In memoria di Moshe Talmon

Il 21 agosto 2026 Moshe Talmon ci ha lasciati.
Abbiamo appreso la notizia pochi giorni fa, dataci dal suo collega e amico Michael F. Hoyt.

Il Dr Talmon è nato in un kibbutz israeliano nel 1950. Dopo aver conseguito la laurea in psicologia, ottenne un dottorato in Psicologia Clinica (PhD) presso l’Università della Pennsylvania, nel 1982. Svolse il tirocinio presso il Children’s Hospital di Philadelphia, sotto la supervisione di Salvador Minuchin, per poi lavorare presso il Kaiser Permanente Medical Group, dal 1985 al 1991.
Fu qui che iniziò i suoi studi sulla Terapia a Seduta Singola (TSS).

 

Dopo essersi reso conto che molte persone si presentavano in terapia per un singolo incontro, e dopo aver approfondito il fenomeno sulla letteratura specialistica, condusse la prima ricerca sul tema assieme a Robert Rosenbaum e Michael F. Hoyt. Oltre a una serie di capitoli e presentazioni, nel 1990 pubblicò il primo libro sull’argomento, Single Session Therapy (Jossey-Bass, trad. it. Psicoterapia a seduta singola, Erickson, 1996), seguito nel 1993 da Single Session Solutions

Da questi lavori, nonché dall’attività di formazione e divulgazione fatta da Talmon e colleghi, la TSS ha iniziato a diffondersi in tutto il mondo, dapprima lentamente, per poi esplodere a partire dalla seconda decade degli anni duemila.

 

L’importanza che Talmon riveste nell’ambito della psicoterapia è probabilmente ancora sottostimata. Eppure, speriamo che la storia futura possa dargli tutto lo spazio che merita.

Oggi, infatti, non solo il fatto che una seduta singola possa essere tutto ciò di cui c’è bisogno è sempre più accettato, tanto dai professionisti della salute mentale quanto dal pubblico, ma è anche abbondantemente dimostrato da ricerche condotte in tutto il mondo e pubblicate su prestigiose riviste di settore.

Tale fatto – che una singola seduta possa essere sufficiente – è un cambiamento paradigmatico, di cui forse non si è ancora colta la portata. Parafrasando un commento di Jay Haley alla TSS, per anni la credenza più comune era che la psicoterapia dovesse essere necessariamente un percorso lungo. Successivamente, le terapie brevi incrinarono tale credenza, dimostrando che spesso bastano poche sedute. Oggi, sappiamo che non di rado può essere sufficiente il tocco di un singolo incontro.

Ma in realtà, pensiamo che la TSS, grazie a Talmon, abbia fatto molto più di questo. Ci ha consegnato un nuovo modo di erogare i nostri servizi, favorendo un approccio one-at-a-time, un incontro alla volta. Siamo convinti che l’idea che la “terapia deve essere lunga o breve” sia destinata a tramontare: in futuro, tutti i terapeuti saranno formati nell’erogazione di terapie lunghe, brevi e a seduta singola, a seconda delle necessità della persona.

 

Questa eredità la dobbiamo largamente a Talmon, sia per ciò che ha fatto, sia per la persona che era. 

Non abbiamo mai avuto il piacere di stringergli la mano. Nonostante nel 2023, in occasione del IV Simposio Internazionale di TSS, Talmon, Rosenbaum e Hoyt avrebbero dovuto presenziare insieme sullo stesso palco, i fatti del 7 ottobre 2023, ad appena 34 giorni dall’inizio dell’evento, impedirono a Talmon di venire di persona. Ciò nonostante, e nonostante la malattia che stava combattendo già allora, presenziò in diretta da Tel Aviv, omaggiando l’intera platea con un suo contributo (successivamente riportato nella curatela di Cannistrà e Hoyt, Single Session Therapies, con il titolo “The Golden Hour”).

Abbiamo però avuto la fortuna e il piacere di conversare con Talmon in più di un’occasione. Talmon ci ha infatti regalato un’intervista (disponibile online), la prefazione a Terapia a seduta singola. Principi e pratiche (scritta con Michael Hoyt) e la postfazione all’imminente libro sulla TSS con i problemi di ansia. Ma forse, più di ogni altra cosa, ci ha regalato più volte encomi e incoraggiamenti, che ci hanno sempre lasciato con un senso di gratitudine.

Permette di chiarirci: non vogliamo far mostra di tali elogi. Talmon, infatti, li dispensò a molte persone. Ad esempio, approvò ampiamente i lavori di Jessica Schleider, trovando la sua definizione di Single Session Interventions di grande gradimento; e in più occasioni ci mise in contatto con altri colleghi sparsi per il mondo, lodandone l’operato e le competenze. Ed è proprio questa caratteristica di Talmon, che dagli scritti e dalle interviste potrebbe non trasparire, che vorremmo trasmettere.

Talmon non si eresse mai a capo scuola, non registrò mai il marchio “terapia a seduta singola”, né creò un’attività imprenditoriale attorno ad essa. Se questo, forse, non permise di avere una direzione centrale, capace di sistematizzare la formazione, la divulgazione e la ricerca nel campo, permise a persone di tutto il mondo di sviluppare il proprio pensiero e il proprio operato sulla TSS, con il costante supporto e confronto con Talmon, Rosenbaum e Hoyt. 

A quarant’anni dalla sua “scoperta”, quando molti modelli cominciano a decadere (se non sono già finiti nell’oblio), la TSS sta vivendo una vera e propria rinascita, destinata a migliorare il futuro della psicoterapia e di chi se ne serve. E questo sta accadendo in tutto il mondo, Italia compresa.

 

Chi ha avuto il piacere di conoscerlo di persona e di conversare con lui più a lungo e più di frequente di noi, avrà sicuramente modo di dare un riscontro più onesto della sua persona e un più dettagliato rapporto del suo operato. Noi, dal nostro canto, ci teniamo a ringraziarlo e a ricordarlo ancora una volta, consapevoli che, senza di lui, non saremmo qui.

 

Per sempre grati,

Flavio Cannistrà
Federico Piccirilli
Pier Paolo D’Alia
Angelica Giannetti
Francesca Moccia
Valeria Campinoti
Beatrice Pavoni
Vanessa Pergher
Italian Center for Single Session Therapy