Dove praticare la Terapia a Seduta Singola?

Dove praticare la Terapia a Seduta Singola?

Dove praticare la Terapia a Seduta Singola

La Terapia a Seduta Singola può essere pratica in molti contesti diversi. Eccone alcuni.

C’è una domanda che molti si pongono: “La terapia a seduta singola può essere applicata ad un solo contesto?”.

La risposta è no!

Negli articoli precedenti si è trattato “come” e “se” una Terapia a Seduta Singola possa essere sufficiente a fronteggiare le criticità delle persone che si rivolgono a un servizio di aiuto, e di come molte ricerche abbiano sostanziato che 1 è il numero più frequente di sedute.

Ora la domanda è: dove possiamo applicare i principi della TSS?

La cornice che si colloca dietro alla Terapia a Seduta Singola la rende un approccio flessibile, dinamico e creativo, adatto a rispondere a molti bisogni inerenti la salute mentale e i rischi psicosociali.

Molte ricerche, che avremo modo di approfondire negli articoli proposti, hanno dimostrato come il mindset tipico di questo approccio consenta di rivolgersi a e di essere utilizzato in molteplici contesti, incidendo da un lato sulle liste di attesa, costantemente in crescita nelle strutture pubbliche, e dall’altro sulla possibilità di restituire alle persone il benessere nel minor tempo possibile.

Dove praticare la TSS?

Una rassegna, seppur non esaustiva, di esperienze concrete è il modo migliore per comprendere la molteplicità dei contesti in cui praticare la Terapia a Seduta Singola, oltre naturalmente alla pratica privata.

 

    1. SERVIZI PER LE FAMIGLIE

      In Canada (già dal 1990) esiste un servizio dedicato alle famiglie, gestito da un’organizzazione no profit. L’EFT, Eastside Family Centre, si offre alla comunità per dare una risposta immediata e gratuita, lavorando in un’ottica di rete (in accordo con scuole, ospedali, servizi medici, etc.) ponendosi come un servizio di prossimità di facile accesso e disponibile senza appuntamento per una larga fascia oraria giornaliera.

      Il Servizio si rivolge a bambini, adolescenti e famiglie utilizzando la Terapia a Seduta Singola, pur mantenendo, come specificato in altri articoli, la “porta aperta” per tutte le problematiche famigliari ed educative che tanti nuclei si trovano a fronteggiare e che dovessero richiedere più incontri.
      I dati affermano che tra le famiglie che accedono una volta al Servizio, il 65% non ritiene necessario un altro appuntamento. In pratica, circa 2 persone su 3 risolvono il proprio problema con un’unica seduta.Con quali risultati e grado di soddisfazione?Hoffart & Hoffart (1994) indicano che l’89% dei fruitori del servizio esprimevano soddisfazione, stato che persisteva anche a 6 mesi di distanza dal trattamento.
      Miller (2008) analizzò 403 questionari riguardanti il grado di soddisfazione, rilevando che la maggioranza delle persone si dimostrava soddisfatta o molto soddisfatta dell’incontro di TSS, con una percentuale che oscillava dall’83,4% (conflitti di coppia) al 93,1 % (problemi comportamentali dei bambini).

 

    1. SERVIZI DI SALUTE MENTALE

      Perché utilizzare la Terapia a Seduta Singola nei Servizi di Salute Mentale? I motivi sono davvero tanti, ma limitiamoci a uno dei più evidenti: la riduzione delle liste di attesa.

      Partiamo da alcune considerazioni di ordine pratico: nell’attuale panorama sanitario le liste di attesa sono sempre più imponenti. Una persona che decidesse di rivolgersi a un Servizio Pubblico può vedere la sua richiesta accolta dopo molto tempo (da qualche giorno ad alcuni mesi!).

      Il tempo che intercorre dal primo contatto telefonico al primo colloquio obbliga la persona a gestire la situazione in proprio, per poi, una volta giunto il tempo del “fatidico colloquio”, spendere ulteriore tempo per il processo di assessment.

      La possibilità di un trattamento a Seduta Singola accorcia le liste di attesa ed evita che il 50% delle persone che provano ad accedere ad un Servizio di Salute Mentale desista dall’impresa, scongiurando il rischio di un drop out clamoroso (Barrett et al., 2008) .

      L’idea di fondo, anche quando si pensa a situazioni complesse che frequentemente si trovano nei Servizi di Salute Mentale, è che le persone non sono semplicemente una diagnosi, ma abbiano problemi risolvibili in una singola seduta.

      Comunque, come anticipato, il contesto dei Servizi di Salute Mentale è molto complesso e ampio. I risultati della TSS in questo settore – dove è ampiamente utilizzata – non si limitano allo sfoltimento delle liste d’attesa, ma anche alla riduzione dei costi, all’efficenza dei servizi, al miglioramento del team-working ed altro ancora. Vista l’ampiezza e l’importanza dell’argomento ci torneremo più avanti con degli articoli dedicati.

 

    1. SERVIZI RIVOLTI ALLA GESTIONE DELLE EMERGENZE E AL PRIMO SOCCORSO

      Anche nelle emergenze e nel primo soccorso la TSS è ampiamente utilizzata.

      Ad esempio, un’esperienza degna di nota, in cui la Terapia a Seduta Singola dimostra la sua efficacia nell’intervento in situazioni di PTSD (Post Traumatic Stress Disorder – Disturbo da stress post-traumatico), è offerta da un Servizio, attivo in Messico, che si rivolge alle vittime dei furti di strada, che nel 2012 si sono attestati, solo a Città del Messico, a 118,1 al giorno (fonte Procuradia General de Justicia).

      Un servizio pensato per abbattere le barriere, tenendo conto del Sistema Culturale in cui si inserisce, e che supera 3 ostacoli che spesso limitano l’accesso a Sistemi di aiuto: lo stigma sociale, le barriere economiche e l’accessibilità del servizio.

      L’esperienza messicana sperimenta la Terapia a Seduta Singola come strategia di trattamento di quelle situazioni che rischiano di indurre i sintomi tipi i di un PTSD.

      Platt e Mondellini (2014), pur essendo in una fase iniziale della sperimentazione, dichiarano il grande potenziale della TSS in contesti di emergenza, anche in un contesto culturale come quello messicano, dove il detto “i panni sporchi si lavano in casa sintetizza il pensiero comune, concretizzandosi invece come un percorso accessibile e non patologizzante.

      Ulteriore esperienza di quanto la TSS possa essere adattata a contesti in cui si rende necessaria la gestione dell’emergenza viene dalla Colombia, nazione permeata da numerosi conflitti a fuoco, dove lo staff di Medici Senza Frontiere, non avendo la possibilità di programmare o monitorare gli interventi oltre al primo incontro, praticano la TSS alle persone che si presentano al Servizio con sintomi depressivi.

      Gli studi rilevano che 67 persone su 71 (94,4%) affermano come, subito dopo il trattamento, una Singola Sessione di lavoro sia stata di aiuto. Le persone raccontano che la TSS «li aveva aiutati ad uscire dal labirinto in cui si erano perse ed avevano trovato qualche risposta, che ha contribuito a farli sentire più forti vedendo le risorse presenti» (Urrego et al., 2009).

 

  1. OSPEDALI

    Lo spunto di riflessione per verificare come la Terapia a Seduta Singola possa essere applicata in contesti ospedalieri ci arriva dagli studi di Gibbons e Plath (2012).

    Gli autori propongono una ricerca partita dalle considerazioni di alcuni studenti impegnati nel loro apprendistato come operatori socio-sanitari. I giovani lavoratori realizzarono, in un modo tanto semplice quanto illuminante, come nelle organizzazioni ospedaliere il numero di volte che ci si trova ad incontrare l’utente è, per la stragrande maggioranza delle volte, solo 1.
    Da questa constatazione l’idea che mosse la sperimentazione della pratica della TSS era la consapevolezza di avere una sola possibilità “per farlo bene”.

    Provate ora a spostare l’attenzione dalla situazione suddetta alla vostra vita personale. Sono convinto che l’insight avuto da quegli studenti è cosa nota a chiunque abbia vissuto situazioni di ospedalizzazione o ricorso a strutture sanitarie, dove si incontrano certi operatori, tendenzialmente, una sola volta.

    Quanto, nell’esperienza personale, avreste desiderato incontrare qualcuno che, opportunamente formato, vi offrisse un contributo nella comprensione del senso di quanto stava accadendo, con ricadute positive nella gestione dello stress e dell’ansia legate a questi eventi?
    Domanda retorica, vero?!

 

Conclusioni

Quanto esposto è solo una piccola parte di “dove” e “come” la Terapia a Seduta Singola possa essere di aiuto. Altri contesti in cui praticare la TSS, che approfondiremo strada facendo, sono:

  1. servizi di orientamento scolastico e professionale
  2. servizi per il trattamento delle dipendenze
  3. aziende ed organizzazioni.

Altri approfondimenti potete trovarli nel nostro EBook gratuito (clicca qui) e nei nostri articoli.

Inoltre, come già visto in altri articoli, le ricerche riportate hanno mostrato l’adattabilità della TSS in diversi Paesi a diversi contesti culturali. Oltre agli Stati Uniti, in questo articolo si è parlato di Canada, Messico e Colombia. In articoli successivi parleremo anche di Inghilterra, Australia, Nuova Zelanda, Cina e altri; e naturalmente anche dei nostri primi studi in Italia.

Voglio chiudere ricordando una frase che spesso nell’iter universitario, soprattutto nei corridoi o nei momenti informali, mi capitava di ascoltare: “Quanti psicologi ci vogliono per cambiare una lampadina? Uno se la lampadina vuole veramente cambiare!”

Ergo, perché non potrebbe bastare una sola seduta partendo dalle stesse premesse?

 

Federico Piccirilli
Psicologo, Psicoterapeuta
Co-founder dell’Italian Center
for Single Session Therapy

Se vuoi saperne di più sulla Terapia a Seduta Singola e approfondire il metodo, puoi leggere il nostro link (clicca qui) “Terapia a seduta singola. Principi e pratiche” o partecipare a uno dei nostri workshop (clicca qui).

Riferimenti bibliografici

Barrett, M.S., Chua, W., Cits-Crstoph, P., Gibbons, M., & Thompson, D. (2008), Early withdrawal from mental healt treatment: Implications for Psychotherapy practice. Psychotherapy: Theory, Research, Practice,Training, 45, 247-267.
Gibbons, J. & Plath, D. (2012). Single Session Social Work in Hospitals. Australian and New Zealand Journal of family Therapy, Volume 33, Numero 1, pp. 39-53.
Hoffart, B. & Hoffart, I. (1994). Program evaluation of Eastside Family Centre. Calgary: Synergy Research Group.
Hoyt, M.F. & Talmon, M. (eds.) (2014). Capturing the Moment. Single Session Therapy and Walk-In Services. Bancyfelin, UK: Crown House.
McElheran, N., Stewartm J., Soenen, D., Newman & J., Bruce, M. (2014b). Walk-in Single Session Therapy at The Eastside. In M.F. Hoyt & M. Talmon (eds.) (2014a), op. cit., pp. 177-194.
Miller, J.K. (2008). Walk-in single session team therapy: A study of client satisfaction. Journal of Systemic Therapies, 27, 78-94.
Paul, K.E. & Van Ommeren, M., (2013). A primer on single session therapy and its potential application. Humanitarian situations. Volume 11, Number 1, Page 8-23.
Platt, j. & Mondellini, D. (2014). Single Session Walk-in Therapy for Street Robbery Victims in Mexico City. In M.F. Hoyt & M. Talmon (eds.) (2014), op. cit., pp. 214-231.
Slive, A. & Bobele, M. (2014). Walk-in Single Session Therapy: Accesible Mental Healt Services. In M.F. Hoyt & M. Talmon (eds.) (2014), op. cit., pp. 73-94.
Urrego, Z., Abaakouk, Z., Roman, C. & Conteras, R. (2009). Evaluation of results of a single-session psychotherapy intervention in people affected by the Colombian internal armed coflict. Manoscritto non pubblicato.

Federico Piccirilli

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