere ai bisogni della famiglia piuttosto che una valutazione del funzionamento della famiglia;
  • l’SSFC è un processo reciproco che comporta uno scambio di informazioni a tre vie tra il cliente, i familiari e il professionista;
  • i membri della famiglia e il cliente sono incoraggiati a sollevare questioni che sono importanti per loro nella seduta. Tuttavia, non sono obbligati a condividere informazioni di cui non si sentono a proprio agio a discutere;
  • l’SSFC può portare a una serie di risultati ovvero la decisione di non avere ulteriori sessioni, la decisione di incontrarsi di nuovo, la decisione di incontrare un sottogruppo di membri della famiglia più piccolo, il chiarimento delle modalità di contatto e coinvolgimento in corso e/o l’invio ad altri servizi.

 

 

Conclusioni

Entrare nella Fase 2 ci metterà nella condizione di affrontare altre sfide professionali e accogliere nuovi bisogni. Le famiglie rappresentano indubbiamente una delle realtà più colpite dalla pandemia soprattutto per i molteplici problemi che hanno dovuto e che dovranno affrontare (economici, organizzativi, relazionali, educativi). Escludere a priori un intervento rivolto alle famiglie solo per i tempi e le energie che queste richiederebbero, rispettando modelli tradizionali di intervento creerebbe un grande vuoto. Investire su un intervento breve potrebbe, invece, portare a molteplici risultati in breve tempo e assolvere a molteplici funzioni che possono andare dalla prevenzione all’intervento stesso.  

 

Se vuoi saperne di più sulla Terapia a Seduta Singola e approfondire il metodo, puoi leggere il nostro link (clicca qui) “Terapia a Seduta Singola. Principi e pratiche” o partecipare a uno dei nostri workshop (clicca qui).

Angelica Giannetti
Psicologa, Psicoterapeuta
Team dell’Italian Center
for Single Session Therapy

 

  

Bibliografia

Carr, A. (2009a). L’efficacia della terapia familiare e degli interventi sistemici per problemi incentrati sull’adulto. Journal of Family Therapy (31), 46-74.

Carr, A. (2009b). L’efficacia della terapia familiare e degli interventi sistemici per problemi incentrati sul bambino. Journal of Family Therapy, 31 (1), 3-45.

Pandemic school closures: risks and opportunities (2020), The Lancet Child & Adolescent Health from https://www.thelancet.com/journals/lanchi/article

Russell,V.M, Russell S. J., Croker, H., Packer, J., Ward, J., Claire Stansfield, C. et al. (2020). Lancet Child Adolesc Health from https://www.thelancet.com/journals/lanchi/article

Angelica Giannetti

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